LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAS: RUSSIA E AZERBAIJAN SI CONTENDONO LA GRECIA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on November 8, 2012

Il monopolista russo Gazprom, e il colosso azero SOCAR sono i maggiori contendenti nella scalata alla compagnia nazionale greca DEPA: messa all’asta dal Governo di Atene per arginare le conseguenze della crisi economica. Dalla vittoria sull’ente ellenico dipende l’indipendenza energetica dell’UE

Il sistema infrastrutturale energetico della Grecia

L’immagine della Grecia di questi tempi non è solo la piazza del Parlamento devastata dalle manifestazioni di protesta per misure di austerità varate dal Governo per battere la crisi, ma è anche quella di una pedina della geopolitica energetico contesa tra due superpotenze del settore.

Nella giornata di lunedì, 5 Novembre, si è concluso il termine per la presentazione delle candidature alla scalata della DEPA: la compagnia nazionale greca dell’energia, messa in vendita dal Governo greco per ottenere danaro utile per diminuire la crisi economica che, ad oggi, ha spinto Atene quasi fuori dalla zona Euro.

Secondo di dati ufficiali, le compagnie ammesse all’asta della DEPA sono il monopolista russo, Gazprom, la compagnia russa Sintez, e il colosso energetico SOCAR.

Come riportato dall’autorevole Reuters, l’acquisizione della compagnia nazionale greca prevede anche il controllo sugli enti EPA e DESFA, specializzati rispettivamente nel tradito del gas e nella gestione dei gasdotti.

La scalata ala DEPA rappresenta una pagina cruciale per la geopolitica energetica europea, poiché dalla vittoria nell’asta per il controllo della compagnia nazionale greca dipende la realizzazione di infrastrutture deputate al potenziamento dell’importazione di gas nel Vecchio Continente.

Atene tra Russia ed Europa

Se a vincere sarà Gazprom, la Grecia con tutta probabilità entrerà a far parte del progetto Southstream: gasdotto dalla portata di 63 Miliardi di metri cubi di gas all’anno, progettato dal Cremlino per aumentare le forniture di gas all’Europa, ed impossibilitare la realizzazione dei piani di diversificazione energetica varati dalla Commissione Europe per veicolare oro blu direttamente dall’Azerbaijan.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream, compartecipato da Gazprom, dal colosso italiano ENI, e dalle compagnie tedesca e francese Wintershall ed EDF, è progettato per trasportare gas sul fondale del Mar Nero dalle coste russe al porto bulgaro di Varna.

Da qui, un ramo meridionale è progettato verso Grecia e Italia, un altro è programmato lungo la Penisola Balcanica attraverso Macedonia, Serbia, Montenegro, Ungheria, Slovenia ed Italia.

La vittoria della SOCAR nella scalata alla DEPA potrebbe invece invece significare il mantenimento in auge dei progetti di diversificazione energetica varati dalla Commissione Europea per abbattere la quasi totale dipendenza del Vecchio Continente dall’oro blu di Mosca.

Ad oggi, la Grecia, assieme all’Italia e all’Albania, supporta il Gasdotto Transadriatico – TAP: conduttura dalla portata di 21 miliardi di metri cubi all’anno di gas, progettata per veicolare oro blu azero in Puglia dal confine greco-turco, attraverso il territorio albanese.

La conduttura è compartecipata dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera EGL e dalla tedesca E.ON, ed è sostenuta dal colosso britannico British Petroleum e dalla SOCAR.

Sulla base del sostegno politico dei Governi di Italia e Grecia, anche la compagnia italiana Enel e la greca DEPA hanno dichiarato l’intenzione di cofinanziare l’infrastruttura.

Se ad avere la meglio nella scalata alla DEPA sarà il colosso azero SOCAR, la compagnia nazionale greca avrebbe tutto l’interesse a sostenere la realizzazione della TAP e, così, porterebbe Atene ad assumere un ruolo decisivo per la sicurezza energetica europea.

Matteo Cazzulani

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2 Responses

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  1. andrea said, on November 14, 2012 at 01:03

    bell’articolo…. complimenti di nuovo! in Grecia probabilmente si gioca il destino energetico dell’Unione Europea. Gazpron ha appena dichiarato che i lavori del Southstream partiranno ai primi di dicembre nel mar nero, purtroppo per noi italiani però, il ramo diretto in puglia non verrà realizzato. Io credo che la partita che si gioca è storica, se a vincere fossero gli azeri, Israele potrebbe iniziare a sfruttare il gas del leviathan scontrandosi con la Turchia, in un’area già in sofferenza….. Secondo lei gli USA resteranno a guardare?

    • matteocazzulani said, on December 15, 2012 at 11:51

      Gentile Andrea Pitton, Grazie per il commento. La questione del Leviathan riguarda Israele e il Libano piu che la Turchia. Gli USA sostengono i progetti energetici concepito dalla Commissione Europea per veicolare gas dal Bacino del Caspio, affinche l UE sia meno dipendente dalla Russia e, di conseguenza, piu autonoma sul piano politico. Per questa ragione sostengo che il mancato approfo del Southstream in Italia meridionale sia una buina notizia. E in Puglia che il nostro interesse nazionale ci impone di fare arrivare gas azero attraverso la TAP, non l’ennesimo rifornimento di quello di Putin, da cui siamo già abbondantemente dipendenti.


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