LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: SOCAR, BRITISH PETROLEUM E TOTAL CON UN PIEDE NELLA TAP

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 23, 2013

Gli enti investitori del giacimento Shakh Deniz ottengono un’opzione per il 50% delle azioni del Gasdotto Trans Adriatico. Si rafforza la posizione di un’infrastruttura fondamentale per la sicurezza energetica dell’Italia

L'itinerario della TAP

L’itinerario della TAP

Si allarga e si rafforza la platea degli investitori che vuole puntare sull’Italia per rifornire l’Unione Europea di gas proveniente dall’Azerbaijan. Nella giornata di martedì, 22 Gennaio, il consorzio deputato alla realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico – TAP – ha firmato un accordo per la cessione del 50% delle azioni della conduttura agli enti investitori del giacimento azero Shakh Deniz: il colosso azero SOCAR, quello britannico British Petroleum, e la compagnia francese Total.

Come riportato da una nota della TAP, l’accordo prevede il riconoscimento da parte del consorzio del Gasdotto Trans Adriatico di una clausola che SOCAR, British Petroleum e Total possono esercitare nel futuro, secondo tempistiche e modi a loro discrezione.

Il Capo del consorzio TAP, Kjetl Tungland ha commentato l’accordo come un ulteriore passo in avanti per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico, poiché ne è uscita rafforzata la cooperazione con gli enti investitori del giacimento Shakh Deniz, da cui proverrà il gas trasportato in Europa dalla conduttura.

La TAP è un’infrastruttura concepita per trasportare 21 Miliardi di metri cubi di gas dall’Azerbaijan dal confine tra Turchia e Grecia fino in Italia attraverso l’Albania.

Compartecipato dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, e da quella tedesca E.On, il Gasdotto Trans Adriatico è sostenuto politicamente dai Governi di Italia, Grecia, Albania e Svizzera.

Per l’Italia, la TAP rappresenta un’infrastruttura di interesse nazionale. Il Gasdotto Trans Adriatico rende infatti l’Italia l’hub in Europa per la distribuzione del gas proveniente dall’Azerbaijan, favorisce la diversificazione delle forniture di energia per l’economia italiana – con un evidente ribasso della bolletta per industrie e privati cittadini – e crea posti di lavoro in un Paese particolarmente colpito dalla crisi economica e sociale.

La TAP rappresenta un’infrastruttura di interesse strategico anche per l’Unione Europea, in quanto aiuta a diversificare le forniture di gas e a diminuire la dipendenza dalla Russia, che ad oggi, con le sue esportazioni, copre il 40% del fabbisogno dell’Europa.

Particolare interesse nella realizzazione dell’accordo proviene anche dall’Azerbaijan, che vede nell’Europa un mercato importante ove collocare le esportazioni di gas.

Il GasdottoTrans Adriatico rappresenta infatti l’ultimo tratto del tragitto per il trasporto in Europa Occidentale del carburante azero, che, una volta estratto dal giacimento Shakh Deniz, passa dall’Azerbaijan alla Turchia attraverso la Georgia tramite il Gasdotto del Caucaso Sud Est, ed attraversa tutto il territorio turco per mezzo del Gasdotto Trans Anatolico – TANAP.

Anche il Nabucco offre la metà delle azioni agli investitori del giacimento Shakh Deniz

A concorrere con la TAP per il trasporto del gas dell’Azerbaijan è il Nabucco: gasdotto sostenuto da Commissione Europea, Austria, Romania, Bulgaria, Polonia e Turchia per veicolare 30 Miliardi di metri cubi di gas all’anno dalla regione turca occidentale fino al terminale austriaco di Baumgarten attraverso il territorio bulgaro, romeno ed ungherese.

Così come fatto dal consorzio del Gasdotto Trans Adriatico, venerdì, 18 Gennaio, anche il Nabucco ha garantito agli enti investitori del giacimento Shakh Deniz l’opzione per rilevare il 50% delle azioni dell’infrastruttura, ad oggi possedute dalla compagnia austriaca OMV, dalla romena Transgaz, e dalla bulgara BEH.

Come dichiarato dal Direttore Generale del Nabucco, Reinhard Mitschek, l’eventuale ingresso tra gli azionisti del Nabucco di SOCAR, British Petroleum e Total consente di compensare la fuoriuscita dal consorzio deputato alla realizzazione del gasdotto dalla verdiana denominazione della compagnia ungherese MOL e di quella tedesca RWE.

Matteo Cazzulani

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