LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

SOUTHSTREAM: ANCHE LA BULGARIA CEDE A GAZPROM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 16, 2012

Il governo bulgaro accetta dal monopolista russo uno sconto del 20% sul gas importato dalla Russia per i prossimi dieci anni in cambio della costruzione del Gasdotto ortodosso a Sofia. Il via alla costruzione del Gasdotto Ortodosso per il 7 Dicembre 

I percorsi di Nabucco e Southstream

La notizia era nell’aria, ma de facto si tratta del semaforo verde definitivo all’aumento del ruolo della Russia nella politica energetica europea. Nella giornata di giovedì, 15 Novembre, il monopolista russo del gas, Gazprom, ha siglato con il Governo bulgaro un accordo per la costruzione in Bulgaria del gasdotto Southstream.

Come riportato da Natural Gas Europe, in cambio della costruzione del Southstream il Governo bulgaro, che a lungo non ha concesso il suo imprimatur al gasdotto russo, ha ottenuto uno sconto sulle forniture di gas del 20% a partire dal 2013 per dieci anni.

Nello specifico, Sofia riceverà da Gazprom 2,9 miliardi di metri cubi di gas all’anno secondo un tariffario collegato al listino prezzi mondiale del greggio. Dopo sei anni, le parti potranno rinegoziare il contratto.

“Lo sconto sul gas e il lungo termine contrattuale sono concessioni opportune per Sofia – ha dichiarato il Capo di Gazprom, Alexei Miller – La Bulgaria diventerà ora il principale paese di transito del gas russo verso i Paesi dell’Europa Occidentale”.

Con la firma dell’accordo per la costruzione del gasdotto con il Governo bulgaro, il Southstream ha de facto ottenuto il via libera definitivo. In precedenza, simili accordi sono stati raggiunti con i Governi di Ungheria, Serbia e Slovenia.

Nella giornata di mercoledì, 14 Novembre, a Milano, i Partner del Southstream hanno inoltre stabilito il via libera della costruzione del tratto sottomarino: 900 chilometri sul fondale del Mar Baltico dalle coste russe al porto di Varna.

Lungo 3600 chilometri, il Southstream è progettato dalla Russia per veicolare 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno in Austria attraverso il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia e Italia.

Oltre a Gazprom, che mantiene il 50% dell’infrastruttura, il Gasdotto Ortodosso – com’è altrimenti noto il Southstream – è compartecipato dal colosso italiano ENI per il 20%, dalla compagnia tedesca Wintershall e dal quella francese EDF rispettivamente per il 15%.

Il Southstream è un progetto politico: l’aumento delle forniture del gas russo in Europa incrementa la dipendenza dell’Unione Europea dalla Russia, e mette a serio repentaglio la sicurezza nazionale dei 27 Paesi del Vecchio Continente.

Nicchia anche la Commissione Europea

Dinnanzi all’avanzata del Southstream, che si è intensificata particolarmente negli ultimi mesi, la Commissione Europea ha assunto una posizione attendista.

Come riportato dall’agenzia PAP, il Commissario dell’Energia, Gunther Oettinger, ha ritenuto il Southstream un progetto interessante, la cui realizzazione risulta utile per l’approvvigionamento di gas in Europa.

Nello stesso tempo, ha ritenuto come il gasdotto russo debba rispettare i parametri ambientali ed il Terzo Pacchetto Energetico: legge UE che liberalizza il mercato europeo del gas, e vieta a monopoli come Gazprom la gestione congiunta della compravendita e del trasporto del gas.

Per diminuire la dipendenza dell’UE dalle forniture della Russia – che coprono il 40% del fabbisogno continentale – il Commissario Oettinger ha concepito un piano di diversificazione delle forniture di gas per l’Unione Europea per trasportare oro blu dall’Azerbaijan direttamente nel Vecchio Continente tramite appositi gasdotti inseriti nel Corridoio Meridionale UE.

Nel Settembre 2012, Oettinger ha inoltre aperto un’inchiesta ufficiale contro Gazprom per condotta anticoncorrenziale nei mercati dell’Europa Centro-Orientale, dove il monopolista russo, per motivi politici, ha imposto alti prezzi per il gas a Governi avversati per avere sostenuto apertamente il piano di diversificazione delle forniture di oro blu della Commissione Europea.

Matteo Cazzulani

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