LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Romania: l’impeachment al Presidente divide l’Europa (e rallenta il programma di indipendenza energetica UE)

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 10, 2012

La Corte Costituzionale costretta ad accettare la sfiducia al Capo dello Stato, Traian Basescu, voluta dalla coalizione social-liberale del Premier, Victor Ponta. Le posizioni in seno all’Unione Europea e le preoccupazioni da parte degli Stati Uniti d’America

C’e chi la considera una difesa della divisione dei poteri, mentre altri la ritengono una sovversione dei principi della democrazia e un tentativo di colpo di Stato. La questione dell’impeachment nei confronti del Presidente romeno, Traian Basescu, ha diviso il mondo politico della Romania e dell’Unione Europea, e rischia di comportare serie conseguenze alla situazione interna di un Paese UE.

Nella giornata di lunedì, 9 Luglio, la Corte Costituzionale della Romania ha accettato la risoluzione del Parlamento di venerdì, 6 Luglio, con la quale il Capo dello Stato e stato sollevato dalla maggioranza di centrosinistra dai suoi poteri, ed e stato avviato nei suoi confronti la procedura di impeachment che costringerà i cittadini romeni a recarsi alle urne per confermare o meno la fiducia a Basescu in un referendum nazionale.

Secondo un documento di venti punti redatto dalla coalizione socialista-liberale, il Presidente avrebbe abusato dei suoi poteri in occasione della messa a punto del piano di stabilita finanziaria nel 2010. Come dichiarato dal Premier, il socialista Victor Ponta, il Capo dello Stato si sarebbe intromesso nei lavori della magistratura, ed avrebbe così infranto due delle prerogative del sistema democratico.

Pronta e stata la risposta di Basescu, che ha accusato Ponta di voler distogliere l’attenzione dei media attorno agli scandali che hanno colpito lo schieramento socialista-liberale e la stessa figura del Premier. Ponta e infatti accusato di avere copiato la sua Tesi di Laurea: un reato che in altri Paesi dell’UE come Germania e Irlanda ha comportato le immediate dimissioni dell’autore del plagio.

Preoccupazione dinnanzi al caso romeno e stata espressa in sede UE, con la Commissione Europea in prima fila a contestare il Decreto Legge emanato dal governo Ponta con il quale la Corte Costituzionale Romena e stata impossibilitata a rigettare il voto del Parlamento. Inoltre, il Consiglio d’Europa si e rivolto alla Commissione di Venezia per esprimere un parere sulla condotta di Ponta.

A difesa del premier romeno si e schierato il Presidente dell’Europarlamento, il socialdemocratico Martin Schulz, che ha dichiarato di non rilevare alcuna infrazione dei principi democratici nel comportamento del Governo.

Differente e l’opinione del Parlamentare Europeo popolare Elmar Brok, che ha sottolineato come in Romania sia in atto un quasi golpe finalizzato a eliminare dalla vita politica il Capo dello Stato per ragioni legate alla diversa appartenenza politica rispetto alla maggioranza in Parlamento.

Turbamento e stato espresso anche dagli Stati Uniti d’America. La portavoce della sezione per la Politica Estera USA, Victoria Nuland, ha invitato Bucarest a rispettare i principi della democrazia e della divisione dei poteri, e a risolvere al più presto un’impasse politica che ingessa l’attivita di un Paese dall’importanza strategica nello scacchiere dell’Europa Centrale e del Mar Nero.

La questione energetica dietro l’impeachment al Capo di Stato romeno

Oltre che per ragioni politiche, il contrasto tra Basescu e Ponta riguarda anche questioni di natura energetica. Il Capo dello Stato, favorevole ai progetti della Commissione Europea di diversificazione delle forniture di gas, e determinato a diminuire la forte dipendenza del suo Paese dalle forniture della Russia, ha varato un piano per lo sfruttamento dei giacimenti di oro blu nelle acque territoriali romene del Mar Nero.

Inoltre, Basescu ha avviato consultazioni con la vicina Bulgaria per la messa in comune dei gasdotti dei due Paesi – come previsto dalle clausole del Terzo Pacchetto Energetico UE – e ha dato il via libera alle indagini di verifica della presenza sul terrotorio nazionale di riserve di gas Shale.

Appena salito al potere, nel Maggio del 2012, Ponta ha cavalcato l’onda ecologista, ed ha posto una moratoria sui lavori per l’individuazione dei giacimenti di gas shale. Inoltre, il premier socialista ha rallentato l’erogazione dei finanziamenti per l’individuazione delle riserve di oro blu nel Mar Nero, lasciando così il Paese ancora fortemente dipendente dai rifornimenti di Mosca, e lontano dalla realizzazione delle clausole previste dalle leggi dell’Unione Europea.

Matteo Cazzulani

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