LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

AZERBAJDZHAN E STATI UNITI RIATTUALIZZANO IL NABUCCO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 30, 2012

Il rappresentante della compagnia azera SOCAR considera ancora il gasdotto dalla verdiana denominazione un progetto utile per l’indipendenza energetica dell’Europa, mentre il Dipartimento di Stato USA illustra la necessità per Bruxelles di combattere il monopolio della Russia. In forse la realizzazione del ramo settentrionale del Southstream

Il percorso del Nabucco e del Southstream

Nessun progetto è escluso a priori e tutte le strade per l’indipendenza energetica sono degne di considerazione. Questo è il messaggio con cui il rappresentante della compagnia energetica azera SOCAR, Elshad Nasyrov, ha corretto la posizione espressa dalla British Petroleum in merito al Nabucco.

Secondo Nasyrov, il gasdotto dalla verdiana denominazione è un’infrastruttura valida per il trasporto del gas dai giacimenti azeri in Europa sia per quanto riguarda il suo progetto originario – che ha previsto la costruzione di una conduttura dall’Azerbajdzhan all’Austria – sia se si considera la sua variante più corta.

Per limitare le spese, ed evitare la costruzione di un’infrastruttura supplementare sul territorio turco oltre al Gasdotto Transanatolico – TANAP: una conduttura deputata al trasporto del gas azero lungo tutta la Penisola Anatolica – il consorzio incaricato di realizzare il Nabucco ha optato per un suo ridimensionamento ad un Nabucco Occidentale costruito tra l’Austria e la Turchia, e non più l’Azerbajdzhan.

Il gasdotto dalla verdiana denominazione è stato concepito dalla Commissione Europea per allentare la dipendenza dell’UE dal gas della Russia grazie al trasporto diretto nel Vecchio Continente dell’oro blu estratto dal ricco giacimento di Shakh Deniz, in Azerbajdzhan. Esso è sostenuto economicamente dalla compagnia energetica austriaca OMV, turca Botas, tedesca RWE, romena Transgaz e ungherese MOL.

Lunedì, 29 Maggio, il Nabucco ha ottenuto il supporto ufficiale anche degli Stati Uniti d’America, che, per voce della Rappresentante del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland, è stato considerato una proposta indispensabile per l’indipendenza energetica dell’Occidente e un incentivo per garantire la concorrenza nel mercato del gas tra diversi soggetti.

Pochi giorni prima, il portavoce della British Petroleum, Ian Conn, ha ritenuto sia il Nabucco, che il Nabucco Occidentale, due progetti inadatti per trasportare il gas azero in Europa, e ha sostenuto che l’unica infrastruttura in grado di assolvere a tale compito è il Gasdotto Europeo Sud-Est – SEEP. Questa conduttura, supportata finanziariamente dalla stessa British Petroleum e dalla SOCAR, è progettata per collegare l’Azerbajdzhan all’Europa tramite lo sfruttamento delle infrastrutture già esistenti.

“Le dichiarazioni della British Petroleum sono state espresse a titolo personale – ha dichiarato Nasyrov – per la SOCAR sia il Nabucco che il Nabucco Occidentale rappresentano possibili itinerari per il trasporto del gas dai giacimenti di Baku in Europa”.

Niente gas russo in Pianura Padana

La sovrabbondanza di proposte per diversificare le forniture di gas europee sembrerebbe avere messo in difficoltà il Southstream: gasdotto progettato dalla Russia per rifornire direttamente l’Europa Occidentale del proprio gas transitando per il fondale del Mar Nero, bypassando Paesi politicamente osteggiati da Mosca, come Romania, Ucraina, Moldova e Polonia, e affossando sia il Nabucco che la SEEP.

Secondo quanto dichiarato dal monoposto russo Gazprom – che sostiene il progetto assieme al colosso italiano ENI, alle compagnie tedesche e francesi Wintershall ed EDF, e a quella nazionali di Montenegro, Slovenia, Serbia e Macedonia – il Southstream potrebbe non essere realizzato nel suo ramo settentrionale che, secondo i progetti, avrebbe dovuto portare il gas dalla Russia direttamente in Pianura Padana.

D’altro canto, il monopolista russo ha confermato l’intenzione di procedere nella realizzazione del resto del progetto che prevede l’attraversamento del fondale del Mar Nero fino alla Bulgaria, e la prosecuzione di un ramo meridionale verso Grecia e Italia meridionale.

Se realizzato, il tronco settentrionale del Southstream transiterà per Macedonia, Montenegro, Repubblica Srpska, Serbia e Slovenia fino al Tavisio e ad una località del Nord Italia ancora non ufficialmente definita.

Matteo Cazzulani

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