LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

INDIPENDENZA ENERGETICA UE: AL VIA IL GASDOTTO TRANSANATOLICO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 28, 2012

Ad Ankara, Turchia e Azerbajdzhan firmano l’accordo per l’avvio della costruzione di un’infrastruttura che consentirà il trasporto del gas dai giacimenti del Mar Caspio all’Europa senza transitare per la Russia, che ad oggi mantiene il monopolio sulle forniture di oro blu al Vecchio Continente. In risposta, Mosca rafforza la pressione sull’Ucraina per ottenere il controllo dei gasdotti di Kyiv e continuare la politica di espansione politica in Europa Orientale

Il sistema energetico della Turchia

Se l’Ucraina cede alla Russia, l’Europa guarda ad Anatolia, Caucaso e Mar Caspio per assicurarsi la propria indipendenza energetica. Questo è il quadro emerso nella giornata di mercoledì, 27 Giugno, durante il quale due sono stati gli episodi significativi che muteranno gli equilibri geopolitici nel Vecchio Continente.

Ad Ankara, con la presenza del Primo Ministro turco Tajip Erdogan e del Presidente Azero, Il’ham Alijev, Turchia e Azerbajdzhan hanno firmato l’accordo definitivo per la costruzione del Gasdotto Transanatolico – TANAP. Questa conduttura – compartecipata per l’80% dal colosso energetico azero SOCAR e per il restante 10% dalle compagnie turche BOTAS e TPAO – è progettata per trasportare 16 Miliardi di metri cubi l’anno di gas proveniente dall’Azerbajdzhan dal confine turco-georgiano alla Turchia Occidentale.

Oltre che per la portata – dai 16 miliardi di metri cubi di gas annui è previsto un ampliamento fino a 29 – la TANAP è importante dal punto di vista geopolitico, in quanto consente un collegamento diretto tra i gasdotti già costruiti per trasportare il gas azero in Turchia e quelli previsti dalla Commissione Europea, ma non ancora realizzati, per collegare la penisola anatolica al Vecchio Continente.

“L’Europa è un passo più vicina alla sua meta: l’importazione diretta di gas dall’Azerbajdzhan – ha dichiarato il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger – La diversificazione delle forniture è indispensabile per la sicurezza dell’Unione Europea”.

Tra i progetti concepiti dall’UE come prolungamento della TANAP verso ovest, da tempo è in corso una concorrenza tra tre soggetti. Il primo di essi è il Nabucco Occidentale: gasdotto compartecipato dalla Compagnia austriaca OMV, dalla romena Transgaz, dalla bulgara Ven, dalla tedesca RWE, e dall’ungherese MOL, progettato per trasportare il gas azero dalla Turchia in Austria secondo un itinerario che passa per Romania, Ungheria e Austria.

La seconda alternativa, che riguarda l’Italia, è il Gasdotto Transadriatico – TAP. Questo gasdotto è progettato per unire la Turchia all’Italia Meridionale passando per la Grecia e l’Albania. Esso è compartecipato dalla compagnia norvegese Statoil, da quella elvetica EGL e dalla tedesca E.On. Con tutta probabilità, al consorzio si aggiungerà anche l’azienda italiana Enel.

Infine, la terza ipotesi europea è il Gasdotto Europeo Sud Est – SEEP: esso è compartecipato dal colosso britannico British Petroleum e dalla SOCAR, e si caratterizza per la messa in comunicazione delle infrastrutture energetiche già esistenti con lo scopo di trasportare il gas azero in Europa secondo un percorso parallelo a quello del Nabucco Ovest.

Oltre che per l’indipendenza energetica europea, la TANAP è fondamentale anche perché coinvolge nella politica del gas del Vecchio Continente il Turkmenistan. Questo Paese centro-asiatico sta cercando nuovi mercati ove collocare il gas e gli idrocarburi di cui è ricco, e l’Europa, cronicamente assetata di energia, rappresenta il cliente più appetibile.

Non è un caso se la notizia dell’avvio della TANAP è stata accompagnata da una dichiarazione del Presidente turkmeno, Gurbanuli Berdymukhamedov, che ha ventilato l’ipotesi di un accordo a tre tra il suo Paese, l’Azebajdzhan e l’UE per la sicurezza energetica europea.

“L’UE apprezza e sostiene il ruolo del Turkmenistan per la sicurezza delle forniture di gas -riporta una nota della Commissione Europea – Il mezzo con cui essa va ottenuta è la diversificazione delle forniture, attingendo dai giacimenti di provenienza centro-asiatica”.

La via anatolica è una soluzione quasi obbligata per l’Europa, dal momento in cui la Russia – che ad oggi detiene il controllo diretto ed indiretto del controllo delle forniture di oro blu al Vecchio Continente – continua ad avvalersi del monopolio sul gas come mezzo per portare a termine disegni di natura politica.

Dalla Russia niente sconti all’Ucraina

Ne è un esempio quanto accaduto, sempre mercoledì, 27 Giugno, durante la seduta della Commissione intergovernativa Russia-Ucraina. Aleksej Miller, il Capo del monopolista russo del gas, Gazprom, ha dichiarato che Mosca non concederà a Kyiv alcun ribasso delle tariffe per la compravendita di oro blu.

Di pari passo, il Cremlino si è detto pronto a concedere al colosso energetico ucraino Naftohaz un prestito di danaro per permettere all’Ucraina di acquistare il gas dalla Russia e di garantirne il transito verso l’Europa Occidentale.

Ad oggi, l’Ucraina paga il gas alla Russia secondo un tariffario molto più alto rispetto a quello applicato da Gazprom a Germania e Francia, e per questa ragione ha ipotizzato una sensibile riduzione delle importazioni di oro blu russo per potere acquistare carburante da altri fornitori – Turchia, Azerbajdzhan e Turkmenistan – a un prezzo inferiore.

L’altro prezzo imposto dal Cremlino a Kyiv è frutto di un preciso disegno politico, che mira a costringere l’Ucraina a cedere ai russi il possesso dei propri gasdotti. Dinnanzi ai progetti di diversificazione delle forniture varati dalla Commissione Europea, la Russia, pur di mantenere l’egemonia energetica in Europa, sta rilevando la gestione parziale e totale dei sistemi infrastrutturali energetici dei singoli Paesi UE e di quelli appartenenti alla Comunità Energetica Europea come, per l’appunto, l’Ucraina.

L’ulteriore realizzazione di questo scenario avrebbe conseguenze pesanti per la sicurezza nazionale dei Paesi UE, poiché essi si troverebbero fortemente condizionati dalle decisioni politiche di un solo Stato, che, peraltro, si sta ripresentando sulla scena internazionale con una forte connotazione imperiale.

Matteo Cazzulani

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