LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO: BRONISLAW KOMOROWSKI LANCIA UN APPELLO ALL’UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on May 10, 2012

Il Presidente polacco invita le forze politiche ucraine a modificare la legislazione risalente all’epoca sovietica con la quale la Leader dell’Opposizione democratica, Julija Tymoshenko, è stata condannata al carcere per ragioni politiche. Il Capo di Stato lituano, Dalija Grybauskaite, intenzionata a visitare l’anima della Rivoluzione Arancione nella colonia penale in cui è detenuta, e a convocare un vertice urgente tra i Paesi dell’Europa Centrale

Il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski

Dalla carota della Polonia al fioretto della Lituania, i Paesi del centro dell’Europa si sono attivati per la liberazione della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, e per l’integrazione europea dell’Ucraina.

Nella giornata di mercoledì, 9 Maggio, il Presidente polacco, Bronislaw Komorowski, ha rivolto un appello pubblico al suo collega ucraino, Viktor Janukovych, affinché i principi della libertà e della democrazia siano rispettati sulle Rive del Dnipro, e sia così permesso il cammino di Kyiv sulla strada dell’integrazione europea.

Nello specifico, Komorowski ha ribadito come l’arresto politico della Tymoshenko sia la causa della contrarietà della maggioranza dei Paesi dell’Europa Occidentale al sostegno della firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina – un documento già negoziato, ma non ancora firmato, con cui Bruxelles è pronta a concedere a Kyiv lo status di partner privilegiato.

“Il completamento delle trattative per la firma dell’accordo di Associazione è un merito che riconosciamo a Janukovych: la Polonia è da sempre favorevole alla sua ratifica – ha dichiarato Komorowski – ma faccio appello a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, affinché la voce per cui è stata arrestata la signora Julija Tymoshenko, che appartiene a un’epoca oramai chiusa, sia cancellata”.

Il riferimento del Capo di Stato polacco è all’articolo 165 del Codice Penale ucraino, che risale all’epoca sovietica. E’ in nome di esso che la Leader dell’Opposizione Democratica è stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento per decisioni prese sul piano politico durante il suo ultimo premierato, nel Gennaio 2009.

Komorowski avrebbe dovuto esporre il suo appello expressis verbis a Jalta, in occasione del Vertice dei Paesi dell’Europa Centrale, che Janukovych tuttavia ha cancellato per via dell’assenza della quasi totalità dei suoi colleghi: indignati per la condotta antidemocratica delle Autorità di Kyiv.

Oltre a Komorowski, tra i pochi Presidenti che hanno deciso di non boicottare il vertice di Crimea, per evitare che un aperto isolamento possa spingere l’Ucraina nella zona di influenza della Russia, sono stati anche il Presidente della Slovacchia, Ivan Gasparovic, quello della Moldova, Nicolae Timofti, e quello della Lituania, Dalija Grybauskaite.

Quest’ultima ha accettato di presenziare a Jalta solo dopo avere ottenuto la promessa da parte del collega ucraino di potere visitare la Tymoshenko presso la sua cella nella Colonia Penale Femminile Kachanivs’kyj di Kharkiv. Nonostante il rinvio del summit, la Grybauskaite ha dichiarato l’intenzione di volere comunque recarsi in Ucraina per incontrare la Leader dell’Opposizione Democratica, e ha invitato i colleghi dei Paesi che hanno deciso per il no al boicottaggio del vertice di Crimea a un incontro a Kyiv dedicato alla questione dei rapporti ucraino-europei.

Continua la repressione del dissenso

Su una posizione decisamente più radicale si sono schierati gli altri Stati dell’Europa Centrale che non confinano con l’Ucraina – Ungheria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria e Albania – e quelli dell’Europa Occidentale con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, in prima fila. Essi hanno optato per una linea dura nei confronti di Janukovych – che è riconosciuto come il vero responsabile della repressione politica a carico della Tymoshenko – mirante rispettivamente all’assenza dal vertice di Jalta, e al boicottaggio del campionato europeo di calcio, che l’Ucraina ospiterà con la Polonia.

In risposta alla presa di posizione del Vecchio Continente, a Julija Tymoshenko – che ha terminato uno sciopero della fame di due settimane – sono state concesse le cure del suo medico di fiducia, il tedesco Lutz Harms: necessarie per guarire l’ernia al disco di cui è affetta – e che finora è stata trascurata dalle Autorità carcerarie per tutti i circa nove mesi di detenzione.

Tuttavia, la condotta autoritaria dell’Amministrazione Presidenziale ucraina non si è interrotta, e nella serata di mercoledì, 9 Maggio, il braccio destro della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Turchynov, è stato convocato senza preavviso in Procuratura per un interrogatorio.

Oltre a Turchynov, sono circa una ventina i dissidenti ucraini ad essere stati indagati dalla magistratura per ragioni politiche, quando non addirittura processati, arrestati o costretti all’esilio.

Tra i detenuti di spessore, oltre alla Tymoshenko, figurano l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, l’ex-Vice Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, e l’ex-Vice Ministro all’Ambiente, Heorhij Filipchuk, mentre l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko, hanno ottenuto asilo politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

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