LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Putin in Crimea incontra Janukovych: l’Ucraina e sempre più stretta tra le tenaglie della Russia

Posted in Russia, Ukraina by matteocazzulani on July 13, 2012

Nel corso della quinta riunione della Commissione Interparlamentare russo-ucraina, il Presidente russo cede sulla delimitazione dei confini, ma impone al suo collega ucraino l’ingresso di Kyiv nell’Unione Eurasiatica, voluta da Mosca per estendere la propria egemonia nello spazio ex-sovietico. Nessun accordo sulla revisione dei contratti per il gas

Gas, confini e terrorismo sono state le tematiche affrontate in occasione dell’incontro tra i Presidenti di Ucraina e Russia, Viktor Janukovych e Vladimir Putin. Giunto nella giornata di giovedì, 12 Luglio, in Crimea per la canonica visita estiva alla penisola ucraina, Putin ha preso parte ai lavori della quinta seduta della Commissione Intergovernativa russo-ucraina: un’organismo interstatale istituito dalla salita al potere in Ucraina di Janukovych nel 2010 per rafforzare le relazioni tra Kyiv e Mosca.

Il summit, durato circa quaranta minuti, ha avuto luogo all’imbrunire per via delle quattro ore di ritardo con cui Putin si e presentato a Simferopoli: il Presidente russo ha preferito intrattenersi con un gruppo di motociclisti della Crimea, lasciando il collega ucraino solo in attesa del suo arrivo.

Dal punto di vista contenutistico, l’incontro ha registrato il permanere di posizioni differenti sul tema del gas. L’Ucraina da tempo richiede uno sconto per le forniture dell’oro blu di Mosca – da cui l’economia ucraina dipende fortemente – che la Russia e pronta a concedere previe ingenti concessioni sul piano politico da parte di Kyiv, come la gestione al Cremlimo del controllo del sistema infrastrutturale energetico ubicato sulle rive del Dnipro.

Un accordo invece e stato trovato su un’altra questione dirimente qual demarcazione del confine tra Russia e Ucraina presso lo stretto marittimo di Kerch. Le parti non hanno comunicato alcun dettaglio dell’accordo, ma, secondo indiscrezioni, Putin avrebbe accettato la proposta di Janukovych di creare una joint venture russo-ucraina per la gestione del canale di Kerch e per la delimitazione delle acque territoriali nel Mar Nero e nel Mare d’Azov.

Importanti risultati sono stati ottenuti anche per quanto riguarda il processo di integrazione sovranazionale nello spazio ex-sovietico. Su espresso invito di Vladimir Putin, Janukovych si e detto favorevole all’ingresso dell’Ucraina nella Zona di Libero Scambio della Comunità di Stati Indipendenti e nell’Unione Eurasiatica: un’iniziativa progettata dalla Russia per integrare sotto l’egida di Mosca i paesi un tempo parte dell’Unione Sovietica.

Finora, al progetto di Mosca hanno aderito Kazakhstan, Bielorussia e Kyrgyzstan, mentre Kyiv ha dichiarato l’intenzione di partecipare parzialmente al progetto secondo la formula 3+1, mantenendo una cospicua autonomia.

In chiusura, Janukovych e Putin hanno firmato una decina di documenti miranti al rafforzamento della cooperazione tra Russia e Ucraina e alla collaborazione per la lotta al terrorismo.

Il vertice di Simferopoli ha reso chiaro quanto l’Ucraina di Janukovych sia fortemente dipendente dalla Russia sul piano politico, e come la posizione di neutralità tra il Cremlino e l’Unione Europea adottato da Janukovych in campo diplomatico – seguendo l’esempio della Bielorussia di Lukashenka – sia destinato a trascinare Kyiv tra le braccia di Mosca, e seppellire una volta per sempre le ambizioni euroatlantiche di un popolo, come quello ucraino, appartenente per storia, cultura e tradizioni al Vecchio Continente.

Continuano le repressioni sull’Opposizione Democratica ucraina

Oltre che sul piano politico, la similitudine tra l’Ucraina di Janukovych e la Bielorussia di Lukashenka si e rivelata anche per quanto riguarda il rispetto della democrazia. Sempre giovedì, 12 Luglio, la sede di una delle poche televisioni indipendenti rimaste in Ucraina dalla salita al potere di Janukovych, la TVi, e stata perquisita dalla forze speciali di polizia. TVi e accusata di malversazione finanziaria, e le Autorità di Kyiv, dopo averne limitato le frequenze, hanno richiesto a più riprese l’immediata sua chiusura.

Nella medesima giornata, la Corte di Cassazione ucraina ha rinviato per l’ennesima volta il ricorso presentato dalla Leader dell’Opposizone Democratica, l’ex-Primo Ministro Julija Tymoshenko, in merito alla condanna a sette anni di reclusione in isolamento, più tre di interdizione dalla vita politica, inflittale dal Tribunale di Kyiv per la firma di accordi energetici nel Gennaio 2009 ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato.

Secondo gli Avvocati della Tymoshenko, la Corte di Cassazione, su precisa indicazione dell’Amministrazione del Presidente Janukovych, sta rallentando l’esame della questione per impedire il ricorso dell’eroina della Rivoluzione Arancione presso la Corte Europea dei Diritti Umani, presso il quale la Difesa ritiene di ottenere un procedimento più obiettivo rispetto a quello condotto dal sistema giudiziario ucraino.

Matteo Cazzulani

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