LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

SCUDO SPAZIALE: LA RUSSIA RIALZA LA TENSIONE CON L’OCCIDENTE

Posted in Russia by matteocazzulani on May 6, 2012

Il Capo delle Forze Armate russe, Nikolaj Makarov, minaccia attacchi militari in Europa per contrastare la realizzazione del sistema di difesa antimissilistico della NATO nel Vecchio Continente. Le rassicurazioni del Segretario Generale dell’Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen, e del Cancelliere tedesco, Angela Merkel. Dietro le minacce di Mosca, il ritorno alla presidenza di Vladimir Putin

Il Presidente russo, Vladimir Putin

La strategia della tensione e la guerra balistica tornano di moda alla vigilia dell’inaugurazione del ritorno alla presidenza di Vladimir Putin. Nella giornata di giovedì, 3 Maggio, il Capo del Quartier Generale delle forze animate della Russia, Nikolaj Makarov, non ha escluso la realizzazione di operazioni militari dirette contro alcuni Paesi dell’Unione Europea e dell’Occidente.

Nello specifico, Makarov ha sottolineato la possibilità di posizionare missili Iskander nell’enclave di Kaliningrad – una fetta di territorio sulle rive del Mar Baltico tra la Polonia e la Lituania controllata dalla Federazione Russa – pronti per colpire obiettivi sensibili in Europa se la NATO non interromperà l’installazione del sistema di difesa antimissilistica nel Vecchio Continente.

“Il progetto della NATO è destabilizzante – ha dichiarato Makarov, come riportato dall’autorevole Interfax – tutti i mezzi a nostra disposizione saranno presi in considerazione durante una situazione di conflitto come quella attuale”.

Una risposta ai russi è pervenuta dal Segretario Generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, e dal Cancelliere tedesco, Angela Merkel, che sabato, 5 Maggio, in una conferenza stampa congiunta, hanno rigettato ogni accusa di voler instaurare un clima di terrore nel Vecchio Continente.

In particolare, Rasmussen ha ribadito come il progetto di difesa antimissilistico della NATO in Europa non sia orientato contro la Russia, ma sia privo di capacità offensiva, e concepito per rispondere ad eventuali minacce balistiche provenienti da Iran e Corea del Nord. Inoltre, il Segretario Generale della NATO ha ricordato come l’Alleanza Atlantica ha cercato a più riprese di coinvolgere anche Mosca nella realizzazione del progetto, ad esempio offrendo al Cremlino la partecipazione in una commissione congiunta per lo scambio reciproco di dati sugli armamenti.

“Continueremo con la politica del dialogo e della concertazione – ha dichiarato la Merkel – ma la Russia non ha nulla da temere, perché l’iniziativa non è orientata contro Mosca, né rappresenta una minaccia per i russi. Cerchiamo la fiducia reciproca, lo scudo spaziale rafforza la sicurezza anche del Cremlino”.

Il terzo mandato di Putin alla base delle minacce

Noto anche come Scudo Spaziale, il sistema di difesa antimissilistico NATO è uno dei punti di maggiore incomprensione tra la Russia e l’Occidente, nonostante il progetto abbia una valenza puramente difensiva.

Infatti, esso prevede l’installazione di una posizione radar in Polonia, e la dislocazione di intercettori balistici, senza alcuna testata, a rotazione nella base polacca di Redzikowo, in Pomerania, e in alcuni Paesi dell’Europa Centrale, come la Romania, la Turchia.

Secondo alcuni politologi, le minacce di Mosca nei confronti dell’Occidente sono un chiaro segnale che la Russia avrebbe lanciato alla vigilia dell’insediamento alla Presidenza della Federazione di Vladimir Putin, che durante l’ultima campagna elettorale a più riprese ha minacciato la NATO e l’Europa di ricorrere all’uso della forza per affermare la supremazia geopolitica del Cremlino nel Vecchio Continente.

Lecito evidenziare come lo scudo spaziale attualmente previsto dalla NATO, rappresenti, su pressione della presidenza USA del democratico Barack Obama, una versione di gran lunga differente rispetto al precedente piano che è stato concepito dall’amministrazione repubblicana di Ronald Reagan negli anni Ottanta, e che è stato poi elaborato durante il secondo mandato del Presidente George W Bush.

Esso ha previsto l’installazione di una postazione radar in Repubblica Ceca, e il posizionamento di missili Patriot – questi si dotati di capacità offensiva – in Polonia.

Praga e Varsavia hanno accettato di partecipare al progetto nell’Agosto 2008, solo in seguito all’invasione dell’esercito russo in Georgia: un evento che dinnanzi al cronico immobilismo politico dell’Unione Europea – allora guidata dalla presidenza di turno del Capo di Stato francese Nicolas Sarkozy – ha spinto i Paesi dell’Europa Centrale a vedere nella NATO, e non nell’UE, l’unico soggetto in grado di tutelare l’indipendenza militare e la sicurezza militare nel cuore dell’Europa da un possibile attacco proveniente da Mosca.

Matteo Cazzulani

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