LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Viktor Jushchenko torna in politica. Le ombre sul disegno politico dell’ex-Presidente ucraino

Posted in Ukraina by matteocazzulani on July 8, 2012

L’ex-Capo di Stato vara un Partito di ispirazione patriottica e conservatrice che punta a rappresentare una fetta dell’elettorato che ad oggi non si riconosce in nessuno dei Partiti esistenti. I pericoli per l’Opposizione Democratica e la reale natura di un progetto che, anziché riattualizzare il cammino di integrazione in Europa di Kyiv, riapre lo scontro interno al campo arancione con la Tymoshenko e favorisce il regime del Presidente Janukovych

Il nome non e chiaro, ma ad essere ben evidenti sono l’orientamento e il fine di quella che ha le carte in regola per diventare la terza forza politica in Ucraina. Nella giornata di sabato, 7 Luglio, l’ex-Presidente ucraino, Viktor Jushchenko, ha varato il suo progetto politico per le Elezioni Parlamentari del prossimo mese di Ottobre.

Il nuovo Partito, ancora senza nome, e nato dalla fusione tra Nasha Ukrajina – il soggetto politico di Jushchenko – il Partito Popolare Ucraino, il Congresso dei Patrioti Ucraini, e una ventina di associazioni patriottiche legati alla difesa della cultura nazionale.

Come dichiarato da Jushchenko, il Partito si basa su principi conservatori e moderati, ed ha l’obiettivo di riempire un vuoto che, a detta dell’ex-Presidente, in Ucraina deve ancora essere colmato.

Tra le linee guida del Partito, Jushchenko ha individuato il salvataggio della lingua e della cultura ucraina, che di recente sono state sminuite dalla riforma linguistica voluta dal Presidente Viktor Janukovych, che ha elevato il russo a lingua di Stato. Inoltre, l’ex-Capo di Stato ha sottolineato la necessita di salvare l’Indipendenza dell’Ucraina dalla politica espansionista della Russia.

Durante il discorso di presentazione, Jushchenko ha anche definito il bacino elettorale del suo Partito, dichiarando di puntare all’alta percentuale di ucraini che non si riconosce ne nella maggioranza filorussa di Janukovych, ne nell’Opposizione Democratica unita guidata da Arsenij Jacenjuk in vece dell’ex-Premier Julija Tymoshenko – una delle dieci personalità di spicco del dissenso imprigionate per ragioni politiche dalla salita al potere dell’attuale Presidente.

“Il 14%. Degli ucraini ha dichiarato di votare contro tutti i candidati che intendono presentarsi alle urne – ha dichiarato Jushchenko – tra questi c’e sicuramente chi potrebbe riconoscersi in una forza politica veramente patriottica, alternativa ai due schieramenti principali finora presenti sullo scenario ucraino”.

La manovra di Jushchenko ha convinto pochi tra i commentatori e i politologi ucraini. Essi son concordi nel dare al progetto dell’ex-Presidente poche chance di supporto tra l’elettorato moderato, che resta più orientato a sostenere l’Opposizione Democratica unita.

Si riattualizza la guerra intestina del campo arancione

Inoltre, il Partito dell’ex-Capo di Stato punta a sottrarre consensi proprio allo schieramento politico che ha il suo riferimento nell’ex-Premier Julija Tymoshenko, nonostante la carismatica politica, che con Jushcenko nel 2004 ha guidato il processo democratico in Ucraina, passato alla storia come Rivoluzione Arancione, sia stata incarcerata e, quindi, impossibilitata a prendere parte alla competizione elettorale.

La riedizione dello scontro tra i due condottieri della Rivoluzione Arancione non fa che rafforzare i sospetti di collaborazione di Jushchenko con il Presidente Janukovych, che già in passato ha visto i due avversari politici convergere su iniziative politiche trasversali per porre in minoranza la carismatica Tymoshenko.

Ne e stato un esempio la nomina a Premier di Janukovych, voluto il 3 Agosto 2006 da Jushchenko a capo di un Governo di unita nazionale concepito per escludere dal potere il Blocco di Julija Tymoshenko, attorno alla quale si sono pero consolidati i consensi del popolo arancione.

Inoltre, una volta sconfitto al primo turno delle elezioni presidenziali del 2010, dove da Presidente uscente ha ottenuto solo il 6%, Jushchenko al secondo turno ha invitato il suo elettorato a disertare le urne per svantaggiare Julija Tymoshenko.

Ella, in caso di ricompattamento dell’elettorato arancione attorno alla sua candidatura, avrebbe con molta probabilità evitato la salita al potere di Janukovych, e la successiva ondata di repressioni politiche scatenata dal neoeletto Presidente contro il campo democratico.

A confermare i sospetti nutriti nei confronti di Jushchenko e stato il suo ex-collega di Partito, Jurij Hrymchak, che ha evidenziato come il progetto politico dell’ex-Presidente ucraino consenta a Janukovych di sottrarre consensi all’Opposizione Democratica in un bacino fortemente patriottico in cui Janukovych ha poco appeal.

Inoltre, Hrymchak ha accusato Jushchenko di connivenza con l’attuale Capo di Stato, al punto, a suo dire, da essere stato ingaggiato per condurre un progetto politico finalizzato ad ingannare l’elettorato e favorire il regime autoritario oggi al Governo in Ucraina.

“Jushchenko e stato l’unico politico non appartenente allo schieramento oggi al Governo a godere di largo spazio sui media di regime – ha dichiarato Hrymchak – questa e una chiara iniziativa di campagna elettorale voluta dalle Autorità ucraine per indebolire il dissenso e mantenere il controllo del Paese imbrogliando gli elettori. L’unico ideale che veramente anima Jushchenko e l’odio personale nei confronti di Julija Tymoshenko”.

Oltre che costola della maggioranza filorussa, il Partito di Jushchenko rischia di essere un’armata senza colonnelli. Oltre a Hrymchak, sono molti i nomi di spicco della politica ucraina ad avere abbandonato l’ex-Presidente, tra cui il Capogruppo al Parlamento di Nasha Ukrajina, Valentyn Nalyvajchenko.

Costoro hanno preferito confluire nell’Opposizione Democratica unita, nata dalla fusione dei principali soggetti partitici del campo arancione – Bat’kivshchyna, Front Zmin, Narodnyj Rukh, Narodna Samooborona e Hromad’jans’ka Pozycja – su un programma più liberale e filoeuropeo.

A contrastare l’attività politica degli arancioni e la detenzione in carcere per motivi politici di dieci dei suoi principali esponenti, tra cui la stessa sua Leader Tymoshenko, e l’utilizzo da parte del Partija Rehioniv – la forza politica di Janukovych – delle risorse statali per la conduzione della campagna elettorale.

Matteo Cazzulani

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