LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: L’UNIONE EUROPEA SENZA UNA POSIZIONE COMUNE

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on May 15, 2012

Dal vertice dei Ministri degli Esteri UE nessuna intesa su azioni uniche da apportare nei confronti di Kyiv dinnanzi alla detenzione della Leader dell’Opposizione Democratica e di altri dissidenti politici, mentre gli Stati Uniti invitano al rispetto della democrazia e dei diritti umani. Oltre al PPE, a favore dell’eroina arancione si mobilitano anche ALDE e APSDE

Il ministro degli esteri polacco, Radoslaw Sikorski

L’America è rock, mentre l’Europa è ancora troppo lenta e divisa. Nella giornata di lunedì, 14 Maggio, gli Stati Uniti d’America hanno emanato una nota ufficiale per invitare le Autorità ucraine a liberare la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, e rispettare le regole della democrazia e del rispetto dei diritti umani.

Il comunicato, inviato a nome del Governo, ma condiviso da tutte le forze politiche statunitensi, ha seguito di poco la visita alla Tymoshenko dell’Ambasciatore USA, John Tefft, e del Segretario di Stato per i Diritti Umani, Thomas Melia, che grazie a una mobilitazione internazionale hanno ottenuto il permesso di incontrare la Leader dell’Opposizione Democratica presso la cella della colonia penale in cui è detenuta per scontare una condanna di sette anni di reclusione.

John Tefft, che è stato privato di apparati fotografici e del telefonino per evitare la pubblicazione di foto della detenuta, ha rassicurato sul buono stato di salute e l’alto morale della Leader dell’Opposizione Democratica, nonostante lo sciopero delle fame da lei attuato, per circa due settimane, per protestare contro le percosse subite dalle Autorità carcerarie il 20 Aprile.

Se gli Stati Uniti sono compatti nel richiedere la liberazione della Tymoshenko e il rispetto dei diritti umani in Ucraina, l’Unione Europea ancora non è stata in grado di raggiungere una posizione univoca nei confronti del Presidente ucraino, Viktor Janukovych: considerato dall’Opposizione Democratica il vero responsabile dell’ondata di arresti politici che, oltre alla sua energica guida, ha colpito una decina di esponenti del campo arancione.

Sempre lunedì, 14 Maggio, a Bruxelles si è riunito il Consiglio dei Ministri degli Esteri UE, al termine del quale non si è giunti ad alcuna decisione in merito alle azioni da intraprendere nei confronti di Kyiv, come il boicottaggio dei campionati europei di calcio, che l’Ucraina organizzerà con la Polonia.

Secondo l’Alto Rappresentante della Politica Estera UE, Cathrine Ashton, i Capi della Diplomazia dei Paesi dell’Unione Europea mantengono uno stretto contatto per concordare eventuali azioni comuni nel corso di Euro 2012.

Differente è il quadro che appare dalle dichiarazioni dei singoli Ministri degli Esteri, da cui risulta che a prevalere nel vertice sia stata la linea “soft” proposta dalla Polonia, che ritiene pericoloso isolare l’Ucraina in quanto il suo allontanamento di dall’Occidente favorisce lo scivolamento di Kyiv nella sfera di influenza geopolitica della Russia.

Come dichiarato dal Capo della Diplomazia polacca, Radoslaw Sikorski – con cui nei giorni precedenti è intercorso un dialogo telefonico a riguardo della Tymoshenko con il Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi -l’Ucraina ha ancora tempo per scegliere se seguire gli standard europei o il modello autoritario della Bielorussia di Lukashenka,e il vero banco di prova per verificare la maturità di Kyiv sono le Elezioni Parlamentari, e non il campionato di calcio.

Concorde con Sikorski si è detto il suo collega svedese, Karl Bildt, che ha escluso il boicottaggio del campionato di calcio, e ha illustrato come l’Ucraina abbia ancora tempo per dimostrare la propria maturità in senso democratico, sopratutto per quanto riguarda il caso di Julija Tymoshenko.

Chi invece ha sostenuto la linea dura sono stati i Capi della Diplomazia di Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi, che hanno comunicato l’assenza di propri esponenti alle partite della manifestazione calcistica che si svolgeranno in Ucraina, come proposto dal Cancelliere tedesco, Angela Merkel, e sostenuto dal Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, dal Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, e dal Presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz.

Hannes Swoboda ribadisce: “Basta con la collaborazione tra i socialdemocratici europei e Janukovych”

Oltre alla maggioranza dei Capi di Stato e di Governo e dei Ministri degli Esteri, tutti appartenenti al Partito Popolare Europeo, a mobilitarsi sono state anche le altre forze politiche dell’UE. Come riportato dall’autorevole UNIAN, il Capogruppo dell’Alleanza dei Liberali e dei Democratici Europei, Guy Verhofstad, ha espresso la volontà di incontrare la Tymoshenko nella sua cella con una delegazione composta dalla forza politica da lui guidata.

Risoluto è stato anche l’intervento del Capogruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici Europei, Hannes Swoboda, che in un’intervista alla Deutsche Welle ha ribadito di volere interrompere la collaborazione tra il centrosinistra europeo e il Partija Rehioniv – il partito del potere ucraino – dinnanzi all’involuzione democratica impressa a Kyiv da parte del Presidente Janukovych.

Il Parlamentare Europeo austriaco – che il 14 Gennaio ha avanzato simile proposta dalle pagine del portale Lombardi Nel Mondo – ha illustrato come il trattamento disumano riservato alla Tymoshenko e agli altri detenuti politici del campo arancione siano fatti inaccettabili per continuare una collaborazione con un soggetto partitico UE, che proprio sulla difesa della democrazia e sulla tutela dei diritti umani fonda la sua ratio vitae.

Matteo Cazzulani

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