LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

Gazprom mantiene saldamente la leadership energetica in Europa

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on June 20, 2012

Secondo il rapporto dell’autorevole agenzia Interfax, il monopolista russo lega le tariffe del gas ai rapporti politici tra la Russia e i Paesi dell’UE. Premiati francesi, tedeschi, slovacchi e turchi, puniti Polonia, Lituania e Ucraina.

La carota per chi e accondiscendente, il bastone per chi ricorre a vie legali per la risoluzione delle controversie. Nella giornata di martedì, 19 Giugno, l’autorevole agenzia Interfax ha diffuso un report inerente alla politica energetica in Europa del monopolista russo, Gazprom.

Secondo il documento, Gazprom mantiene saldamente una posizione di leadership nel Vecchio Continente grazie al controllo delle forniture di gas che, in attesa dell’avvio dei progetti di sfruttamento dei giacimenti centro-asiatici della Commissione Europea – ad oggi soddisfano più della meta del fabbisogno energetico europeo.

Nel report, particolare attenzione e stata prestata alle tariffe imposte dal monopolista russo agli acquirenti europei. Esse sono strettamente correlate alla natura dei rapporti delle singole compagnie con Gazprom, e riflettono lo stato delle relazioni che a livello politico intercorrono tra gli Stati dell’Europa e la Russia.

Il migliore trattamento e riservato alle compagnie dei Paesi che hanno accettato la costruzione del Nordstream: gasdotto sottomarino, realizzato da Gazprom sul fondale del Mar Baltico per bypassare Paesi politicamente osteggiati da Mosca come Polonia, Lituania e Lettonia, che permette ai russi di esportare il gas direttamente in Europa Occidentale. Al progetto hanno partecipato la compagnia francese Suez-Gaz de France, e l’olandese Gasunie.

Bene anche la posizione delle compagnie nazionali dei Paesi che hanno accettato di collaborare per la realizzazione del Southstream: progetto simile al Nordstream concepito da Gazprom per isolare Romania, Ucraina e Moldova e trasportare oro blu direttamente in Europa Meridionale.

Nei confronti della compagnia turca Botas, il monopolista russo ha concesso un sensibile sconto sulle forniture di gas dopo che la Turchia ha dato il via libera alla costruzione del Southstream nelle proprie acque territoriali.

Secondo il report Interfax, la medesima politica può essere adottata nei confronti della compagnia grava DEPA, con cui Gazprom ha in corso trattative per il transito del Gasdotto Ortodosso – com’è altrimenti noto Southstream.

Ottimi sono i rapporti tra il monopolista russo e la compagnia nazionale slovacca SPP. Essi sono notevolmente migliorati dopo che Bratislava ha rinunciato a ricorrere in tribunale contro Gazprom per ottenere risarcimenti in seguito alla crisi energetica del Gennaio 2009, quando la Russia ha chiuso i rubinetti del gas per destabilizzare la coalizione arancione al governo in Ucraina.

La Bielorussia ha ottenuto un sensibile sconto sulle forniture di oro blu russo fino al 2014, ma non a gratis: nel Novembre del 2011, Minsk ha accordato la cessione a Mosca della compagnia energetica nazionale Beltransgaz e del controllo del sistema infrastrutturale energetico bielorusso.

Polacchi e lituani i più penalizzati

In cima alla lista dei nemici di Gazprom figura la Polonia, che, secondo le ultime previsioni, nel 2012 pagherà il gas ai russi secondo un tariffario superiore a quello degli altri Paesi europei.

Nel Novembre 2011, la compagnia nazionale polacca PGNiG si e rivolta alla’Arbitrato Internazionale di Stoccolma per ottenere dal monopolista russo il ribasso del prezzo del gas a parametri di mercato, tuttavia senza ottenere da Mosca alcuna concessione.

Delicata e anche la situazione della Lituania. Esso e uno dei Paesi più fortemente dipendenti dalle forniture russe che, per evitare il totale controllo di Mosca nel settore energetico lituano, ha deciso di applicare la legge europea espellendo Gazprom dalla gestione dei gasdotti nazionali.

Vilna ha pagato la sua scelta liberale ed europea con l’applicazione di un tariffario salato, che obbliga la compagnia nazionale, Lietuvos Dujos, a notevoli esborsi economici.

Alto e anche il prezzo imposto al maggiore importatore tedesco E.On Ruhrgas, che ha avviato con Gazprom un ricorso presso l’Arbitrato Internazionale per ottenere la revisione al ribasso delle tariffe contrattuali.

Differente invece l’atteggiamento assunto dal monopolista russo nei confronti di un’altra compagnia energetica della Germania, la Wingas, che per evitare tensioni con Mosca ha avviato i lavori per la creazione di una joint-venture con il monopolista russo per la compravendita e il trasporto di gas sul territorio tedesco.

Difficile risulta la situazione dell’Ucraina, che ad oggi paga il gas della Russia a un prezzo di poco più basso rispetto a quello imposto alla Polonia. Gazprom sta cercando di rilevare il controllo dei gasdotti ucraini, e Mosca, a livello politico, e intenzionata a sottrarre Kyiv dalla sfera europea per inglobarla nei propri progetti di integrazione eurasiatica.

Il monopolista russo si e così avvalso dell’aumento tariffario per costringere il colosso energetico ucraino Naftohaz a cedere alla volontà politica del Cremlino.

Matteo Cazzulani

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