LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Champions’ League e Ministro Passera: continua l’imperialismo energetico di Gazprom in Europa

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 12, 2012

Il monopolista del gas russo ottiene la sponsorizzazione della Coppa dei Campioni e della Supercoppa UEFA, e incassa il sostegno del Governo Monti per la realizzazione del Southstream. La contrarietà dell’Unione Europea alla posizione russo-italiana, in pieno contrasto con l’interesse di Bruxelles.

Nuoceremo all’interesse generale europeo e contrasteremo il principio della libera concorrenza, ma in compenso avremo forniture dirette di gas e un lauto finanziamento al calcio, che per l’italiano medio rappresenta una quasi religione. Nella giornata di lunedì, 9 Luglio, il monopolista russo del gas, Gazprom, ha firmato un accordo con l’UEFA per la sponsorizzazione della Champions’ League dal 2012 al 2015.

L’accordo, che prevede la sponsorizzazione da parte del monopolista russo anche della Supercoppa UEFA dal 2012 al 2014, prevede da parte di Gazprom il versamento di un’ingente quota per l’ottenimento del diritto di accompagnare al nome della più importante competizione calcistica per club quello dell’ente monopolista russo, così come finora fatto da importanti sponsor come la MasterCard.

Come dichiarato all’agenzia Interfax dal Capo di Gazprom, Aleksej Miller, la decisione di sponsorizzare la Coppa dei Campioni e legata a una logica aziendale orientata al miglioramento dell’immagine di Gazprom in Europa. Negli anni passati, tale meta ha portato il monopolista russo a investire nel campionato tedesco con l’ottenimento dei diritti di sponsor sulla squadra tedesca Schalke 04.

Il fatto che Gazprom sponsorizzi il Campionato europeo per club suona come un paradosso. Il monopolista russo e infatti il braccio armato di cui il Cremlino si serve per espandere la propria egemonia politica sull’Europa Centro-Orientale, al punto da essere il principale attore economico contrario alla realizzazione dei piani di indipendenza energetica dell’Unione Europea, che per diminuire l’alta dipendenza dal gas di Mosca del Vecchio Continente ha approntato un piano per lo sfruttamento dei giacimenti di oro blu nel centro Asia.

Nello specifico, i russi hanno approntato la costruzione del Southstream: un gasdotto costruito sul fondale del Mar Nero per rifornire del gas di Mosca direttamente i Paesi dell’Europa Occidentale, ed impossibilitare la realizzazione di simili progetti da parte dell’Unione Europea, come il Nabucco e il sistema AGRI.

Il gasdotto dalla verdiana denominazione prevede la costruzione di una conduttura per trasportare l’oro blu azero e turkmeno dalla Turchia all’Austria attraverso Romania e Ungheria. L’AGRI invece preventiva l’importazione di gas dal Centro Asia fino alla Georgia, poi via mare fino alla Romania.

A dare una mani ai russi nei loro progetti energetici contrari all’interesse generale europeo e l’Italia, che nella giornata di mercoledì, 11 Luglio, ha dichiarato il pieno appoggio al Southstream. Durante un incontro a Mosca con il Ministro dell’Energia russo, Andrej Novak, il Titolare del Dicastero dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha implementato le relazioni italo-russe per la costruzione del Southstream.

Su richiesta dalla parte russa, Passera ha promesso di impegnarsi in sede europea per concedere al Gasdotto Ortodosso – com’è altrimenti noto il Southstream, di cui il colosso italiano ENI possiede il 20% della proprietà – nonostante la Commissione Europea abbia a più riprese espresso la totale contrarietà a un progetto che rafforza un monopolio pericoloso per l’indipendenza energetica del Vecchio Continente e la sicurezza nazionale dei singoli Paesi UE ad esso strettamente collegata.

“Sosterremo con forza il Southstream perché l’ENI ha in esso una cospicua compartecipazione” ha dichiarato Passera, come riportato dall’agenzia Rusenergy. “Le compagnie russe e italiane lavoreranno per migliorare la situazione economica in Europa. Bruxelles ha bisogno di stabilita” ha sottolineato Novak.

La crisi politica romena mette in forse i progetti energetici di Bruxelles

Oltre all’Italia, a contribuire all’affossamento dei piani dell’Unione Europea – e a sostenere la politica energetica della Russia, mirante al mantenimento dell’egemonia politica sulla parte Centro-Orientale dell’UE – e anche la Romania. Bucarest e stata tra i principali sostenitori del Nabucco e della realizzazione del consorzio AGRI, mai recenti mutamenti politici hanno comportato un raffreddamento dell’entusiasmo romeno riposto nei confronti dei due progetti concepiti a garanzia dell’indipendenza energetica europea.

Il governo di centrosinistra del Premier Victor Ponta, che ha avviato un procedura di impeachment nei confronti del Presidente Traian Basescu, ha infatti congelato gli investimenti della Romania nel Nabucco e nell’AGRI promossi dal precedente esecutivo di centrodestra, e ha posto una moratoria alle indagini per l’individuazione di giacimenti di gas naturale al largo delle coste romene del Mar Nero voluta dal Capo dello Stato.

Come rilevato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, la posizione di Bucarest rischia di rallentare la realizzazione dei progetti UE per la diversificazione delle forniture di oro blu, al punto che profonda preoccupazione per i mutamenti politici in Romania – su cui permangono forti dubbi inerenti alla sua regolarità in base alla Costituzione – e stata espressa dalle Autorità dell’Unione Europea e degli Stati Uniti d’America.

Matteo Cazzulani

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