LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LITUANIA: PIU’ EUROPA E MENO RUSSIA NELLA NUOVA POLITICA ENERGETICA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 17, 2012

L’Esecutivo di centro-sinistra continua sul percorso volto all’indipendenza energetica dai russi e sulla realizzazione delle direttive UE. Confermata la costruzione del rigassificatore di Klaipeda, congelata la realizzazione della centrale nucleare di Visaginas.

Il Primo Ministro lituano, Algirdas Butkevicius

Il Primo Ministro lituano, Algirdas Butkevicius

In Lituania cambia il colore politico ma non la strategia energetica: indipendenza  dalla Russia e integrazione del sistema nazionale con il resto dei Paesi UE. Nella giornata di venerdì, 14 Dicembre, il Ministro dell’Energia lituano, Verslo Zinios, ha presentato le linee-guida che il Governo di centro-sinistra intende adottare nella politica energetica del Paese.

Come riportato dalla Bloomberg, il Ministro Zinios ha sottolineato l’importanza di realizzare al più presto il collegamento tra il sistema infrastrutturale energetico della Lituania con quello della Polonia, così come previsto dal Terzo Pacchetto Energetico UE.

La legge UE prevede la messa in comunicazione dei gasdotti nazionali dei Paesi della Comunità Energetica Europea – composta dai 27 Paesi UE, Ucraina e Moldova – per creare un mercato unico UE del gas liberalizzato al suo interno e diversificato nelle forniture dall’esterno.

Sempre in linea con il Terzo Pacchetto Energetico UE, il Ministro Zinios ha dichiarato la volontà di continuare i lavori per la costruzione del rigassificatore di Klaipeda, avviato dal precedente esecutivo moderato.

Per importare gas liquefatto da Qatar, Norvegia e Stati Uniti d’America, e limitare la dipendenza dalle forniture della Russia – che coprono il 40% del fabbisogno totale UE e il 99% di quello della Lituania – la Commissione Europea ha invitato gli Stati membri a costruire terminali LNG, tra cui quello di Klaipeda.

Una rassicurazione a riguardo è provenuta dal Primo Ministro in persona, Algirdas Butkevicius, che, come riportato dalla Reuters, ha rassicurato gli investitori sulla realizzazione del rigassificatore lituano.

Unico elemento di discontinuità per il nuovo governo lituano è l’arresto dei lavori per la costruzione della centrale nucleare di Visaginas, respinta da un referendum popolare svoltosi in contemporanea alle ultime Elezioni Parlamentari del 14 ottobre 2012, che hanno suggellato la vittoria del centro-sinistra.

Il nuovo governo, guidato dal leader del Partito Socialdemocratico Butkevicius, è formato in coalizione con il Partito del Lavoro, ed è sostenuto dai conservatori di Ordine e Giustizia, e dagli ultraconservatori dell’Azione Elettorale Polacca in Lituania.

Anche la Lituania punta sullo shale

Una novità per la Lituania è rappresentata dal gas shale: carburante estratto in rocce porose ubicate a bassa profondità mediante sofisticate tecniche di fracking, ad oggi operate con successo e in sicurezza in Nordamerica.

Come riportato dal Jags Report, la compagna USA Chevron, che già esamina i giacimenti di shale in Polonia e Romania – ha rilevato il 50% della compagnia privata lituana Investicijos, impegnata nei lavori di individuazione e sfruttamento dello shale in Lituania.

L’operazione, sostenuta dall’ex-Primo Ministro, Andrijus Kubilijus, porta la Lituania tra i Paesi che sostengono la ricerca e lo sfruttamento di gas non-convenzionale, al pari di Polonia – che secondo le stime contiene i giacimenti più consistenti di shale in UE – Gran Bretagna, Germania e Romania

.

Come confermato dalle principali stime, lo sfruttamento del gas shale ha permesso agli Stati Uniti d’America di diventare il primo Paese esportatore di gas al mondo, superando Russia, Iran, Qatar e Turkmenistan.

Matteo Cazzulani

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