LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Yulia Tymoshenko interrompe lo sciopero della fame contro i brogli elettorali

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 17, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica dichiara raggiunto lo scopo della protesta. Isolato dall’UE per il regresso democratico impresso a Kyiv, il Presidente Viktor Yanukovych e anche in piena crisi energetica con la Russia

Il segno di una crisi politica in un paese oramai energicamente emarginato per via della politica imperialista della Russia e degli egoismi nazionali di Germania e Francia. Nella giornata di venerdì, 16 Novembre, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko, ha dichiarato, dal carcere dove e detenuta per scontare una condanna politica, la fine del suo secondo sciopero della fame.

Come riportato in una sua comunicato ufficiale, la Tymoshenko – nota in Occidente per avere guidato il processo democratico ucraino nel 2004, noto come Rivoluzione Arancione – ha evidenziato come lo scopo della sua protesta sia stato raggiunto.

Secondo la Leader del dissenso ucraino, ora tutte le persone in Ucraina sono consapevoli che le Elezioni Parlamentari ucraine del 28 Ottobre sono state falsate dalle Autorità del Presidente, Viktor Yanukovych.

“Ho iniziato la mia protesta il 29 Ottobre, lo scopo e stato raggiunto – ha dichiarato la Tymoshenko – ringrazio l’Unione Europea, le ONG internazionali, i Paesi del Mondo e gli ucraini per avere dato un giudizio obiettivo alla farsa organizzata dal Presidente Yanukovych”.

L’Amministrazione Presidenziale di Yanukovych e stata contestata da OSCE, NATO, Consiglio d’Europa e Parlamento Europeo per avere organizzato Elezioni Parlamentari poco chiare e non in linea con gli standard democratici.

Difatti, alla fine dello spoglio la maggioranza dei seggi in Parlamento e stata conquistata dal Partito delle Regioni – sostenuto politicamente da Yanukovych e finanziato dai principali oligarchi del Paese – nonostante le rilevazioni sociologiche avessero riconosciuto alle forze dell’Opposizione Democratica “arancione” una cospicua maggioranza.

Per la sua condotta autoritaria, che oltre ad elezioni irregolari ha provocato l’arresto della Tymoshenko e di altri dieci oppositori e pressioni sulla stampa, Yanukovych ha incassato un raffreddamento nelle relazioni con l’Unione Europea.

Allo stesso tempo, Il Presidente ucraino non e stato in grado di rinnovare con la Russia l’accordo per le forniture di gas, necessario poiché l’Ucraina dipende dalle forniture di oro blu di Mosca per il 90% del fabbisogno nazionale.

Venerdì, 16 Novembre, il Ministro dell’Energia Yuri Boyko ha dichiarato la volontà di ricorrere contro la Russia presso l’Arbitrato Internazionale di Stoccolma ed altre Corti di Paesi occidentali contro l’alto prezzo imposto a Kyiv dal monopolista russo del gas, Gazprom.

Per abbattere i costi del gas russo, Boyko ha ordinato la diminuzione della quantità di gas importato da Mosca, l’aumento dello sfruttamento di carbone e greggio, e l’importazione di oro blu della Russia acquistato in Germania dalla compagnia tedesca RWE, trasportato in Ucraina via Polonia.

Il Gasdotto Ortodosso isolerà Kyiv

La situazione dell’Ucraina sul piano energetico si e compromessa con il via definitivo della costruzione del Southstream: gasdotto dalla portata di 63 miliardi di metri cubi di gas russo all’anno progettato dalle coste russe del Mar Nero fino al terminale austriaco di Baumgarten attraverso il fondale marittimo del Mar Nero, la Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia.

Il Southstream e compartecipato dal monopolista statale russo Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalla compagnia tedesca Wintershall, e da quella francese EDF. Politicamente, esso e appoggiato dai Governi dell’Europa Occidentale – Germania e Francia – nonostante le critiche mosse al progetto dalla Commissione Europea.

Bruxelles contesta il Southstream perché esso aumenta la dipendenza dell’Europa dal gas russo – da cui già l’UE dipende per il 40% del fabbisogno continentale complessivo – e mette a serio repentaglio la sicurezza nazionale dei Paesi dell’Unione Europea.

Inoltre, il Gasdotto Ortodosso – com’e altrimenti noto il Southstream – impossibilita la diversificazione delle forniture di oro blu progettata dalla Commissione Europea per il trasporto diretto nel Vecchio Continente di gas azero tramite la costruzione di appositi gasdotti.

Dal punto di vista russo, il Southstream consente di limitare il numero dei Paesi di transito delle forniture di gas russo all’Europa Occidentale. Con la costruzione del Gasdotto Ortodosso, la Bulgaria rimpiazzerà l’Ucraina nel ruolo di principale Paese di transito dell’oro blu di Mosca nei Paesi dell’Ovest dell’UE.

Matteo Cazzulani

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