LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

UNA CENTRALE NUCLEARE RUSSA NEL CUORE DELL’EUROPA METTE A REPENTAGLIO LA SICUREZZA UE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on October 4, 2012

A lanciare l’allarme è l’autorevole think-tank polacco OSW, che ha illustrato come la Centrale Nucleare Baltica – due reattori nell’enclave di Kaliningrad costruiti dalla compagnia statale russa Rosatom – rafforzi il monopolio del Cremlino in Europa sul piano energetico. La Lituania ricorre contro Gazprom per condotta anticoncorrenziale

L-ubicazione della Centrale Atomica Baltica

Un’opportunità per rinsaldare le relazione euro-russe, ma anche un forte rischio per la sicurezza nazionale dell’Unione Europea. La costruzione di una centrale nucleare da parte della Russia nell’enclave di Kaliningrad, tra la Polonia e la Lituania, può essere giudicata come un atto di avvicinamento tra Mosca e l’Europa Centrale, ma in realtà comporta conseguenze di natura geopolitica ben più serie.

Come rilevato dal Centro per gli Studi Orientali polacco – OSW – l’avvio della realizzazione della Centrale Nucleare Baltica da parte del colosso russo Rosatom – posseduto a maggioranza dal Cremlino – consente alla Russia di incrementare la sua posizione sul piano energetico nell’area dell’Europa centro-settentrionale.

Con i suoi due reattori, la centrale nucleare sarà infatti in grado nel 2016 – anno in cui è prevista la sua costruzione definitiva – di produrre 2400 MW: troppi per soddisfare unicamente i bisogni dell’enclave russa sul Mar Baltico.

Per questa ragione, l’autorevole think-tank polacco non ha escluso che il vero scopo della Centrale Nucleare Baltica – che secondo OSW sarà costruita e gestita da Rosatom in partnership con enti tedeschi: particolarmente interessati dopo la decisione della Germania di rinunciare all’atomo -sia quello di rendere la Russia leader nel settore dell’esportazione di energia elettrica in Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia.

Ad avvalorare la tesi del think-tank polacco sono i progetti di costruzione di centrali nucleari avviati nell’area da Polonia e Lituania per garantire all’Europa Centrale la diversificazione delle forme di approvvigionamento energetico dal gas della Russia e dal carbone locale.

Tuttavia, l’entrata in funzione della Centrale Nucleare Baltica dei russi vanificherebbe la necessità di costruire altri siti atomici nell’area, e consentirebbe a Mosca di rifornire di propria energia elettrica l’intero mercato dell’Europa Centrale.

Polonia, Lituania, Lettonia ed Estonia rimarrebbero dipendenti dalle forniture del Cremlino, e la sicurezza nazionale di Varsavia e dei tre Paesi Baltici dell’Unione Europea sarebbe messa a serio repentaglio.

La questione della Centrale Nucleare Baltica di Kaliningrad è legata anche ad un altro capitolo delle relazioni energetiche tra Unione Europea e Russia, quale quello del gas.

I reattori di Kaliningrad aiutano Gazprom

Nel Settembre 2012, la Commissione Europea ha aperto un’inchiesta ufficiale sul monopolista russo del gas, Gazprom – compartecipato anch’esso per più del 50% dal Cremlino – per condotta anticoncorrenziale nei mercati dell’Europa Centrale.

A conferma delle ragioni dell’Esecutivo UE è arrivata la presa di posizione della Lituania, che mercoledì, 3 Ottobre, si è appellata all’Arbitrato Internazionale di Stoccolma per ottenere da Gazprom la restituzione di 1,5 Miliardi di Euro.

Come dichiarato dal Ministro dell’Energia lituano, Arvidas Sekmokas, il monopolista russo ha promesso a Vilna – dipendente al 100% dalle forniture della Russia – la vendita di gas a un prezzo giusto, ma, senza ragione, il costo per mille metri cubi di oro blu è incrementato in pochi anni da 84 Dollari a 497.

Per garantire la dipendenza energetica europea, Bruxelles ha inoltre varato un Progetto di Legge che invita gli Stati Nazionali ad unificare le proprie infrastrutture energetiche per creare un unico mercato continentale.

Esso sarà alimentato non solo dal gas russo, ma anche da quello azero e turkmeno – trasportato in Europa tramite i gasdotti del Corridoio Meridionale – e di quello liquefatto da Norvegia, Qatar e Stati Uniti d’America.

La costruzione da parte della Russia di una centrale nucleare a Kaliningrad che produce energia sufficiente per soddisfare il fabbisogno dell’Europa Centrale vanificherebbe anche la costruzione dei costosi rigassificatori baltici di Swinoujscie e Klaipeda – progettati dai Governi polacco e lituano, sostenuti dalla Commissione Europea – e, di riflesso, consentirebbe a Gazprom di mantenere il monopolio sulla compravendita di gas in Europa.

Dunque, i reattori di Kaliningrad non rappresentano una minaccia solo alla sicurezza nazionale di Polonia e Paesi Baltici, come giustamente osservato dall’autorevole OSW, ma ostacolerebbero anche la realizzazione del piano di diversificazione delle forniture di oro blu dell’UE, lasciando i 27 Paesi del Vecchio Continente con poche vie alternative di approvvigionamento di gas a quelle del Cremlino.

Matteo Cazzulani

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