LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: MAXIOFFERTA DI GAZPROM PER LA GRECIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 21, 2013

Il monopolista statale russo del gas propone 1,9 Miliardi di Euro per l’acquisizione della compagnia nazionale DEPA, mentre il gruppo Sintez punta al controllo della DESFA, ente deputato al controllo dei gasdotti di Atene. Obama contrario all’espansione energetica della Russia in Unione Europea 

Il sistema infrastrutturale energetico della Grecia

Il sistema infrastrutturale energetico della Grecia

Anche a causa della crisi la Grecia resta una pedina fondamentale per lo scacchiere geopolitico europeo. Nella giornata di Domenica, 20 Gennaio, il giornale greco Imersiya ha pubblicato la notizia dell’offerta di 1,9 Miliardi di Euro da  parte del monopolista statale russo del gas, Gazprom, per l’acquisizione della compagnia nazionale energetica greca DEPA.

La faraonica somma proposta da Gazprom – che è controllata direttamente dal Cremlino – è stata resa possibile grazie alla scelta dei vertici del monopolista russo di puntare unicamente al controllo della DEPA, senza considerare la compagnia DESFA – che è deputata al controllo dei gasdotti della Grecia – nell’ambito dell’asta indetta dal Governo greco per dismettere i gioielli del settore energetico di Atene.

La legge del’Unione Europea vieta ad un ente il controllo congiunto sia della compravendita del gas che il controllo delle infrastrutture utilizzate per il trasporto dell’oro blu.

Gazprom, che è già stato accusato da Bruxelles nel Settembre 2012 per concorrenza sleale nei Paesi del’Europa Centro-Orientale, ha così evitato di infrangere nuovamente la legge UE, e, nel contempo, ha potuto mettere sul tavolo delle trattative per l’acquisizione della DEPA un’offerta senza eguali.

A confermare il vantaggio del monopolista statale russo del gas nell’acquisizione della compagnia nazionale greca è anche il Financial Times, che ha riportato come a contendere a Gazprom la scalata alla DEPA sia in primis la Negusneft: compagnia appartenente al gruppo Sintez che, nonostante le leggi UE, ha presentato un’offerta per l’acquisizione sia della DEPA che della DESFA.

Preoccupazione per la possibile acquisizione da parte della Russia dell’intero sistema energetico della Grecia è stato espresso dagli Stati Uniti d’America. Come riportato dalla Imersiya, Washington ha invitato Atene a non incrementare la dipendenza energetica da Gazprom, da cui l’economia del Paese già dipende per l’80% del fabbisogno energetico complessivo.

Differente è stata la reazione dell’Unione Europea. Se da un lato Bruxelles non vede con favore l’operazione della Russia, dall’altro nessuna compagnia di Paesi UE ha preso parte alla scalata per la DEPA e la DESFA, de facto lasciando alle compagnie russe pista libera nell’acquisizione dei gioielli energetici di Atene.

Per arginare la crisi economica che sta colpendo la Grecia con particolare forza, il Governo greco ha deciso di mettere all’asta le compagnie energetiche nazionali DEPA e DESFA. A rendere l’affare appetibile è sopratutto la posizione geografica della Grecia, ed i progetti energetici in cui Atene è coinvolta.

L’offensiva della Russia contraria all’interesse nazionale dell’Italia

Da un lato, la DEPA ha avviato consultazioni con Israele e Cipro per avviare il trasporto del gas proveniente dai giacimenti Tamar e Leviathan, ubicati nelle acque territoriali del Mediterraneo Orientale.

La Grecia è inoltre coinvolta nella realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico: conduttura progettata per veicolare 21 Miliardi di metri di gas all’anno proveniente dall’Azerbaijan dalle regioni orientali della Grecia attraverso il territorio albanese fino in Italia.

La TAP, che è sostenuta dai Governi di Italia, Grecia ed Albania, è inserita nel progetto varato dall’Unione Europea per diversificare le forniture di gas dalle importazioni dalla Russia, che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno complessivo dell’UE.

Il Gasdotto Trans Adriatico risponde anche all’interesse nazionale dell’Italia. Se realizzata, la TAP renderà il nostro Paese l’hub in Europa del gas dell’Azerbaijan, diversificherà gli approvvigionamenti di gas per industrie e utenti privati – con un sensibile decremento del costo della bolletta – e favorirà la creazione di posti di lavoro in un momento di grave crisi economica e sociale.

A mettere in forse la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico è la vittoria dei russi nella scalata alle compagnie energetiche della Grecia. La Russia, che punta a mantenere il quasi monopolio delle forniture di gas all’UE, è contraria ad ogni progetto varato da Bruxelles per diversificare le forniture di oro blu dirette in Europa.

Il controllo della DEPA e della DESFA da parte di Gazprom e Sintez rappresenterebbe dunque il tramonto di un progetto energetico, la TAP, fondamentale per l’interesse dell’UE e di quello nazionale dell’Italia.

A nutrire interesse per la realizzazione del Gasdotto Trans Adriatico è anche l’Azerbaijan, che vede nell’UE un mercato importante ove collocare il proprio gas. Per questa ragione, anche il colosso energetico azero SOCAR ha preso parte alla messa all’asta da parte di Atene dei gioielli energetici della Grecia.

Come riportato da Natural Gas Europe, la SOCAR ha proposto un’offerta per acquisire il controllo della DESFA e, così, mantenere il controllo del sistema infrastrutturale energetico della Grecia, mettendo in sicurezza la realizzazione della TAP dall’offensiva economica e politica della Russia.

Matteo Cazzulani

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