LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Gas: Israele punta all’indipendenza energetica

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on January 5, 2013

Alla vigilia di Elezioni Parlamentari, il Governo israeliano presenta l’avvio dello sfruttamento del giacimento Tamar. Le ambizioni locali ed internazionali di Tel Aviv nei confronti di Europa e Medio Oriente

Energeticamente indipendente e politicamente più sicuro. Nella giornata di giovedì, 2 Gennaio, Israele ha dato il via allo sfruttamento del giacimento Tamar, ubicato nel Mar Mediterraneo, a 80 chilometri circa dalla città di Haifa.

Come riportato da Natural Gas Europe, il Tamar, il cui effettivo sfruttamento e previsto per il mese di Aprile, garantirà 9,1 Miliardi di piedi cubi di gas: quel tanto che basta per garantire ad Israele una cospicua sicurezza delle forniture di gas per soddisfare il fabbisogno nazionale.

Durante la cerimonia di inaugurazione dello sfruttamento del Tamar – su cui possiedono azioni la compagnia israeliana Delek, e quella USA Noble Energy – il Ministro delle Infrastrutture del Governo israeliano, Uzi Labdau, ha evidenziato come il progetto consenta a Tel Aviv di diminuire sensibilmente la dipendenza dalle forniture di greggio dei Paesi arabi.

L’annuncio anticipato dello sfruttamento del Tamar risponde anche ad una logica politica interna allo scenario israeliano, e ad una necessità geopolitica.

Nel breve termine sono fissate Elezioni Parlamentari, in cui il Primo Ministro uscente, Benjamin Netanyahu, corre per la riconferma a capo di una coalizione composta dal Likud e da altro soggetti partitici conservatori.

Con l’avvio dello sfruttamento del Tamar, Netanyahu ha inteso convincere l’elettorato sulle sue intenzioni di spendersi di prima persona per tutelare la sicurezza nazionale di Israele da possibili ritorsioni in campo energetico da parte di Iran ed Egitto.

L’UE come obiettivo della politica energetica di Tel Aviv

Inoltre, l’avvio del progetto di sfruttamento dei giacimenti di gas del Mediterraneo consente ad Israele di presentarsi all’Unione Europea come fornitore di gas alternativo alla Russia.

Secondo studi, l’avvio del l’estrazione di gas dal giacimento Leviathan – ubicato nei pressi del Tamar a pochi chilometri dalla costa in acque territoriali israeliane – può aumentare la quantità di gas posseduto da Israele.

Dinnanzi al preannunciato surplus di oro blu, Tel Aviv ha già pianificato l’esportazione del carburante in UE, in collaborazione con Grecia e Cipro.

Come riportato sempre da Natural Gas Europe, venerdì, 4 Gennaio, la compagnia norvegese AGR ha confermato la presenza di cospicue quantità di gas anche nel giacimento Aphrodite 2: un altro serbatoio da cui Israele può attingere per rafforzare il piano di indipendenza energetica.

Matteo Cazzulani

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