LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: AGGIRATA DALLA RUSSIA, LA POLONIA SI RIFUGIA IN EUROPA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on April 5, 2012

Il monopolista russo, Gazprom, interrompe l’invio di oro blu nei gasdotti polacchi per costringere Varsavia a cedere il totale controllo del suo sistema infrastrutturale energetico a Mosca, ma la compagnia Gazprojekt ottiene la possibilità di sfruttare i progetti di indipendenza energetica dell’Unione Europea

Il Premier polacco, Donald Tusk

La politica energetica comune europea come ancora di salvataggio dall’imperialismo gasato russo. Nella giornata di lunedì, 3 Aprile, l’ente monopolista per la compravendita del gas russo, Gazprom, ha annunciato l’intenzione di ridurre al minimo il transito di oro blu destinato alla Germania attraverso il territorio polacco.

La decisione di chiudere i rubinetti alla Polonia è stata dettata dalla volontà di Varsavia di rispettare il Terzo Pacchetto Energetico: la legge dell’Unione Europea che, per liberalizzare il mercato del gas, vieta la gestione dei gasdotti agli enti che si occupano anche della compravendita dell’oro blu, sopratutto se registrati al di fuori del Vecchio Continente, come Gazprom.

Questo provvedimento UE ha avuto particolari ricadute per quanto riguarda il gasdotto Jamal-Europa, di cui la Russia si è finora servita per trasportare il gas a Germania e Francia. Esso attraversa da est a ovest la Polonia, è posseduto dalla società EuRoPolGaz, controllata da Gazprom, ma, in seguito alla direttiva europea, è gestito dall’ente statale polacco Gaz System, che è deputato al controllo dell’intero sistema infrastrutturale energetico del territorio della Polonia.

I russi hanno cercato a più riprese di ottenere il pieno controllo dei gasdotti polacchi: dapprima, inserendone la completa cessione nel corso delle trattative per l’accordo energetico del 2010, poi, considerata l’impossibilità di infrangere la legge UE, hanno impugnato una clausola di un accordo tra Mosca e Varsavia risalente al 2005, secondo la quale la Russia ha il diritto unilateralmente di limitare l’invio di gas alla Polonia.

Come riportato dall’autorevole Gazeta Wyborcza, i russi potrebbero avere la meglio sui polacchi, in quanto negli accordi tra Unione Europea e Russia è stabilito che i regolamenti UE non possono in alcun modo interferire con i contratti energetici firmati prima del 1995. Del resto, una conferma è pervenuta anche dal Primo Ministro della Polonia, Donald Tusk, secondo il quale Varsavia è legata a Mosca da trattati per il gas firmati prima dell’ottenimento dello status di candidato alla membership continentale.

L’accerchiamento della Polonia sembra quindi essere destinato a compiersi, anche perché Gazprom ha già iniziato a trasferire la quota di gas, che finora è transitata per il Jamal-Europa, al NordStream: gasdotto costruito dalla Russia sul fondale del Mar Baltico per rifornire direttamente la Germania, e bypassare Paesi dell’Unione Europea politicamente invisi al Cremlino come Polonia e Lituania.

Tuttavia, per la parte polacca una soluzione all’accerchiamento russo-tedesco, e alla politica del divide et impera con cui la Russia sta estendendo il suo monopolio energetico e politico nel Vecchio Continente, potrebbe essere la realizzazione del Corridoio Meridionale: un sistema di gasdotti che l’Unione Europea ha in cantiere per importare gas di provenienza centro-asiatica e, così, diminuire la dipendenza dal Cremlino.

Come riportato dall’autorevole Trend, nella giornata di martedì, 3 Aprile, la compagnia polacca Gazprojekt ha ottenuto l’appalto per la costruzione del Gasdotto polacco-slovacco: un’infrastruttura che permetterà alla Polonia di importare gas dal Corridoio Meridionale, e che costituirà uno dei rami principali del Corridoio Nord-Sud, un’altro progetto dell’UE concepito per rafforzare la sicurezza energetica di Bruxelles.

La Bulgaria passa al Nabucco

A proposito del Corridoio Meridionale, importante è la presa di posizione della Bulgaria che, mercoledì, 4 Aprile, ha concesso lo status di progetto di interesse nazionale al Nabucco: una delle due infrastrutture che potrebbero essere scelte dall’Azerbajdzhan per veicolare gas centro-asiatico in Europa.

L’altra infrastruttura è il Gasdotto Trasadriatico – TAP – il quale, a differenza del progetto dalla verdiana denominazione, potrebbe importare l’oro blu azero e turkmeno direttamente in Italia, più precisamente in Puglia.

Matteo Cazzulani

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