LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

NABUCCO E TANAP AVVIANO LA COOPERAZIONE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 14, 2012

La Conduttura concepita dalla Commissione Europea per trasportare direttamente nel Vecchio Continente gas azero dal confine tra Turchia e Bulgaria ha iniziato la collaborazione con il Gasdotto Transanatolico, incaricato di veicolare l’oro blu dell’Azerbaijan dalla Georgia lungo tutta la Penisola Anatolica. In pronta risposta, la Russia implementa il Southstream. 

I percorsi di Nabucco e Southstream

Seppur ancora lungo, il lavoro è ben avviato, anche se la concorrenza è pronta a ribattere colpo su colpo. Nella giornata di mercoledì, 10 Ottobre, il consorzio incaricato della costruzione del Nabucco – gasdotto incaricato di trasportare direttamente in Europa gas azero dall’Ovest della Turchia al terminale di Baumgarten, in Austria, attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria, senza dipendere da infrastrutture controllare dalla Russia – ha dichiarato l’avvio ufficiale della collaborazione con il Gasdotto Transanatolico – TANAP.

Come riportato dall’autorevole Trend, il gasdotto dalla verdiana denominazione e la TANAP – progettata per trasportare gas proveniente dall’Azerbaijan dal confine turco-georgiano fino alle coste occidentali della Turchia – hanno iniziato le consultazioni sull’individuazione del punto esatto in cui le due condutture saranno collegate.

Secondo il Direttore Esecutivo del Nabucco, Reinhard Mitschell, la cooperazione tra i due progetti infrastrutturali riguarda anche lo scambio di conoscenze e tecnologie. Nonostante sia solo agli inizi, la collaborazione è destinata a dare risultati notevoli per la sicurezza energetica dell’Unione Europea.

Concepito dalla Commissione Europea, il Nabucco è sostenuto politicamente dai Governi austriaco, ungherese, romeno, turco, e bulgaro, e da altri Paesi dell’Europa Centrale come Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.

Sul piano economico, esso è compartecipato dalla compagnia OMV (Austria), MOL (Ungheria), Transgaz (Romania), Bulgarian Energy Holding (Bulgaria), RWE (Germania) e Botas (Turchia).

I progressi del Nabucco hanno incassato la pronta risposta del gasdotto Southstream: conduttura progettata dalla Russia per impedire all’Europa di diversificare le proprie forniture di gas, collegando direttamente le coste russe del Mar Nero all’Europa Sud-Occidentale e Balcanica, transitando per Bulgaria, Grecia, Macedonia, Montenegro, Serbia, Slovenia e Italia.

Nella giornata di sabato, 13 Ottobre, il Governo serbo ha confermato la sua partecipazione nel Southstream, riconosciuto dal presidente serbo, Tomislav Nikolic, come un progetto di importanza strategica per Belgrado.

La conferma della presenza serba nel Gasdotto Ortodosso – com’è altrimenti noto il Southstream – è stata dichiarata a margine del rinnovo dei contratti tra Serbia e Russia per le forniture di gas.

In cambio dell’aumento triplicato della quantità di oro blu inviato in Serbia, ad oggi stabile ad 1,4 miliardi di metri cubi all’anno, La Russia ha ottenuto la promessa da parte del Governo serbo di saldare il debito di circa 40 Milioni di Dollari accumulato da Belgrado sin dal 1995.

Mosca e Belgrado hanno anche concordato l’instaurazione di rapporti diretti tra il monopolista russo del gas, Gazprom, e la compagnia statale serba Srbijagaz, eliminando l’azione intermediaria dell’ente Yugorosgaz – posseduto al 50% da Gazprom e al 25% da Srbijagaz – al quale, in compenso, sarà affidata la costruzione del Southstream in Serbia e la gestione dei gasdotti nazionali.

La Russia aiuta la Serbia a stabilizzare il bilancio nazionale

Infine, l’accordo tra Russia e Serbia ha previsto l’aumento della presenza di Mosca nel settore bancario, con investimenti da parte della banca russa Sberbank per la modernizzazione del sistema ferroviario serbo pari a 800 Milioni di Dollari e, sopratutto, l’erogazione di un prestito di un milione di Dollari da parte del Cremlino per la stabilizzazione del bilancio di Belgrado.

Giudicato dalla Commissione Europea come un progetto contrario agli sforzi approntati da Bruxelles per dare avvio ad un’iniziativa comune UE in campo energetico volta a diversificare le fonti di approvvigionamento dal duopolio russo-nordafricano, il Southstream gode tuttavia dell’appoggio di Germania e Francia.

Per via della stretta alleanza con la Russia, l’asse franco-tedesco antepone il proprio interesse nazionale al rafforzamento dei processi di integrazione europea nel settore dell’energia.

Sul piano economico, il Southstream è compartecipato da Gazprom, dal colosso italiano ENI, dalle compagnie tedesca e francese Wintershall ed EDF, e da quelle nazionali di Grecia, Serbia, Slovenia, Macedonia, e Montenegro.

Matteo Cazzulani

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