LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

TRA UCRAINA E RUSSIA LA GUERRA DEL GAS SI FA SEMPRE PIU’ ASPRA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 22, 2012

Il colosso nazionale ucraino, Naftohaz, comunica al monopolista russo, Gazprom, l’intenzione di importare una quantità di oro blu di molto inferiore al minimo contrattuale prefissato a causa delle onerose tariffe imposte dal Cremlino. Kyiv attiva anche sul fronte del Mar Nero, dove si consolida l’asse tra Azerbajdzhan, Turkmenistan, Turchia, Romania e Georgia per la realizzazione di progetti atti alla diversificazione  delle forniture dell’Unione Europea

Il Ministro dell’Energia ucraino, Aleksej Miller

E’ a Pietroburgo e a Rio che in questi giorni si stanno disegnando gli assetti geopolitici in materia energetica destinati a condizionare le politiche mondiali ed Europee dei prossimi anni. Nella giornata di giovedì, 21 Giugno, sulle sponde della Neva, dove ha luogo il Forum Economico Mondiale, si è consumato l’ennesimo capitolo del confronto energetico tra l’Ucraina e la Russia.

Come riportato dall’agenzia Interfax, il colosso ucraino, Naftohaz, ha comunicato al al monopolista russo, Gazprom, l’intenzione di abbassare la quantità del gas da acquistare per il prossimo anno a 27 Miliardi di metri cubi, contro i 52 previsti da contratto.

Il Ministro dell’Energia ucraino, Jurij Bojko, ha ritenuto che il tariffario imposto a Kyiv da parte di Mosca sia così oneroso da costringere l’Ucraina a una drastica diminuzione dell’importazione di oro blu.

Tuttavia, in pronta risposta, il Capo di Gazprom, Aleksej Miller, ha ricordato come la clausola del contratto Take or Pay preveda l’obbligo da parte degli ucraini di acquistare almeno 41 miliardi di metri cubi, pena il ricorso all’Arbitrato Internazionale di Stoccolma e una serie di strascichi giudiziari che potrebbero costare molto caro alle casse di Naftohaz.

A complicare la questione è anche la recente decisione di Gazprom di versare un anticipo di 2 milioni di dollari per l’affitto dei siti di stoccaggio di Naftohaz. L’intenzione dei russi è quella di accumulare in essi la quantità di gas sufficiente ad assicurare le forniture di oro blu agli acquirenti dell’Europa Occidentale durante i mesi più freddi.

Questa mossa costringe Naftohaz a mantenere alta la quota di gas importata dalla Russia per potere soddisfare il proprio fabbisogno energetico, e rende Kyiv ancor più dipendente dai flussi di transito e dalle condizioni tariffarie imposte da Mosca.

Una soluzione a questa impasse potrebbe essere il coinvolgimento dell’Ucraina nell’enjeu geopolitico del Mar Nero, nel quale si stanno consolidando alleanze energetiche di particolare importanza.

Sempre nel corso del Forum Economico Mondiale di Pietroburgo, il Ministro degli Esteri turco, Taner Yildiz, ha dichiarato l’interesse del suo Paese a rifornire di gas liquido l’Ucraina. Come riportato dall’autorevole agenzia Trend, la Turchia è pronta a trasportare via mare oro blu importato dal Centro Asia fino al rigassificatore di Odessa, che oggi è ancora in fase di costruzione.

Procedono i progetti per l’indipendenza energetica dell’Europa

La posizione della Turchia è essenziale anche per quanto riguarda la realizzazione di progetti energetici di respiro europeo. Come dichiarato dall’autorevole Reuters, a breve è infatti prevista la firma solenne dell’accordo tra la Turchia e l’Azerbajdzhan per la realizzazione del Gasdotto Transanatolico – TANAP.

Questa conduttura è progettata per trasportare oro blu azero alla penisola Anatolica. Da qui, il carburante sarà inoltrato in territorio europeo mediante la costruzione del Nabucco Ovest: un’infrastruttura concepita dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza dell’UE dal monopolio energetico della Russia.

Proprio in occasione del vertice di Rio, il gasdotto europeo dalla verdiana denominazione è stato al centro di colloqui tra il Presidente turkmeno, Gurbanuli Berdymukhamedov, e i Capi di Stato bulgaro e ungherese, Rozen Plevneliev e Janosz Ader.

Il Turkmenistan, che assieme all’Azerbajdzhan possiede ricchi giacimenti di gas naturale, ed ha già firmato con la Commissione Europea accordi per l’invio dell’oro blu nell’UE, ha espresso pieno sostegno alla costruzione del Nabucco, e ha rilanciato il progetto del gasdotto Azerbajdzhan-Georgia-Romania.

Questa infrastruttura è progettata sul fondale del Mar Nero per collegare direttamente il Centro-Asia all’Europa attraverso il territorio della Georgia: Paese alleato dell’UE, che per difendersi dalle rinate velleità imperiali della Russia è motivato a realizzare il processo di integrazione nelle strutture euroatlantiche nel più breve tempo possibile sia sul piano politico, economico e militare che su quello energetico.

Matteo Cazzulani

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