LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UCRAINA: L’OPPOSIZIONE DEMOCRATICA IN PIAZZA CONTRO I BROGLI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on November 6, 2012

 

Il Leader in pectore dell’Opposizione Unita Batkivshchyna, Arseniy Yatseniuk, contesta il Presidente Yanukovych, e si dice pronto a rassegnare il proprio mandato, assieme agli eletti delle altre forze dello schieramento arancione, per invalidare la consultazione. Continuano i brogli in alcuni collegi maggioritari, mentre anche la NATO contesta Kyiv per lo svolgimento di Elezioni Parlamentari poco trasparenti

La composizione del parlamento ucraino secondo la legge elettorale avulsa e i brogli elettorali

La composizione del parlamento ucraino secondo la volontà popolare

 

 

 

 

 

 

 

 

 

No alle falsificazioni del voto, si a dimissioni collettive dell’Opposizione e alla convocazione di elezioni suppletive nei collegi ove le autorità si sono rese responsabili di evidenti brogli e falsificazioni. Nella giornata di lunedì, 5 Novembre, a otto giorni dal termine delle Elezioni Parlamentari ucraine, le forze dell’Opposizione Democratica arancione – l’Opposizione Unita Batkivshchyna, il partito UDAR e Svoboda – hanno portato più di mille manifestanti presso la Commissione Elettorale Centrale.

Come dichiarato dal Leader in pectore dell’Opposizione Unita Batkivshchyna, Arseniy Yatsenyuk, il Presidente Viktor Yanukovych ha la diretta responsabilità circa quanto avviene presso le commissioni elettorali locali, ed è chiamato a rispondere per il sostegno dato al Partito delle Regioni: la sua forza politica, finanziata dai principali oligarchi del Paese.

Inoltre, il Leader della principale forza dello schieramento democratico arancione ha reso noto l’intenzione da parte dei deputati eletti in Parlamento di rassegnare le loro dimissioni per portare allo scioglimento della Rada e, in seguito, all’indizione di nuove Elezioni Parlamentari.

Infine, Yatsenyuk ha invitato il Capo della Commissione Elettorale Centrale, Volodymyr Shapovalov, a riconoscere la vittoria dei candidati dell’Opposizione Democratica nei collegi in cui brogli e falsificazioni hanno sovvertito il risultato delle proiezioni all’80% circa del conteggio.

I collegi uninominali in cui la lotta è particolarmente serrata si trovano nella Capitale, Kyiv. Presso uno dei seggi designati dal voto della capitale, l’esponente dell’Opposizione Unita Batkivshchyna, Viktor Romanyuk, si è visto soffiare la vittoria, dopo che la Commissione Elettorale Locale ha invalidato i voti provenienti dalle sezioni elettorali in cui egli aveva vinto con una netta maggioranza a favore del candidato del Partito delle Regioni, Tetyana Zasukha.

Presso il collegio 223 di Kyiv, la maggioranza dei consensi è stata ottenuta dall’esponente di Svoboda, Yuri Levchenko, ma continui rifacimenti del conteggio stanno consegnando la vittoria al candidato del Partito delle Regioni, Viktor Pylypshyn.

Il caso più palese di falsificazione durante le operazioni di voto è avvenuto nella località di Pyervomaysk, nella regione di Mykolayiv. A conteggi quasi ultimati, la Commissione Elettorale Locale ha riconosciuto la vittoria del candidato dell’Opposizione Unita Batkivshchyna, Arkadiy Kornatsky.

Tuttavia, dopo una verifica dei voti effettuata a porte chiuse – senza la presenza di giornalisti e di osservatori internazionali – il primo posto nel collegio è stato assegnato all’esponente del Partito delle Regioni, Vitaliy Travianko.

Altri episodi di brogli in favore del Partito del Presidente Yanukovych sono stati registrati in diverse altre regioni, come quella di Vinnytsya, Kherson e Cherkasy, dove si è arrivato a scontri fisici ed anche ad aggressioni a carico di giornalisti.

L’OSCE ha contestato la poca trasparenza nella preparazione delle elezioni, l’uso da parte del Partito delle Regioni di risorse statali per la sua campagna elettorale, e la conduzione di attività di campagna elettorale da parte della Forza politica del Presidente Yanukovych durante la giornata elettorale.

Simile protesta è stata espressa dal Segretario Generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, che nella giornata di lunedì, 5 Novembre, ha criticato il mancato rispetto di pari opportunità tra liste concorrenti, e l’assenza dalla competizione elettorale della Leader dell’Opposizione Democratica, Yulia Tymoshenko.

L’ex-Primo Ministro, anima del processo democratico ucraino del 2004, noto come Rivoluzione Arancione, è la vittima più illustre dell’ondata di repressione politica attuata dal presidente Yanukovych che ha portato all’incarcerazione dei principali esponenti del dissenso democratico.

Il porcellum ucraino consegna la maggioranza in Parlamento al Presidente Yanukovych

Nonostante i brogli, lo spoglio, giunto a circa il 99%, ha comunque riconosciuto alle forze dell’Opposizione Democratica un sostanziale vantaggio. Il Partito delle Regioni mantiene la leadership con il 30% dei consensi, ma è seguito dall’Opposizione Unita Batkivshchyna e dal partito UDAR, rispettivamente con il 26% e il 14%.

Seguono i comunisti – alleati del Partito delle Regioni nella coalizione di maggioranza filo-presidenziale – con il 13%, e il Partito di estrema destra Svoboda con il 10%.

A sottrarre la maggioranza dei seggi in Parlamento all’Opposizione Democratica è, oltre ai brogli, anche una legge elettorale mista, che assegna metà dei mandati alla Rada tramite collegi uninominali, dove, grazie a falsificazioni ed escamotage, a vincere sono stati esponenti filo-presidenziali.

Secondo la Commissione Elettorale centrale, il Partito delle Regioni ha ottenuto 114 seggi, l’Opposizione Unita Batkivshchyna 42, Svoboda 11, e UDAR 5.

Ai seggi del Partito delle Regioni va aggiunta la maggior parte dei 43 collegi vinti da candidati indipendenti: figure ben radicate nel territorio finanziate dall’Amministrazione Presidenziale e, per questo, pronte a confluire in una maggioranza a sostegno del Capo dello Stato una volta elette in Parlamento.

Matteo Cazzulani

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