LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

DEMOCRAZIA E DIRITTI UMANI: GLI USA SONO ROCK, L’UE E LENTA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 12, 2012

Il Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, scrive di persona una lettera di solidarietà alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, all’indomani dell’attentato alla vita dell’Anima della Rivoluzione Arancione. Al contrario, l’Unione Europea tace sul regime di Viktor Janukovych, minaccia sanzioni all’Ungheria, e compie l’ennesimo passo per la divisione dell’Europa

Il sorriso di scherno nei confronti dell'Italia di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy

Due sono le differenze tra le sponde dell’Atlantico: la prontezza di riflessi e la consapevolezza che la politica interna è condizionata dalle dinamiche internazionali.

Nella giornata di mercoledì, 11 Gennaio, il Segretario di Stato USA, Hillary Clinton, ha inviato una lettera alla Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, piena di parole di conforto all’Anima della Rivoluzione Arancione: costretta a sette anni di isolamento da una condanna maturata dopo un processo politico, in cui la difesa è stata sistematicamente privata dei propri diritti.

“Continueremo a lottare per la liberazione Sua e degli altri esponenti dell’Opposizione, e per lo svolgimento di elezioni regolari – riporta la lettera della Clinton – gli Stati Uniti sono delusi dalla conferma della Sua condanna da parte della Corte d’Appello: senza considerare le prove della politicizzazione del Suo processo, e dalla successiva decisione di trasferirla in una prigione lontano da Kyiv”.

“Sono contenta – ha continuato il Capo della diplomazia americana – di osservare che, comunque, Lei continua a battersi per l’integrazione europea ed i buoni rapporti con gli stati vicini. Washington – ha concluso – sarà sempre accanto al popolo ucraino nella lotta per la democrazia”

Malgrado la politica dell’amministrazione Obama nell’Europa Centro-Orientale finora non sia stata soddisfacente, occorre riconoscere la capacità di Washington di fare pressione sul regime del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, con il dovuto tempismo. Il giorno precedente, è stata resa nota la notizia dell’attentato alla vita di Julija Tymoshenko: dopo avere assunto medicinali per combattere un’infiammazione respiratoria, la Leader dell’Opposizione Democratica ha perso conoscenza per una manciata d’ore.

A nulla sono servite le grida di allarme della compagna di cella, e la telecamera posta sopra il letto della Tymoshenko per osservare la detenuta notte e giorno: i soccorsi sono arrivati con tutta calma, riuscendo, comunque, a salvare l’Anima della Rivoluzione Arancione.

Un fatto grave che, per l’ennesima volta, certifica la nascita di un nuovo autoritarismo in un angolo d’Europa. Peccato che a difendere certi certi valori nel Vecchio Continente siano – seppur solo a parole – siano solo gli Stati Uniti d’America. Altresì, nella medesima giornata, l’UE ha dato preoccupanti prove di ambiguità intellettuale e masochismo politico.

Anziché unirsi alla lettera della Clinton, la Commissione Europea si è concentrata solo sul caso-Orban: il Premier ungherese – che pure ha dichiarato a più riprese di volere il dialogo con Bruxelles – è stato minacciato con sanzioni senza precedenti qualora il pacchetto di riforme controverse approvato dalla maggioranza conservatrice magiara – modifica della Costituzione, nomine dirette di esponenti della Banca Centrale, revisione dell’assetto mediatico – non venga al più presto rivisto.

L’approccio nei confronti di Orban è l’ennesima dimostrazione di come l’Europa preferisca occuparsi della pagliuzza nel proprio occhio, ignorando la trave in un’altro Paese europeo – ma non ancora membro UE. Eppure, in una visione geopolitica maggiormente lungimirante, la questione ucraina – esemplificata dal caso Tymoshenko – dovrebbe essere prioritaria nell’agenda di Bruxelles.

Precluso l’accesso all’Europa, Kyiv sta scivolando verso l’Unione Eurasiatica di Mosca: progetto di reintegrazione dell’ex-URSS voluto dalla Russia di Putin per ritornare superpotenza mondiale, ed eliminare dalla competizione globale l’Unione Europea, ritenuta un fastidioso competitor.

Dall’asse Merkel-Sarkozy l’ennesimo favore a Putin

Il progetto è tanto chiaro quanto preoccupante. Tuttavia, anziché reagire in maniera compatta e condivisa, l’Unione Europea ha offerto un ulteriore assist al Cremlino per dividere l’Europa. Secondo la bozza del nuovo trattato UE – proposta dall’asse Merkel-Sarkozy – dai vertici Eurolandia saranno esclusi Gran Bretagna ed i Paesi dell’Europa Centrale che non hanno ancora adottato la moneta unica.

Secondo diversi analisti, la proposta è un errore, dal momento in cui saranno marginalizzati Paesi dalle salde economie, come Polonia e Lituania. Se confermato, il Trattato realizzerà appieno un’Europa a due velocità, in cui a dettare legge sarà solo l’asse franco-tedesco: direttorio carolingio, egemone su un’Unione sempre più divisa e debole, sopratutto sul piano internazionale.

Matteo Cazzulani

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