LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

YULIA TYMOSHENKO TORNA A PARLARE CON UN VIDEO: “UCRAINA, SVEGLIA!”

Posted in Ukraina by matteocazzulani on September 30, 2012

La Leader dell’Opposizione Democratica ucraina invita i suoi compatrioti a destituire con le armi della democrazia il regime del Presidente, Vitkor Yanukovych. Un’ulteriore registrazione mostra come all’eroina della Rivoluzione Arancione siano sistematicamente vietati colloqui con gli esponenti del dissenso rimasti in libertà.  

La leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko, dal carcere in cui è reclusa

Un filmato di due minuti circa girato da un telefonino nonostante l’opposizione fisica delle Guardie carcerarie per denunciare la condotta autoritaria del Presidente ucraino, Viktor Yanukovych, e invitare in massa il popolo ucraino alle urne. Nella giornata di sabato, 29 Settembre, la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Yulia Tymoshenko, ha fatto sentire la sua voce dal carcere dove è detenuta per scontare una sentenza politica.

Nel video, girato dal suo avvocato con un telefonino, la Tymoshenko si è appellata al popolo ucraino affinché esso si ribelli alla mafia che, secondo lei, governa il Paese dalla salita al potere di Yanukovych.

La Leader dell’Opposizione Democratica ha contestato le Autorità politiche per l’uso politico della magistratura, della quale il Presidente Yanukovych si sarebbe servito per eliminare dalla scena politica gli esponenti di spicco dello schieramento democratico, a partire dalla sua carismatica guida.

Infine, la Tymoshenko ha denunciato pressioni psico-fisiche da parte delle Autorità carcerarie: ree di sorvegliare la Leader dell’Opposizione Democratica notte e giorno e di non permetterle l’incontro con gli altri esponenti di spicco del dissenso arancione rimasti ancora in libertà.

“Avverto su di me cosa sia davvero il regime – ha dichiarato la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina – per la mafia di Yanukovych è importante solo l’arricchimento personale e la corruzione con cui essa governa l’Ucraina”.

Nella serata, le Autorità carcerarie hanno diffuso un altro video in cui la Tymoshenko, costretta su una sedia a rotelle per via di un’ernia al disco, cerca di scalfire con le mani e con le scarpe una barriera architettonica che le impedisce l’incontro con i visitatori.

Con tutta probabilità, la registrazione fa riferimento a qualche giorno prima, quando alla Guida della Rivoluzione Arancione – il processo democratico avvenuto in Ucraina nel 2004 – è stato negato l’incontro con il suo braccio destro, Oleksandr Turchynov, e il Leader in pectore dell’Opposizione Democratica Unita, Arseniy Yatsenyuk.

L’Ucraina di Yanukovych – dove alla fine di Ottobre avranno luogo Elezioni Parlamentari fondamentali per il futuro geopolitico del Paese – è passata in due anni dall’essere una democrazia rispettosa della libertà di stampa e dei diritti umani vicina all’Europa al divenire un regime filo-putiniano che reprime i dissidenti ed esercita pressioni su giornalisti e media liberi.

Dissidenti in carcere, giornalisti minacciati

La Tymoshenko è stata arrestata l’11 ottobre 2011, dopo un processo in cui la Difesa è stata privata di tutti i diritti, per la firma di accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato, ma che in realtà hanno permesso il ripristino dell’invio del gas dalla Russia in Ucraina ed Unione Europea in seguito alla crisi del gas del Gennaio 2009.

Oltre alla Leader dell’Opposizione Democratica, tra gli arrestati politici vi è, tra gli altri, l’ex-Ministro degli Interni, Yuri Lutsenko: noto in Ucraina per avere condotto una lotta contro la corruzione che ha punito alcuni degli esponenti dell’attuale establishment Presidenziale.

Le televisioni notoriamente critiche con l’Amministrazione Presidenziale, come il TVi, sono stati eliminati dal pacchetto di canali trasmessi dalla tv via-cavo, ed alcuni giornalisti, come la Redattrice della Ukrayinska Pravda, Olena Prytula, e il suo collega Mustafà Nayem, sono stati aggrediti fisicamente da guardie del corpo dell’entourage del Presidente, e minacciati verbalmente dallo stesso Yanukovych.

Dinnanzi al regresso democratico sulle Rive del Dnipro, la Commissione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina: documento che avrebbe riconosciuto a Kyiv lo status di partner privilegiato, ed avrebbe istituito una Zona di Libero Scambio per integrare l’economia ucraina con quella europea.

Critiche sono state espresse anche dal Consiglio d’Europa e dagli Stati Uniti d’America. L’Assemblea di Strasburgo ha contestato la violazione dei diritti umani e civili in Ucraina, mentre il Senato di Washington ha richiesto l’applicazione di sanzioni personali nei confronti di Yanukovych e dei suoi stretti collaboratori.

Matteo Cazzulani

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