LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

La Rosneft diventa primo colosso del greggio al Mondo

Posted in Russia by matteocazzulani on October 23, 2012

Con l’acquisto del 50% delle azioni del terzo ente energetico russo TNK-BP dalla British Petroleum, il monopolista statale russo si impone su scala nazionale e mondiale. In cambio, il colosso britannico rafforza il legame con il Cremlino ed il Presidente Putin.

Un terremoto nella politica energetica destinato a cambiare gli assetti in Russia e nel Mondo. Nella giornata di lunedì, 22 Ottobre, il monopolista statale del greggio russo Rosneft ha rilevato dal colosso britannico British Petroleum il 50% delle azioni del terzo ente in Russia nel settore TNK-BP.

Come riportato dall’autorevole Platts, grazie all’operazione la Rosneft e diventata la prima oil company al Mondo. Oltre all’acquisto del 50% dalla British Petroleum, il monopolista statale russo del greggio ha dichiarato l’intenzione di rilevare un ulteriore 28% della TNK-BP dal consorzio Alfa-Access-Renova.

La AAR – acronimo di Alfa-Access-Renova – e un gruppo di oligarchi russi che, finora, ha controllato in collaborazione con i britannici la terza compagnia in Russia nel settore del greggio.

Notevoli sono i risultati ottenuti dalla British Petroleum, che in cambio della vendita delle azioni nella TNK-BP ha acquisito un 20% delle azioni della Rosneft, e si e impegnata ad acquistare un altro 6% del monopolista russo grazie ad un prestito erogato da un’altra compagnia statale russa, la Rosneftegaz.

Come riportato dall’autorevole Guardian, l’operazione che ha portato la Rosneft a diventare la prima compagnia al mondo nel settore del greggio e una vittoria del tandem costituito dal Presidente della Russia, Vladimir Putin, e dall’Amministratore Delegsto della Rosneft, Igor Sechin.

Il sodalizio tra il Presidente della Federazione Russa e l’AD di Rosneft sancisce la sconfitta del Governo di Dmitriy Medvedev: Primo Ministro da sempre contrario all’operazione perché politicamente vicino agli oligarchi del consorzio AAR.

Dal punto di vista britannico, la British Petroleum ha rafforzato la sua partnership con la Rosneft, ed ha ottenuto anche la nomina di alcuni suoi rappresentanti nel Consiglio Di Amministrazione del monopolista controllato dal Cremlino.

Inoltre, la svendita delle azioni nella compagnia TNK-BP consente al colosso britannico di svincolare somme di danaro preziose per ripianare i danni agli Stati Uniti d’America dopo il disastro ambientale nel Golfo del Messico del mese di Aprile del 2010.

La Gran Bretagna vicina al NordStream

Oltre che sul piano del greggio, l’alleanza tra Russia e Gran Bretagna sul piano energetico riguarda anche il settore del gas. Come dichiarato al portale Lombardi Nel Mondo dal Leader nel Parlamento Europeo dei Conservatori britannici, Martin Callanan, i Tory – la forza di governo a Londra – sono favorevoli al coinvolgimento del Regno Unito nel progetto NordStream.

Questo gasdotto e stato costruito grazie ad un patto bilaterale tra la Russia e la Germania per permettere al monopolista russo del gas Gazprom – controllato per più del 50% dal Cremlino – di rifornire direttamente di oro blu il mercato tedesco attraverso il fondale del Mar Baltico, isolando Paesi UE politicamente invisi al Cremlino, come Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia.

Intervenuto alla presentazione a Milano del gruppo dei Conservatori e Riformatori dell’Europarlamento, organizzata dalla Parlamentare Europea Crisitana Muscardini, Callanan ha sottolineato come il prolungamento all’Inghilterra del NordStream consenta alla Gran Bretagna di diversificare le forniture di gas nazionali, finora legate a fonti di approvvigionamento locali, norvegesi ed olandesi.

Nel contempo, il Leader dei Tory al Parlamento Europeo ha riconosciuto come il NordStream non risolva il problema della diversificazione delle forniture di gas nei confronti dell’Unione Europea, che, diversamente dalla Gran Bretagna, e legata per più del 40% del suo fabbisogno complessivo dalle importazioni di oro blu dalla Russia.

Per questa ragione, Callanan ha anche dichiarato sostegno alla politica avviata dalla Commissione Europea – contrastato dal Cremlino – per importare direttamente in Europa gas proveniente dall’Azerbaijan tramite la costruzione del Corridoio Meridionale.

Questo fascio di gasdotti e composto dal Nabucco e dal Gasdotto TransAdriatico – TAP: due progetti alternativi, sostenuti politicamente dai Paesi in cui e previsto il loro transito – Austria, Turchia, Bulgaria, Ungheria, Romania per il Nabucco, Italia, Grecia ed Albania per la TAP.

Dinnanzi ai due gasdotti del Corridoio Meridionale, Callanan ha dichiarato la neutralità dei conservatori britannici, e ha espresso la convinzione in merito alla necessita di realizzare entrambe le infrastrutture.

Matteo Cazzulani

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