LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

JURIJ LUCENKO: AL VIA IL RICORSO ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 18, 2012

L’esponente dell’Opposizione Democratica ucraina ha esposto ricorso presso il Tribunale UE contro l’arresto a suo carico inflittogli dalle Autorità ucraine nell’ambito di un’ondata di processi politici che, oltre a lui, ha colpito un’altra decina di personalità di spicco del campo arancione. Peggiorano le condizioni di salute di Julija Tymoshenko

L'ex-ministro degli Interni, Jurij Lucenko

Lussemburgo, Svezia, Repubblica Ceca, Irlanda, Germania, Francia, Slovenia e addirittura il piccolo Lichtenstein. Questi sono i Paesi di provenienza del collegio dei magistrati che, nella giornata di martedì, 17 Aprile, ha avviato l’analisi presso la Corte Europea per i Diritti Umani di Strasburgo del ricorso presentato dall’oppositore ucraino Jurij Lucenko.

Il politico, noto per avere guidato il Ministero degli Interni tra il 2005 e il 2009, e per essere stato uno dei Leader del processo democratico ucraino del 2004, passato alla storia come Rivoluzione Arancione, si è rivolto alla Corte Europea per contestare la condanna a quattro anni di detenzione in isolamento, più altri tre di esclusione dalla vita politica, che gli è tata sentenziata il 27 Febbraio 2011.

Come illustrato da Valentyna Telychenko, l’avvocato difensore dell’ex-Ministro degli Interni, le Autorità giudiziarie ucraine sono accusate di avere manipolato le norme processuali per discreditare ed escludere dalla vita politica del Paese un esponente di spicco dell’Opposizione Democratica che, una volta costretto al carcere, per legge non può guidare alcun partito per le prossime elezioni parlamentari.

Contrario il parere delle Autorità ucraine, che hanno sottolineato come il procedimento a carico di Lucenko non abbia infranto alcuna delle norme della Convenzione per i Diritti Umani. Secondo la rappresentante di Kyiv, Valerija Lutkovs’ka, in merito al politico arancione sussistono le condizioni per l’arresto, e lo status di guida di uno dei principali soggetti partitici in Ucraina non consente all’esponente dell’Opposizione Democratica alcuna forma di immunità.

Ascoltate le parti, la giuria si è riunita in camera di consiglio a porte chiuse, e, sopratutto tenendo conto delle precarie condizioni di salute di Lucenko, ha promesso l’emanazione di un verdetto in tempi brevi. Ciò nonostante, è difficile che il parere della Corte Europea per i Diritti Umani possa modificare la sentenza del Tribunale ucraino, né modificare una tendenza autoritaria che, negli ultimi due anni, ha portato a Kyiv all’arresto di una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica, tra cui, oltre a Lucenko, anche la sua Leader, Julija Tymoshenko.

Peggiorano le condizioni di salute di Julija Tymoshenko

Proprio riguardo all’ex-Primo Ministro, nella giornata di sabato, 14 Aprile, un pool di medici tedesco – che nel mese di Febbraio ha già visitato la Tymoshenko in carcere assieme ad un’équipe di dottori canadesi – ha riscontrato un peggioramento dello stato di salute della Leader dell’Opposizione Democratica, ed ha escluso la possibilità che ella possa prendere parte in prima persona alle sedute dei processi che ancora si stanno celebrando a suo carico.

L’11 Ottobre 2011, Julija Tymoshenko è stata condannata a sette anni di detenzione in isolamento, più altri tre di esclusione dalla vita politica, per avere firmato nel Gennaio 2009 accordi energetici ritenuti sconvenienti per le casse dello Stato. Il Verdetto, confermato dalla Corte d’Appello il 24 Dicembre, è maturato dopo un processo celebrato in maniera irregolare: con l’imputata detenuta preventivamente in carcere, la difesa sistematicamente privata dei propri diritti, e prove a sostegno dell’accusa montate ad hoc – addirittura datate il 31 Aprile.

Condanne al trattamento subito da Julija Tymoshenko – per il quale la Leader dell’Opposizione Democratica ha ritenuto responsabile direttamente il Presidente, Viktor Janukovych, sono state espresse da Unione Europea, Stati Uniti d’America, ONU, NATO, Consiglio d’Europa, Canada, Australia, e dalle principali ONG internazionali indipendenti come Freedom House ed Amnesty International.

Preso atto della mancata imparzialità della magistratura ucraina, anche gli avvocati di Julija Tymoshenko, similmente a quelli di Jurij Lucenko, hanno deciso di esporre ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo per ottenere giustizia presso le istituzioni dell’UE.

Matteo Cazzulani

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