LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

OBAMA: “CAMPI DI STERMINIO POLACCHI”. E’ BUFERA IN POLONIA

Posted in Polonia, USA by matteocazzulani on May 31, 2012

Con una gaffe in un’occasione pubblica, il Presidente statunitense definisce i lager hitleriani come polacchi anziché nazisti. Forti le critiche di Varsavia, mentre Washington chiarisce l’accaduto ma non porge le sue scuse. La rabbia del Premier Tusk: “negazionismo”

Il presidente USA, Barack Obama

Una gaffe storica fa vacillare il ben saldo ponte diplomatico tra Washington e Varsavia. Nella giornata di lunedì, 28 Maggio, nel corso di una manifestazione pubblica, il Presidente statunitense, Barack Obama, ha utilizzato il termine “campi di sterminio polacchi” per indicare i lager nazisti in cui, durante la Seconda Guerra Mondiale, morirono in milioni tra ebrei e resistenti al regime hitleriano.

La gaffe è avvenuta durante il conferimento della Medaglia della Libertà a Jan Karski: postino polacco dell’Armia Krajowa – l’esercito della Polonia libera che ha combattuto il nazifascismo al fianco dei britannici – che per primo denunciò in Occidente lo sterminio degli ebrei attuato dai nazisti.

“I partigiani hanno informato Karski sullo sterminio di massa degli ebrei, così lo hanno portato nel ghetto di Varsavia e presso i campi di sterminio polacchi”. ha dichiarato Obama nel corso della premiazione, avvenuta presso la Casa Bianca.

Sul momento, all’infelice uscita di Obama nessuno ha replicato, sopratutto perché il conferimento a Karski della prestigiosa onorificenza è stato considerato come un gesto di notevole importanza da parte dell’inquilino della Casa Bianca.

Tuttavia, il giorno successivo, complice anche lo scarso risalto dato alla questione dai principali media statunitensi – ad eccezione della Fox e di pochi altri – la Comunità polacca ha deciso di fare sentire le proprie ragioni e, anche a livello politico, ha richiesto un dietrofront da parte di Obama.

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski ha riconosciuto le parole del suo collega statunitense come inesatte e dolorose per la Polonia, ma ha illustrato come esse non rispecchino affatto la vera opinione che Obama ha nei confronti di un solido alleato.

Inoltre, Komorowski ha evidenziato come il conferimento della Medaglia della Libertà a Karski sia il riconoscimento civile più importante che un Presidente statunitense abbia mai concesso a un polacco, e ha sottolineato come l’enfatizzazione della questione possa essere dettata unicamente dalla campagna elettorale interna agli USA.

“Se Obama decidesse di scusarsi e di chiarire il suo errore, sarebbe un gesto di notevole importanza da parte degli Stati Uniti d’America per la Polonia e per tutto il Mondo, affinché tali uscite non si ripetano mai più – ha dichiarato l’ex-Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek – il Capo di Stato USA dovrebbe correggere quanto a lui suggerito dai suoi assistenti, non ci sarebbe nulla di errato”.

Concorde sulla necessità da parte di Obama di porgere delle scuse alla Polonia si è detto anche Zbigniew Brzezinski. L’ex-Consigliere alla Politica Estera del Presidente Jimmy Carter – democratico come Obama – ha evidenziato come, tuttavia, non sia necessario dare troppo peso alle affermazioni dell’Inquilino della Casa Bianca, che a più riprese ha dichiarato il suo apprezzamento per il coraggio dimostrato dai polacchi nella lotta al nazifascismo e al comunismo.

Nella tarda serata di martedì, 29 Maggio, l’entourage di Obama ha diffuso i materiali nei quali il Presidente USA ha effettivamente apprezzato i polacchi. L’incaricato della Casa Bianca per i rapporti con la stampa, Jay Carney, ha poi illustrato come l’infelice uscita di Obama non si ripeterà mai più.

L’assenza delle scuse da parte del Presidente USA ha mandato su tutte le furie il Premier polacco, Donald Tusk, che, sempre nella serata di martedì, 29 Maggio, ha convocato una conferenza stampa nella quale, con parole significative, ha condannato il comportamento dell’inquilino della Casa Bianca.

“Quando qualcuno parla di campi di concentramento polacchi nega l’esistenza dei nazisti e di Hitler – ha dichiarato Tusk alla stampa – queste parole hanno sconvolto i polacchi. Abbiamo sempre reagito alle incomprensioni dovute all’ignoranza in merito al nostro passato e ai fatti della Seconda Guerra Mondiale, ma non possiamo restare indifferenti. Dagli amici ci aspettiamo rispetto. Nelle relazioni polacco-statunitensi il rispetto verso il partner più debole è fondamentale per il mantenimento del legame”.

Nonostante la forte presa di posizione di Tusk, da Obama non è pervenuta alcuna scusa per le parole pronunciate. Bensì, il Presidente USA ha preferito congratularsi con il vincitore delle Primarie repubblicane, Mitt Romney, che sfiderà nelle elezioni presidenziali, e e intrattenere contatti telefonici con i principali Capi di Stato e di Governo europei sulla crisi.

La liaison compliquée tra l’Amministrazione Obama e l’Europa Centrale

Lo strappo diplomatico tra Polonia e Stati Uniti è tuttavia lontano dall’essere una prospettiva attuabile. A Varsavia, così come nel resto dell’Occidente – eccetto poche e circoscritte eccezioni – gli Stati Uniti d’America sono riconosciuti come la superpotenza mondiale che, nel passato e nel presente, con il suo ruolo nel pianeta garantisce lo sviluppo della democrazia in aree dove essa è assente.

A rendere bene l’idea della delusione dei polacchi è stato l’autorevole Economist, che ha evidenziato come la gaffe di Obama sia l’ennesimo sgarbo dell’Amministrazione democratica ad un fedele alleato.

L’avvio si è avuto con la rinuncia da parte di Obama alla costruzione dello scudo di difesa antimissilistica con il dislocamento in Polonia di batterie di missili Patriot, rimpiazzati da intercettori privi di capacità difensiva non in grado di rassicurare Varsavia da possibili attacchi provenienti dall’Iran, e dalla Russia, da cui i polacchi si sono minacciati.

Inoltre, Obama ha rifiutato di concedere ai polacchi l’abbattimento dell’obbligo dei visti per l’ingresso negli States richiesto a più riprese dalle Autorità di Varsavia per rafforzare i legami tra le due nazioni.

Matteo Cazzulani

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