LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

KURDISTAN E IRAQ IN CRISI ENERGETICA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 9, 2013

La Repubblica Autonoma del Kurdistan avvia l’esportazione di greggio in piena opposizione nei confronti del governo nazionale iracheno, ed avvia la costruzione di infrastrutture per diminuire la dipendenza dalle infrastrutture di Baghdad. Il sostegno della Turchia al progetto di Erbil

I giacimenti di greggio in Iraq

I giacimenti di greggio in Iraq

Una devolution energetica con una strategia geopolitica alla base è la motivazione che ha portato ad uno scontro formale l’Iraq e la Repubblica Autonoma del Kurdistan. Come riportato dalla Bloomberg, la compagnia energetica curda Genel Energy ha ripreso l’esportazione di greggio verso la Turchia, ponendo fine ad una sospensione approntata dal Governo regionale nel mese di Dicembre.

In seguito al mancato riconoscimento da parte del Governo nazionale iracheno dei contratti siglati dalle Autorità curde con importanti enti internazionali, come il colosso statunitense ExxonMobil e la compagnia francese Total, il Governo regionale del Kurdistan ha interrotto l’esportazione di carburante attraverso le condutture nazionali controllate da Baghdad.

In aggiunta, le autorità curde hanno pianificato la costruzione di nuove infrastrutture per consentire al Kurdistan l’esportazione diretta in Turchia di un milione di barili di greggio al giorno entro il 2015, e, nel contempo, di diminuire la dipendenza dalle condutture del Governo nazionale iracheno.

Il progetto avviato dal Kurdistan è sostenuto dalla Turchia: per diminuire la dipendenza delle forniture energetiche di Russia, Azerbaijan ed Iran, Ankara ha avviato un piano di diversificazione delle fonti di approvvigionamento di gas e greggio che, oltre all’importazione di LNG da Algeria e Qatar, prevede l’aumento delle importazioni di carburante dall’Autonomia Regionale Curda.

Nello specifico, il Kurdistan è giudicato dalla Turchia un importante serbatoio di energia alternativo all’Iran, che a causa delle sanzioni imposte dalla Comunità Occidentale per il mancato rispetto dell’accordo di non-proliferazione potrebbe essere costretto a diminuire le esportazioni di gas e greggio, mettendo in seria difficoltà anche l’economia turca.

La preoccupazione degli USA

Contrarietà al progetto del Kurdistan è stata invece espressa dagli Stati Uniti d’America. Come riportato dalla Trend, Washington si è detta non favorevole ad iniziative che accentuano la disgregazione statale di un Paese, l’Iraq, particolarmente delicato ed importante per lo scacchiere geopolitico internazionale.

Nonostante la presenza di più di 40 enti energetici statunitensi nel Kurdistan, e i buoni rapporti bilaterali tra USA e Turchia, Washington, sempre secondo la Trend, ha invitato Ankara ad assumere una posizione più cauta nei confronti dell’Autonomia Regionale curda.

Matteo Cazzulani

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