LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ANCHE LA SLOVACCHIA HA IL SUO “ORBAN”

Posted in Slovacchia by matteocazzulani on March 11, 2012

Nelle elezioni parlamentari slovacche anticipate, il Partito socialdemocratico SMER raccoglie la maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento, e consente al suo Segretario, Robert Fico, la formazione di un governo monocolore, per la prima volta nella storia del suo Paese. Già alla guida dell’esecutivo tra il 2006 e il 2010, quando si è distinto per i proclami xenofobi contro la minoranza ungherese e le leggi-bavaglio nei confronti dei mezzi di informazione, il nuovo Premier ha promesso l’aumento delle tasse per ridurre il deficit e garantire il welfare state

Il Primo Ministro slovacco, Robert Fico

Bratislava come Budapest: un paragone dettato non solo dal fascino delle due capitali centro-europee, ma, da oggi, anche dagli equilibri politici presso le due città. Nelle Elezioni Parlamentari slovacche di sabato, 10 Marzo, il Partito socialdemocratico SMER ha ottenuto il 44,7% dei voti: una percentuale che consente al suo Segretario, Robert Fico, di contare su una maggioranza assoluta in Parlamento, pari a 86 seggi su 150.

Proprio il numero dei deputati su cui il neo-eletto Premier può contare per formare un Governo monocolore è stato l’elemento che ha portato i principali media ad accomunare Fico al Primo Ministro ungherese, Viktor Orban, il quale, a Budapest, una volta sconfitta la maggioranza parlamentare uscente socialdemocratica – travolta da scandali di corruzione e pubblicamente discreditata – si è trovato a governare senza bisogno di ricorrere ad alleanze con altre forze politiche.

Uno scenario, quello del governo in solitaria, che Fico non ha escluso, sebbene, sull’onda dell’euforia dei risultati del conteggio dei voti, nel cuore della notte, abbia dichiarato di essere pronto a istituire una coalizione con tutte quelle forze politiche che condividono il suo programma. Una prospettiva che, tuttavia, i principali commentatori politici sembrano escludere a causa delle proposte troppo radicali avanzate da Fico in campagna elettorale.

Nello specifico, Fico ha promesso nuove tasse per garantire il welfare state e tagliare il deficit di bilancio. Tra i provvedimenti in cantiere ci sarà sicuramente una super-imposta del 22% sui redditi delle persone che guadagnano più di 33 Mila Euro all’anno e, di pari passo, un piano di azioni volte ad accrescere il PIL e aumentare i salari: ad oggi tra i più bassi d’Europa.

“Siamo contro le privatizzazioni, a favore di garanzie protezione legale ai lavoratori, e per investimenti pubblici di ampio raggio – ha dichiarato Fico dinnanzi ai suoi elettori – abbiamo colto la scommessa e dimostreremo quanto è importante poter contare su solide finanze pubbliche”.

Tra nazionalismo e limitazione della libertà di stampa

Già membro del Partito Comunista di Cecoslovacchia, poi convertitosi alla socialdemocrazia e alla tutela del libero mercato, Fico ha già guidato il governo slovacco dal 2006 al 2010. Allora, si è distinto per la severa campagna di correzione delle politiche fiscali del precedente esecutivo di centro-destra con l’applicazione di tasse su banche, ceti più abbienti e principali industrie.

Di pari passo, è stato protagonista di proclami al limite dello xenofobo contro la minoranza ungherese, e ha incoraggiato l’approvazione di una legge bavaglio sui media, per la quale è stato accusato di mancato rispetto della libertà di stampa.

A riportare al governo il Segretario socialdemocratico è stato uno scandalo di corruzione che ha colpito i suoi rivali, e la seguente caduta prematura del governo su una tematica europea. In un’operazione denominata “Gorilla”, il controspionaggio slovacco ha smascherato un giro di malaffare, avvenuto nel 2005 e nel 2006, tra gruppi di potere finanziario e l’allora maggioranza di governo di centro-destra.

Una sorta di tangentopoli slovacca che, al momento della sua pubblicazione, nel Dicembre 2011, ha travolto anche l’esecutivo allora in carica, anch’esso di orientamento moderato, e guidato dalla Leader dell’Unione Slovacca Cristiana e Democratica SDKU, Iveta Radicova.

Sulla scia del “Gorilla”, la Radicova non solo ha perso progressivamente il consenso degli elettori, ma anche quello dei suoi partner di coalizione, tra cui il partito Libertà e Giustizia – SaS – il quale, contrario all’aumento del fondo di garanzia versato dalla Slovacchia nel Fondo Europeo per la Stabilità Finanziaria – EFSF – il 12 Ottobre le ha votato la sfiducia, e così, ha provocato la prima caduta di un governo a causa della crisi dell’Euro.

“L’Unione Europea può contare sul governo Smer, perché dimostreremo di essere un piccolo Paese che vuole rimanere in Europa, e mantenere la divisa unica” ha dichiarato Fico dinnanzi ai suoi elettori, sempre a notte fonda. Ciò nonostante, come sottolineato su Gazeta Wyborcza dall’esperto di politica slovacca Lubosz Palata, durante la campagna elettorale il Segretario socialdemocratico ha trattato raramente il tema dell’Europa, e, sempre secondo l’esempio del suo collega ungherese, Viktor Orban, non è escluso che possa tassare le imprese energetiche e quelle dedicate alla telecomunicazione.

Matteo Cazzulani

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