LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’INDIA HA SETE DI GAS E DIVERSIFICA LE PROPRIE FORNITURE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 5, 2012

Due compagnie indiane – Oil Corporation Limited e Oil India Limited – rilevano quote per lo sfruttamento di shale negli USA per la prima volta nella storia. Oltre che con Washington, New Delhi firma accordi con gli spagnoli per l’acquisto di oro blu liquefatto in rigassificatori ubicati in diverse parti del pianeta, e avvia un contratto ventennale per l’importazione di LNG con il monopolista russo, Gazprom

Il posizionamento energetico dell’India

Gas non-convenzionale dagli USA e oro blu liquido dalla Russia sono gli ingredienti adottati dall’India per assicurare una sicurezza energetica fondamentale per soddisfare la crescente domanda interna, ed affermarsi come superpotenza in Mondo sempre più globalizzato.

Nella giornata di giovedì, 4 Ottobre, ha avuto luogo la prima operazione nella storia di acquisto negli Stati Uniti da parte di compagnie non-statunitensi di azioni nell’ambito del gas shale: oro blu estratto da terreni argillosi situati in profondità inferiori rispetto ai giacimenti di gas naturale.

Come riportato da Natural Gas Asia, protagoniste dell’operazione sono state le compagnie indiane Oil India Limited e Indian Oil Corporation Limited, che, per 82,5 Milioni di Dollari, hanno rilevato il 30% della produzione della Carrizo Oil&Gas: ente specializzato nello sfruttamento dello shale in Colorado, nei pressi di Denver.

Dal punto di vista statunitense, la storica acquisizione fa parte di un piano ben più ampio stabilito tra Washington e New Delhi per rafforzare il Dialogo Energetico USA-India: una tavola rotonda attiva dal 2005 che, oltre al gas, riguarda anche nucleare, carbone, rinnovabili e nuove forme di approvvigionamento energetico.

A sottolineare l’interesse degli Stati Uniti nel rinsaldare la cooperazione energetica con l’India è stato il Dipartimento del Commercio USA, che, a pochi giorni dall’acquisizione indiana della Carrizo Oil&Gas, ha dichiarato l’opportunità di aiutare New Delhi a sviluppare le conoscenze e le tecniche di sfruttamento possedute nell’ambito del gas shale, di cui il Subcontinente secondo rilevazioni sarebbe particolarmente ricco.

Dal punto di vista dell’India, l’operazione è solo una parte di un piano ben più ampio, volto a diversificare al massimo le fonti di approvvigionamento energetiche, puntando sul gas per limitare lo sfruttamento di greggio e carbone: carburanti “banditi” dal Protocollo di Kyoto perché fortemente inquinanti.

Dopo avere avviato il processo di acquisto di azioni in rigassificatori situati in Canada, Perù, e Trinidad e Tobago – posseduti dalla compagnia spagnola Repsol – il consorzio indiano GAIL, lunedì, Primo di Ottobre, ha firmato un accordo con il monopolista russo del gas, Gazprom, per l’acquisto di 3,5 Miliardi di metri cubi di oro blu liquefatto per i prossimi vent’anni.

Come riportato da Gazeta Wyborcza, Gazprom potrebbe avvalersi dell’oro blu estratto dal giacimento Sakhalin, da cui provengono all’anno 10 Miliardi di metri cubi di LNG, oppure riservare all’India gas acquistato da venditori non-russi.

Così come in Europa – dove grazie all’intervento della Commissione Europea rigassificatori stanno per essere costruiti nel Mar Baltico e nel Mediterraneo per diminuire la forte dipendenza dell’UE dal gas della Russia – il gas liquefatto rappresenta un’importante forma di approvvigionamento energetico su cui in molti tra i Paesi dalle forti economie hanno puntato anche in Asia.

Anche il Giappone diversifica

Dopo l’India, particolare interesse è stato dimostrato dal Giappone, che proprio con Gazprom ha deciso di investire importanti quote nella costruzione di un terminale LNG a Vladivostok.

Nella giornata di sabato, 29 Settembre, la Banca Giapponese per la Cooperazione Internazionale ha firmato un accordo con la compagnia britannica BG per lo sviluppo e la compartecipazione nipponica in diversi progetti legati al gas liquefatto in Giappone e nel resto del Mondo.

Come riportato da una nota aziendale dell’ente britannico, la BG – che ha avviato l’invio di 61 cargo navali per l’esportazione di gas liquefatto – ha individuato il rigassificatore di Queensland, in Australia – ancora in via di costruzione – come sede per l’inizio della cooperazione con il Giappone.

Matteo Cazzulani

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