LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Gli USA lasciano l’Africa per puntare sullo shale in patria

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 23, 2012

Il colosso energetico ConocoPhilips cede ad enti indonesiani e russi il controllo di giacimenti di greggio nel continente africano per concentrarsi sull’oro blu non convenzionale negli Stati Uniti. La crescita di Washington come Paese esportatore di carburante.

Un notevole disinvestimento dal continente nero per puntare tutto sul gas non convenzionale di casa propria. Nella giornata di lunedì, 18 Dicembre, il colosso energetico USA ConocoPhilips ha venduto tre dei giacimenti di greggio finora controllati in Algeria alla compagnia indonesiana Petramina.

L’operazione, dalla portata di 1,75 milioni di Dollari, rientra in un progetto ben più ampio che, come riportato da Gazeta Wyborcza, ha visto già in passato la vendita di azioni di giacimenti di greggio in Africa da parte di compagnie statunitensi ad enti energetici russi, come la Lukoil, con cui la ConocoPhilips ha stretto un’alleanza strategica.

La ragione del disimpegno USA nel mercato energetico africano e dettata dalla necessita di investire nello sfruttamento di giacimenti di gas shale negli Stati Uniti d’America.

La ConocoPhilips, assieme ad altri colossi USA come ExxonMobil e Chevron, hanno avviato di recente lo sfruttamento di gas non convenzionale in molti degli Stati USA, Texas e Pennsylvania in primis.

Lo shale e un gas presente in rocce porose poste a bassa profondità estraibile mediante sofisticate tecniche di fracking.

Con l’avvio dello sfruttamento dello shale, gli USA hanno notevolmente aumentato le esportazioni nazionali, insediando Russia, Iran, Qatar e Turkmenistan nella classifica mondiale dei Paesi esportatori di oro blu.

Gli Stati Uniti d’America hanno firmato contratti importanti con Corea del Sud, Singapore ed India per l’esportazione in Asia dello shale liquefatto.

L’Amministrazione democratica del Presidente Barack Obama, e la minoranza repubblicana, hanno anche sostenuto l’avvio delle esportazioni di shale a buon mercato in Europa, per permettere all’UE di diminuire la dipendenza dalle forniture di gas naturale della Russia.

I norvegesi interessati allo shale USA

A testimoniare il reale potenziale energetico degli Stati Uniti e anche l’impegno del colosso norvegese Statoil che, giovedì 20 Dicembre, ha rilevato il controllo negli USA per 590 Milioni di Dollari del giacimento di gas shale Marcellus.

L’operazione non e l’unica dimostrazione di interesse del colosso norvegese negli Stati Uniti: Statoil già controlla giacimenti di shale in Ohio, Virginia Occidentale, Montana, Texas e Nord Dakota.

Il colosso Norvegese ha inoltre pianificato entro il 2020 l’aumento dello sfruttamento di carburante non convenzionale in Nordamerica fino a 500 Mila barili all’anno.

Matteo Cazzulani

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