LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’Italia ascolta Julija Tymoshenko: liberato Avakov

Posted in Ukraina by matteocazzulani on April 13, 2012

La Corte d’Appello di Roma rilascia in libertà l’oppositore ucraino Arsen Avakov, arrestato lo scorso 26 Marzo a Frosinone per un mandato di cattura internazionale emanato sulla base di un Articolo del Codice Penale sovietico. Le Autorità ucraine diffondono una versione diversa dei fatti, e in patria attuano l’ennesimo arresto politico nei confronti di un esponente del campo arancione.

Sara si in piena crisi economica, ma l’Italia ha saputo dare lezioni di democrazia. Nella giornata di giovedì, 12 Aprile, la Corte d’Appello di Roma ha rilasciato l’oppositore ucraino Arsen Avakov: il Segretario Regionale di Kharkiv del principale Partito dell’Opposizione Democratica, Bat’kivshchyna, trattenuto dalla Polstrada di Frosinone dal 26 Marzo per via di un mandato di cattura internazionale.

Come dichiarato dall’Avvocato del dissidente ucraino, Corrado D’Oliviero, la Corte, dopo avere preso atto della documentazione presentata dalle parti, tra cui la richiesta della Difesa di considerare l’assistito un perseguitato politico, ha ritenuto necessaria l’immediata liberazione di Avakov, in quanto costui non e considerabile come un soggetto socialmente pericoloso che potrebbe lasciare il Paese.

Ciò nonostante, per l’oppositore ucraino l’iter giudiziario non e ancora terminato: in una prossima seduta, la Corte d’Appello di Roma vaglierà la richiesta di estradizione che le Autorità ucraine hanno prontamente emanato in seguito alla notizia del suo arresto.

Avakov e accusato di abuso d’ufficio in base all’Articolo 365 del Codice Penale Ucraino: una norma ereditata dalla norma sovietica, in base alla quale dalla salita al potere del Presidente, Viktor Janukovych, sono stati interrogati e processati più di dieci politici del campo arancione, e sono stati arrestati tre esponenti di spicco dell’Opposizione Democratica, tra cui la sua Leader, Julija Tymoshenko.

Proprio la carismatica guida del processo democratico ucraino del 2004, passato alla storia come “Rivoluzione Arancione”, si e appellata alle Autorità italiane per liberare il dissidente e non concedere a Kyiv l’estradizione: una decisione che avrebbe consegnato Avakov a un sicuro processo politico e a una condanna già scritta: il medesimo procedimento che, dall’Agosto all’Ottobre del 2011, e toccato alla stessa Tymoshenko.

A Kyiv menzogne e un altro arresto politico

Nonostante le decisioni della Corte d’Appello di Roma, le Autorità ucraine hanno emanato una nota ufficiale secondo la quale, in base a loro informazioni, ad Avakov sarebbe stata sentenziata una condanna agli arresti domiciliari in vista del vaglio della richiesta di estradizione.

Altresì, come ha illustrato Oleksandr Babikov, il Capo del distaccamento della Procuratura Generale di Kharkiv – la città dell’oppositore ucraino – Avakov avrebbe chiesto asilo politico alla Lituania: dove sua moglie avrebbe registrato un’impresa privata.

Inoltre, quasi in contemporanea con il verdetto della Corte d’Appello di Roma, a Kyiv e stato arrestato l’ennesimo esponente dell’Opposizione Democratica: sempre con l’accusa di abuso d’ufficio, l’ex-Vice Ministro della Difesa, Valerij Ivashchenko, e stato condannato a cinque anni di detenzione più tre di interdizione dalla vita politica, e alla confisca dei propri beni immobili.

Con Ivashchenko sale a quattro il numero dei detenuti politici in Ucraina: un club a cui, oltre alla Tymoshenko, appartengono anche l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko, e l’ex-Ministro dell’Ambiente, Heorhij Filipchuk, mentre ad essere riusciti a scampare al carcere, grazie all’ottenimento dell’Asilo Politico in Repubblica Ceca, sono stati l’ex-Ministro dell’Economia, Bohdan Danylyshyn, e il marito della Leader dell’Opposizione Democratica, Oleksandr Tymoshenko.

Ripetute condanne a quello che e stato definito come un regresso della democrazia in Ucraina sono state espresse da Unione Europea, Stati Uniti, ONU, NATO, Consiglio d’Europa, e dalle principali ONG internazionali indipendenti.

Matteo Cazzulani

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