LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAZPROM VS EUROPA: LA RUSSIA VARA MISURE PROTEZIONISTICHE PER TUTELARE IL MONOPOLISTA RUSSO DEL GAS

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on September 12, 2012

Il Presidente, Vladimir Putin, emana un decreto che impone alle aziende russe di concordare le loro strategie con il Cremlino in caso di “minaccia estera” per rispondere all’inchiesta aperta dalla Commissione Europea sulla politica energetica anti-concorrenziale di Mosca in Europa. Ungheria e Slovacchia uniscono i loro sistemi infrastrutturali energetici nazionali

Il Presidente russo, Vladimir Putin

Terminati gli insulti, la palla torna alla politica. Nella giornata di martedì, 11 Settembre, il Presidente russo, Vladimir Putin, ha emanato un decreto che impone ad ogni azienda od ente della Russia di concordare con il Governo di Mosca ogni mossa in caso di costrizioni subite da un Paese terzo.

Nello specifico, il decreto, battezzato “Per la difesa degli interessi della Russia nell’ambito della condotta di enti giuridici russi in politica estera”, vieta, senza l’imprimatur del Cremlino, ad ogni impresa russa lo scambio di informazioni riservate con enti registrati in altri Paesi, la cessione di rami d’azienda o di azioni, e l’alienazione di beni immobili posseduti oltre i confini nazionali.

Il gesto di Putin è una reazione alla decisione della Commissione Europea, di lunedì, 10 Settembre, di aprire un’inchiesta ufficiale per condotta anti-concorrenziale nei confronti del monopolista energetico russo Gazprom, compartecipato per più del 50% dal Cremlino.

La decisione di Bruxelles – che ha portato Putin a definire l’Unione Europea “ostaggio degli Stati dell’ex-Blocco Sovietico” e il Vicepresidente di Gazprom, Alexandr Medvedev, ad apostrofare la Commissione Europea come “ladra” – è maturata dopo la presa visione dei contratti firmati tra Gazprom e gli enti energetici dell’Europa Centrale, dalle quali è risultata evidente la condotta anti-concorrenziale esercitata dal monopolista russo nel settore della compravendita del gas.

All’iniziativa di Putin, pronta è stata la risposta delle istituzioni europee e di alcuni dei principali Paesi – dal punto di vista energetico – del Vecchio Continente. Sempre martedì, 11 Settembre, il Parlamento Europeo ha dato a larga maggioranza il via libera ad un provvedimento che impegna l’UE a ridurre l’utilizzo di energia del 20% tra il 2014 e il 2020.

La proposta, frutto di un compromesso negoziato tra le diverse parti politiche presenti nell’Emiciclo di Strasburgo, non basta di per se per risolvere il problema della forte dipendenza energetica del Vecchio Continente dall’estero, ma getta le basi per un cammino continentale orientato alla maggiore efficienza e al risparmio.

Ben più significativa per la realizzazione della sicurezza energetica europea è la decine della compagnia ungherese MVM Zrt. di occuparsi della costruzione di un gasdotto di 115 chilometri di lunghezza realizzato per unificare i sistemi energetici nazionali di Slovacchia ed Ungheria.

La conduttura, secondo quanto riportato dal Dow Jones Newswires, costa intorno ai 160 Milioni di Euro, ed assicurerà non solo il flusso di gas in Ungheria e Slovacchia in caso di chiusura di rubinetti da parte della Russia, ma anche la possibilità per Budapest e Bratislava di unificare i loro gasdotti nazionali a quelli dei Paesi dell’Europa Occidentale.

Per il Nabucco nuovi soci

L’unificazione dei sistemi infrastrutturali energetici ungherese e slovacco avvia la realizzazione del progetto volto alla messa in comunicazione dei gasdotti di tutti i 29 Paesi della Comunità Energetica Europea (i 27 Paesi UE più Moldova e Ucraina) voluto dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dalla Russia, e consentire la creazione di un mercato unico continentale in cui inserire, oltre all’oro blu di Mosca, anche carburante importato da altre fonti.

A tal proposito, Bruxelles ha firmato accordi con l’Azerbajdzhan per lo sfruttamento del giacimento Shakh Deniz, ed ha progettato la realizzazione di due gasdotti per trasportare l’oro blu azero in Europa senza dipendente da condutture controllate da Gazprom.

Il primo di essi è il Gasdotto Transadriatico, concepito per trasportare il gas dell’Azerbajdzhan dalla Turchia all’Italia attraverso Grecia ed Albania. Il secondo è il Nabucco: infrastruttura progettata per trasportare l’oro blu azero al terminale austriaco di Baumgartner attraverso Romania, Ungheria e Austria.

Proprio sull’onda della presa di posizione politica della Commissione Europea nei confronti di Gazprom – che cerca di impedire la realizzazione dei piani energetici di Bruxelles mediante un pressing diplomatico su Paesi amici della Russia come Germania e Francia, e attraverso la costruzione del Southsream: gasdotto alternativo al Nabucco e alla TAP progettato per rifornire di gas russo l’Europa Sud-Occidentale e Balcanica – il Nabucco ha annunciato l’ingresso di nuovi soci che potranno assicurare la realizzazione dell’infrastruttura dalla verdiana denominazione.

La notizia è stata data dal Capo della compagnia austriaca OMV, Gerhard Roiss, senza tuttavia fornire alcun dettaglio circa i nomi delle compagnie che sarebbero coinvolte nel Nabucco. Ad oggi, la conduttura dalla verdiana denominazione è compartecipata, oltre che dalla OMV, dalle compagnie ungherese MOL, romena Transgaz, e tedesca RWE.

Matteo Cazzulani

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