LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

MAXIACCORDO ENI-ROSNEFT: L’ITALIA E’ SEMPRE PIU DIPENDENTE DALLA RUSSIA SUL PIANO ENERGETICO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 27, 2012

Il colosso italiano e quello russo creano una joint-venture per lo sfruttamento dei giacimenti nel mare di Barents e nel Mar Nero ricchi di gas e greggio a condizioni di una certa rilevanza finanziata per il Cane a Sei Zampe, che sarà costretto a un ingente esborso economico e a una quota minoritaria nel progetto. il Precedente della Exxonmobile

Il Presidente russo, Vladimir Putin

Il cane a sei zampe potrà zampettare nelle lande ghiacciate dell’Oceano Artico ricche di gas e greggio, ma lo farà a caro prezzo sia economico che politico. Nella giornata di mercoledì, 25 Aprile, il colosso energetico italiano ENI e quello russo Rosneft hanno firmato un protocollo d’intesa che consente all’ente di San Donato l’accesso allo sfruttamento dei giacimenti del Mare di Barents e di alcuni siti del Mar Nero.

L’accordo, che è stato raggiunto e firmato a Mosca, alla presenza del Presidente russo, Vladimir Putin, prevede la creazione di una joint-venture tra Rosneft ed ENI che, a partire dal 2015, sarà impegnata in lavori di sfruttamento per un investimento pari a 125 miliardi di Dollari.

Oltre all’opportunità di accedere ad alcuni dei giacimenti più ricchi del pianeta, per ENI l’intesa con Rosneft significa nel breve termine costi e concessioni di quantità rilevante. Il colosso energetico italiano si è impegnato a cedere ai russi partecipazioni in importanti progetti in Africa settentrionale – dove già l’Italia ha visto drasticamente ridimensionassi il proprio ruolo n seguito alla guerra di Libia del Marzo 2011 – e a pagare le spese per la realizzazione degli studi geologici, pari a 2 miliardi di Dollari. Inoltre, nella joint-venture che si andrà a creare, ENI possederà solo il 33,3% delle azioni, mentre ai russi resterà il 66,7%.

Come osservato dall’autorevole centro di analisi OSW, l’accordo tra ENI e Rosneft rientra nella serie di stretti contratti che il colosso russo sta stringendo con altri enti dalla cospicua rilevanza, attratti dalla promessa delle autorità russe di concedere sconti e agevolazioni economiche a quelle compagnie che accetteranno di investire in progetti ubicati nella Federazione Russa o nei giacimenti da essa controllati.

Il caso più eclatante è stata l’intesa firmata tra la Rosneft e il colosso statunitense ExxonMobile, che ha riguardato proprio lo scambio di compartecipazioni in importanti progetti di sfruttamento di giacimenti nel Mare di Barents, nel Mar Nero e anche nel Mare di Kara.

Rosneft come Gazprom

Per l’Italia l’accordo firmato con Rosneft inasprisce il legame – e la dipendenza – che unisce Roma a Mosca sul piano energetico, sul quale il colosso ENI già è noto per essere uno dei principali partner mondiali di Gazprom: l’ente che detiene il monopolio della compravendita e dell’esportazione di gas in Europa.

L’asse tra ENI e Gazprom è tanto forte al punto che a più riprese il monopolista russo si è avvalso dell’aiuto proprio delle compagnie alleate – tra cui il Cane a Sei Zampe – per affossare progetti varati dalla Commissione Europea con la finalità di diminuire la dipendenza energetica del Vecchio Continente dalle esportazioni di oro blu provenienti dalla Russia.

Matteo Cazzulani

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