LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ISRAELE E IRAK: IL NUOVO ELDORADO ENERGETICO

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on March 4, 2012

Un giacimento di gas presso le coste mediterranee israeliane dalle cospicue potenzialità è conteso tra l’UE e la Russia: quest’ultima, intenzionata a disinnescare ogni possibile fornitura alternativa di oro blu per il Vecchio Continente da quella moscovita. Il governo iracheno offre i suoi giacimenti per ridare vigore al Nabucco, ma il Cremlino propone un forte partnership con Baghdad

Il percorso del Nabucco

Un Mostro biblico e la terra tra il Tigri e l’Eufrate potrebbero imporsi tra i principali soggetti energetici del Vecchio Continente. Nel 2010, presso le coste israeliane del Mar Mediterraneo è stato individuato un bacino di gas naturale battezzato Leviathan – come il celebre mostro biblico – che, secondo le stime degli esperti, potrebbe scombinare gli equilibri geopolitici europei.

Come rilevato dall’autorevole Globes, il Leviatano non gode di una capacità cospicua, ma i suoi 450 miliardi di metri cubi sarebbero sufficienti a fare di Israele un Paese esportatore in grado di caratterizzare un’alternativa ai rifornimenti russi e centro asiatici da cui l’Unione Europea è rimasta finora dipendente.

Questa, stando alla fonte ben informata, sarebbe l’intenzione del consorzio deputato allo sfruttamento del Leviatano, compartecipato al 39,65% dalla compagnia statunitense Noble Energy e al 22,67% dall’israeliana Delek Drilling: l’avvio dell’emissione di oro blu verso il mercato UE potrebbe incrementare il peso geopolitico di Tel Aviv.

Sulla stessa onda, ma con minori potenzialità di riuscita, per lo meno nel breve termine, si è posto l’Irak, che, venerdì, 2 Marzo, ha messo i propri giacimenti a disposizione del Nabucco. Questo gasdotto, progettato inizialmente per condurre in Europa direttamente dal Bacino del Caspio gas acquistato dall’Unione Europea in Azerbajdzhan, è stato il punto forte della politica di autonomia energetica voluta dalla Commissione Barroso, ma è entrato in crisi in seguito alla decisione di Baku di sfruttare il gasdotto Transanatolico – TANAP – e quello Transadriatico – TAP – per rifornire il Vecchio Continente di oro blu: de facto, rendendo inutile la realizzazione del progetto dalla verdiana denominazione.

Come dichiarato dal Ministro dell’Energia iracheno, Asym Jihad, il gas di Bagdad potrebbe riattivare il Nabucco come conduttura deputata al trasporto di oro blu proveniente da una fonte differente rispetto a quella centro-asiatica. Tuttavia, come ha ammesso lo stesso esponente politico, tale piano non potrà essere realizzato nell’immediato a causa dei problemi di distribuzione dell’oro blu interni a un Paese in cui sono ancora in corso azioni militari.

Conferma del valore posseduto dall’offerta energetica di Israele e Irak è provenuta dall’interessamento espresso da Cipro, che, proprio con Tel Aviv, da tempo ha avviato consultazioni per il rafforzamento di un partnership energetica cipriota-israeliana. Seppur ancora tutta da definire, questa cooperazione potrebbe portare qualche beneficio all’Europa, sopratutto considerando che, dopo la scadenza dell’attuale Presidenza di turno della Danimarca, sarà proprio Nicosia a guidare l’Unione Europea.

Il condizionale è d’obbligo dal momento in cui a rompere le uova nel paniere è arrivata la Russia, che considera il ruolo di Israele e Irak, al pari di quello di Azerbajdzhan e Turkmenistan, un ostacolo al mantenimento dell’egemonia energetica di Mosca sul Vecchio Continente. Come riportato dall’altrettanto autorevole Newsland, e confermato da diversi enti di informazione israeliani, il monopolista russo, Gazprom, ha aperto le trattative con il consorzio Leviathan per la compartecipazione del Cremlino nel progetto.

Secondo le fonti, Gazprom potrebbe entrare nel consorzio come membro associato della Delek Drilling e della Noble Energy, oppure rilevando i diritti di esportazione del gas estratto dal giacimento mediterraneo. Con quest’ultima soluzione, i russi non solo neutralizzerebbero l’ennesima possibile via per la realizzazione di una politica energetica dell’Unione Europea il quanto più autonoma da Mosca, ma conferirebbero al Cremlino un ruolo importante anche nelle forniture di gas al Medio Oriente.

La Russia monopolista avanza anche in Asia

Non è un caso se, venerdì 2 Marzo, sul solco di tale progetto, il Presidente russo, Dmitrij Medvedev, ha dedicato una delle sue ultime visite all’estero da Capo dello Stato proprio in Irak, al cui Primo Ministro, Nuri Al-Maliki, ha promesso il rafforzamento della collaborazione sul piano agricolo, industriale e energetico.

All’offensiva della Russia, e al palesarsi dell’opzione irachena, una risposta è stata data da Azerbajdzhan e Turkmenistan, le quali, mercoledì, 29 Febbraio, hanno consegnato all’Unione Europea la documentazione necessaria per certificare i diritti di sfruttamento dei propri giacimenti da parte di Bruxelles, ed il trasporto dell’oro blu di provenienza azera e turkmena in Europa attraverso la TANAP.

In contemporanea, il governo turkmeno – che con la Russia concorre non solo sul versante europeo, ma anche su quello asiatico – ha lanciato il progetto TAPI: un gasdotto varato per esportare gas dal Turkmenistan ad Afghanistan, Pakistan, e India, a cui ha aderito anche la Turchia.

Matteo Cazzulani

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