LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Caso Julija Tymoshenko 2: ennesimo rinvio del processo all’eroina della Rivoluzione Arancione

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 24, 2012

Il Giudice, Kostjantyn Sadovs’kyj, ha rigettato le richieste della Difesa per la continuazione del procedimento a carico della Leader dell’Opposizione Democratica. Le proteste degli avvocati e della Comunità Internazionale

Il processo politico più noto in Europa e giunto al quarto rinvio dopo quattro tentativi di continuare le sedute in assenza dell’imputata. Nella giornata di lunedì, 23 Luglio, il secondo procedimento a carico della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e stato spostato per impossibilita di procedere a causa della mancata presenza dell’ex-Primo Ministro.

Il giudice, Kostjantyn Sadovs’kyj, ha accolto le richieste dell’Accusa di aggiornare il processo al momento in cui la Tymoshenko può presenziare in aula per rispondere delle imputazioni mosse a suo carico.

Inoltre, il Magistrato ha inserito nelle prove un referto medico delle Autorità carcerarie che certifica la cronicità dell’ernia al disco della Leader dell’Opposizione Democratica e ritiene lo stato di salute dell’eroina della Rivoluzione Arancione sufficientemente buono per potere presenziare in Aula.

Rigettate sono state invece le richieste della Difesa e della stessa Tymoshenko, che, con una dichiarazione personale, ha invitato la Corte a procedere all’esame del caso in sua assenza.

La Leader dell’Opposizione Democratica ha aggiunto di accettare la sua presenza in aula solo previo parere positivo dei medici tedeschi che, dopo una pressione notevole della Comunità Internazionale sulle Autorità ucraine, hanno ottenuto il permesso di curare l’ex-Primo Ministro, ma che in questo periodo non si trovano in Ucraina.

Proteste sono state espresse dagli Avvocati difensori. Serhij Vlasenko ha ritenuto inaccettabile il comportamento del giudice, ed ha aggiunto la notizia secondo la quale la Tymoshenko e affetta da una malattia dermatologica che avrebbe interessato parte degli arti e che si starebbe rapidamente espandendo in tutto il corpo.

L’altro difensore, Oleksandr Plakhotnjuk, ha lamentato l’impossibilita di prendere visione con l’imputata dei capi di accusa per via dello stretto regime a cui la Tymoshenko e costretta dalle Autorità Carcerarie.

Julia Tymoshenko e accusata di malversazione fiscale per 85 Mila Dollari durante la presidenza del colossocenergetico JEESU: una pagina della storia personale della Leader dell’Opposizione Democratica avvenuta nella meta degli anni Novanta, quando ancora l’ex-Primo Ministro non aveva avviato la sua carriera politica.

Julija in carcere, l’Ucraina lontano dall’UE

Nota in Occidente per la bionda treccia e per vere guidato il processo democratico ucraino nel 2004 passato alla storia come Rivoluzione Arancione, Julija Tymoshenko e detenuta dall’11 Ottobre per scontare una condanna a sette anni di reclusione in isolamento per la firma di accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Il processo e avvenuto in maniera irregolare, con la Difesa sistematicamente privata dei suoi diritti, prove a sostegno delle imputazioni costruite ad hoc – alcune delle quali addirittura datate 31 Aprile – e l’ex-Primo Ministro detenuta preventivamente dal 5 Agosto.

La Comunità internazionale ha contestato il procedimento, sottolineando la natura politica delle accuse, dalle quali si evince che il processo Tymoshenko e motivato dalla volontà di rinchiudere in carcere una delle figure di spicco del dissenso ucraino e di eliminare dalla competizione la più forte concorrente dell’attuale Presidente, Viktor Janukovych.

Inoltre, l’Ucraina in seguito al procedimento a carico dell’ex-Primo Ministro ha registrato un isolamento internazionale sensibile: l’Unione Europea ha congelato la firma dell’Accordo di Associazione – documento con cui Bruxelles avrebbe concesso a Kyiv lo status di partner privilegiato oggi goduto da Norvegia, Islanda e Svizzera.

Inoltre, USA, Canada, Australia, e altri Paesi NATO – con l’eccezione di Polonia e Slovacchia per ovvi motivi di buon vicinato – hanno rifiutato di incontrare Janukovych persino nel corso dei più importanti vertici bilaterali.

Condanna a Janukovych e a quella che rappresenta la più evidente dimostrazione del regresso democratico in Ucraina e stata espressa anche da Freedom House, Amnesty International e dale altre più importanti Organizzazioni Internazionali Indipendenti.

Matteo Cazzulani

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