LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GAZPROM HA DECISO: IL SOUTHSTREAM ARRIVERA’ A TREVISO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 21, 2012

Il monopolista russo “premia” la città veneta come terminale di smistamento del gas del Cremlino verso i Paesi dell’Europa Centrale restii a sostenere la politica energetica di Mosca. Il precedente tedesco e l’impatto della progetto nei confronti della sicurezza energetica europea

I percorsi di Nabucco e Southstream

La capitale del radicchio diventerà lo snodo principale della realizzazione dei piani di politica energetica della Russia in Europa centro-meridionale. Nella giornata di mercoledì, 20 Giugno, il monopolista russo, Gazprom, ha comunicato che il punto di arrivo del Southstream in Italia settentrionale sarà ubicato a Treviso.

Noto anche come Gasdotto Ortodosso, il Southstream è un gasdotto concepito dalla Russia per rifornire di gas direttamente l’Europa Occidentale bypassando Paesi politicamente osteggiati dal Cremlino come Polonia, Romania, Moldova e Ucraina. Dopo un primo tratto dalla Federazione Russa alla Bulgaria, Southstream si dividerà in un tronco meridionale verso Grecia e Italia, e un altro, a nord, sarà diretto in Macedonia, Montenegro, Serbia, Slovenia e Pianura Padana.

Il progetto è finanziato da Gazprom e compartecipato dal colosso italiano ENI, dalle compagnie tedesche e francesi Wintershall ed EDF, e da quelle nazionali di Grecia, Macedonia, Serbia, Slovenia e Montenegro.

La scelta di Treviso come punto di arrivo del gasdotto russo non è casuale: la città veneta diventerà infatti il centro di smistamento da cui il gas proveniente dalla Russia sarà inviato ad Austria ed Ungheria attraverso lo sfruttamento in senso contrario della TAG.

Ad oggi, questa conduttura trasporta il gas russo dalla città austriaca di Baumgartner fino a Treviso, e soddisfa più dell’80% del fabbisogno energetico del Nostro Paese. Come illustrato dall’agenzia Finmarket, la Russia intende sfruttare la TAG in senso inverso per consentire l’invio di gas dall’Italia all’Austria e all’Ungheria: il contrario di quanto avviene ora con l’utilizzo di questa conduttura in direzione est-ovest.

La logica del disegno politico che ha premiato Treviso ad avamposto della geopolitica energetica della Russia in Italia è stata sottolineata dal Vice-Capo di Gazprom, Aleksandr Medvedev, che ha ammesso l’esistenza di problemi nelle trattative con l’Ungheria tali da costringere il monopolista russo a individuare percorsi alternativi per rifornire di gas Austria e Italia.

Al tempo dei Governi socialisti, tra il 2006 e il 2009, Budapest ha infatti firmato un accordo com Mosca per la costruzione del Southstream attraverso il proprio territorio, ma i conservatori, saliti al potere nel 2010, hanno congelato la realizzazione del gasdotto sul proprio territorio, preferendo sostenere i progetti sostenuti dall’Unione Europea.

L’Italia come la Germania

Inoltre, la scelta di rifornire Vienna e Budapest per via indiretta attraverso l’Italia è dettato dalle relazioni privilegiate che intercorrono tra Mosca e i singoli Paesi UE. Austria e Ungheria sono infatti tra i Paesi che sostengono la costruzione del Nabucco: gasdotto alternativo al Southstream progettato dalla Commissione Europea per diminuire la dipendenza del Vecchio Continente dal gas russo tramite il trasporto di oro blu estratto in Azerbajdzhan e Turkmenistan.

L’Italia invece ha sempre sostenuto gli interessi energetici di Mosca, anche quando essi sono stati in aperto contrasto con le linee guida dell’Unione Europea. Questo atteggiamento ha fatto sì che il nostro Paese sia stato scelto dalla Russia come principale terminale per l’invio di gas e per il suo smistamento nel centro dell’Europa meridionale.

A confermare questa teoria è la simile politica energetica realizzata da Gazprom in Europa Settentrionale con la costruzione del Nordstream: gasdotto realizzato sul fondale del Mar Baltico per esportare gas in territorio tedesco bypassando Paesi invisi al Cremlino come Polonia e Lituania.

La Germania, che similmente all’Italia è sempre stata tra i più accesi sostenitori della politica energetica di Mosca, è stata “premiata” a terminale di smistamento dell’oro blu russo nella parte settentrionale dell’Europa Centrale, al punto che Polonia e Ucraina saranno presto costrette ad acquistare il gas della Russia da Occidente: e non da Oriente come richiederebbe la logica della geografia.

La realizzazione del Southstream rappresenta un duro colpo per i progetti di diversificazione energetica avviati dalla Commissione Europea. Con la realizzazione del Gasdotto Ortodosso non solo si precluderà lo sfruttamento delle fonti di approvvigionamento alternative centro-asiatica – con cui l’UE ha già firmato accordi – ma aumenterà in maniera esponenziale la dipendenza energetica dell’Europa, in primo luogo dell’Italia, dal solo fornitore russo.

Oltre che danneggiare l’interesse generale europeo, la posizione italiana nell’ambito del Southstream contrasta anche la logica del libero mercato e della concorrenza, ed è molto pericolosa per la sicurezza nazionale di quei Paesi dell’Unione Europea che, essendo privi di rigassificatori e nucleare, non potranno contare su alternative all’oro blu di Mosca in caso di crisi energetica.

Matteo Cazzulani

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