LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’EUROPA CENTRALE VERSO UN SISTEMA ENERGETICO COMUNE

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on July 6, 2012

Polonia e Lituania iniziano i lavori per l’unificazione dei gasdotti dei due Paesi, mentre il Primo Ministro lituano, Andrijus Kubilijus, invita Varsavia a compartecipare ai progetti di rafforzamento dell’energia nucleare di Vilna. Anche Grecia e Bulgaria seguono l’esempio polacco-lituano per realizzare le clausole del Terzo Pacchetto Energetico UE

Il primo ministro lituano, Andrijus Kubilijus

Progetti comuni per evitare la dipendenza da un solo fornitore. Questa è la motivazione che, negli ultimi giorni, ha spinto alcuni dei Paesi dell’Unione Europea a compiere passi significativi per l’avvio di iniziative condivise finalizzate garantire la sicurezza dei rifornimenti di gas ed energia.

Nella giornata di mercoledì, 3 Luglio, la compagnia polacca Gaz System e quella lituana Lietuvos Dujos hanno affidato all’ente ILF Consulting Engineries un progetto di studio per unificare i gasdotti di Polonia e Lituania. Come dichiarato in una nota ufficiale, il progetto è finanziato dai fondi dell’Unione Europea, in quanto la messa in comunicazione dei sistemi infrastrutturali dei Paesi UE è prevista dal Terzo Pacchetto Energetico.

Questa legge, elaborata dalla Commissione Europea e votata a grande maggioranza dall’Europarlamento, prevede la messa in comune dei gasdotti del Vecchio Continente, e vieta ad enti fornitori di gas registrati al di fuori dell’UE di possedere il controllo sulle condutture europee.

Il provvedimento si è rivelato necessario in seguito alla politica del monopolista russo, Gazprom, che oltre a detenere l’80% delle forniture di oro blu all’Europa ha avviato una campagna finalizzata alla gestione totale e parziale dei gasdotti dei principali Paesi europei, tra cui Francia, Germania, Slovenia, Slovacchia ed Austria.

“Il progetto di unificazione delle condutture applica in toto la legge europea – ha dichiarato il capo di Gaz System, Jan Chadam – per questo contiamo sul pieno appoggio di Bruxelles nella sua realizzazione e nella concessione di finanziamenti”.

Oltre che nel settore del gas, Polonia e Lituania hanno avviato una collaborazione anche per quanto riguarda l’energia nucleare. Lo scopo è sempre la diminuzione della forte dipendenza che, ad oggi, lega Varsavia e Vilna a Mosca per l’89% del fabbisogno nazionale.

Giovedì, 5 Luglio, il Primo Ministro lituano, Andrijus Kubilijus, ha invitato i polacchi a partecipare ai lavori per la costruzione della centrale nucleare di Visaginas, al quale già compartecipano enti lettoni ed estoni. Secondo il Capo del governo lituano, con la sua compartecipazione la Polonia può non solo diversificare le fonti di approvvigionamento energetico, ma anche accumulare l’esperienza sufficiente per la costruzione delle cinque centrali nucleari che Varsavia ha programmato per i prossimi anni.

“La partecipazione della Polonia sarebbe logica e utile – ha dichiarato Kubilijus, come riportato dall’autorevole Baltic Course – Il coinvolgimento di Varsavia nel progetto permette di implementare i lavori per la realizzazione di simili iniziative anche in altri Stati europei. La Lituania è disposta a stringere partnership con tutti i Paesi intenzionati a rafforzare la propria indipendenza energetica.

Grecia e Bulgaria approntano misure comuni

L’esempio di Varsavia e Vilna è stato seguito da Grecia e Bulgaria. Durante una visita ufficiale, il Presidente greco, Karolos Papulias, ha invitato il suo collega bulgaro, Rosen Plevneliev, a varare progetti comuni in ambito energetico per rafforzare l’indipendenza energetica di Atene e Sofia.

Nello specifico, Papulias ha menzionato la costruzione di un gasdotto per collegare il sistema infrastrutturale energetico della Grecia a quello della Bulgaria, e consentire ai due Paesi di implementare la realizzazione del Terzo Pacchetto Energetico UE.

“La costruzione di una conduttura comune tra Grecia e Bulgaria risponde appieno ai nostri interessi – ha dichiarato Plevneliev, come riportato dall’agenzia Novinite – ad oggi l’economia bulgara dipende unicamente dal gas russo inviato attraverso l’Ucraina”.

Grecia e Bulgaria sono due tra i Paesi più attivi nella ricerca di fonti di gas alternative a quelle russe. Atene si è affermata come partner di Israele per lo sfruttamento del Leviathan e del Tamar: due giacimenti ubicati al largo delle coste israeliane del Mediterraneo che, secondo recenti rilevazioni, potrebbero soddisfare una buona parte del fabbisogno energetico dell’Unione Europea, e rendere Tel Aviv uno dei principali esportatori di oro blu a livello continentale.

Sofia invece ha avviato una serie di studi per lo sfruttamento dei giacimenti di combustibile nel Mar Nero dove, secondo le rilevazioni, la Bulgaria potrebbe trovare una quantità di gas naturale superiore a 3 miliardi di metri cubi di gas.

Come riportato sempre dalla Euractive, il governo bulgaro ha aperto un’asta per le concessioni dei diritti di ricerca al largo delle coste nazionali, al quale hanno già aderito le compagnie Total e Melrose Resources Plc.

Matteo Cazzulani

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