LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LA GRECIA PROMETTE ALL’UE L’INDIPENDENZA ENERGETICA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on May 29, 2012

Nel discorso di apertura della Conferenza Gas e Petrolio di Atene, il Capo della compagnia nazionale greca DEPA, Harry Sachinis, ha comunicato l’avvio dei lavori di sfruttamento dei giacimento di oro blu ubicati nel Mediterraneo Orientale in collaborazione con Cipro. I vantaggi per l’Italia dall’operazione che, se realizzata, potrebbe contare su una fornitura costante differente da quella russa

Il Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger

Due congressi, tre soluzioni per l’indipendenza energetica europea dalla Russia. Nella giornata di lunedì, 28 Maggio, il Capo della compagnia greca DEPA, Harry Sachinis, ha comunicato l’avvio dello sfruttamento dei bacini situati nel Mediterraneo sud-orientale in collaborazione con Cipro.

Come evidenziato nel discorso di apertura della Conferenza Gas e Petrolio di Atene, la compagnia greca ha già avviato il percorso di preparazione per l’estrazione di oro blu dai giacimenti Leviathan e Tamar: due importanti serbatoi situati nelle acque territoriali israeliane, libanesi e cipriote.

Se da un lato i partner di Atene non sono ancora stati definiti ufficialmente – oltre a Cipro è comunque quasi certo che a sostenere la Grecia sarà anche Israele – dall’altro sono già noti i principali beneficiari del progetto di estrazione del gas mediterraneo: oltre alla Commissione Europea – che potrà contare su Atene per realizzare il progetto di diversificazione delle forniture di gas dalla Russia – l’oro blu sarà inviato sopratutto in Italia, Balcani e, più in generale, Europa Meridionale.

Certa è anche l’infrastruttura deputata al trasporto del gas del Mediterraneo orientale in Europa: Sachinis ha comunicato di considerare l’Interconnettore Turchia-Grecia-Italia – ITGI – come il gasdotto più adatto per adempiere alla funzione preventivata da Atene.

Qualora tale scelta fosse confermata, l’Italia otterrebbe notevoli vantaggi: l’ITGI è compartecipato dalla compagnia Edison, e il punto di arrivo del gasdotto -ancora in fase di realizzazione – è fissato in Puglia.

“Dobbiamo anticipare i lavori per trasportare in Europa gas dall’Azerbajdzhan – ha dichiarato il Capo della DEPA – e impedire a Baku di divenire il primo esportatore sul mercato dell’Europa Mediterranea alternativo a Mosca. Questo deve servire di stimolo per il governo greco, quello cipriota, e quello israeliano”.

Le dichiarazioni di Sachinis collimano con quanto contemporaneamente dichiarato dal Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, presso la Conferenza Annuale del Gasdotti di Cracovia.

L’esponente europeo ha evidenziato come il gas sia destinato ad esercitare un ruolo sempre più importante nell’economia dell’Europa, e, per questo, sia necessario per l’UE realizzare infrastrutture che consentano di allentare la dipendenza dal gas della Russia.

Tra i progetti, oltre a nuovi gasdotti che consentano il trasporto di oro blu centro-asiatico in Europa, come il Gasdotto Europeo Sud-Est e il Nabucco, Oettinger ha illustrato l’efficacia dei rigassificatori, la cui produzione negli ultimi tempi è stata notevolmente implementata, sopratutto nella regione del Baltico.

La Lituania estromette Gazprom dai gasdotti nazionali

Particolare esperienza in materia è stata dimostrata dalla Lituania: Paese UE costretto a combattere contro una dipendenza dalla Russia pari a circa il 90% del fabbisogno nazionale.

Per diminuire il legame con l’unico fornitore russo, Vilna non solo ha avviato la costruzione di un importante rigassificatore a Klajpeda – che servirà anche Estonia, Lettonia e parte della Polonia – ma è anche riuscita ad escludere i russi dal proprio mercato energetico nazionale.

Secondo quanto dichiarato dall’autorevole Associated Press, la Lituania ha ripreso il controllo sulla Lietuvos Dujos – la compagnia a cui appartengono i gasdotti del Paese – per mezzo dell’espulsione da essa del monopolista russo, Gazprom, finora padrone del 37% dell’ente energetico nazionale.

La manovra è stata possibile grazie all’applicazione del Terzo Pacchetto Energetico: una legge dell’Unione Europea che vieta agli enti esportatori di gas – come lo è Gazprom per Vilna – il controllo totale o parziale dei gasdotti UE.

Lo scopo con cui la Commissione Europea ha appuntato il Terzo Pacchetto è la tutela della concorrenza e la lotta ai monopoli. Per questa ragione, il Governo lituano ha dichiarato di voler re-privatizzare la Lietuvos Dujos cedendone quote a enti registrati in Lituania o in altri luoghi dell’Unione Europea.

Matteo Cazzulani

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