LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

CAPODANNO DI ORDINARIA REPRESSIONE IN RUSSIA ED UCRAINA

Posted in Ukraina by matteocazzulani on January 1, 2012

Ottanta arrestati nelle manifestazioni per la libertà di associazione a Mosca e Pietroburgo, tra cui il candidato alle Elezioni Presidenziali, Eduard Limonov. A Kharkiv meeting in solidarietà della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko: detenuta per motivi politici nella colonia penale femminile Kachanivs’kyj. A Kyiv, il Presidente, Viktor Janukovych, elimina ogni accenno alla Lady di Ferro ucraina, ed anche l’inno nazionale dal tradizionale discorso di fine anno

Il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, durante il tradizionale messaggio di fine anno. FOTO UKRAJINS'KA PRAVDA

Un silenzio assordante rotto dal tintinnio delle manette e da vuote parole di pura retorica dittatoriale. Così è stato vissuto il Capodanno 2012 in Russia ed Ucraina: due Paesi in cui regimi autoritari hanno sfruttato le distrazioni delle masse, impegnate a preparare i festeggiamenti per l’Anno Nuovo, per dare l’ennesima prova della vera natura di sé.

A Mosca, una settantina di dimostranti è stata arrestata per avere partecipato alla tradizionale manifestazione che, il 31 di ogni mese, raduna in Piazza Triumfal’naja le opposizioni di qualsiasi orientamento – dall’estrema desta ai bolscevichi – per rivendicare la libertà di associazione: diritto garantito dall’Articolo 31 della Costituzione della Federazione Russa, puntualmente calpestato dal Cremlino.

Tra gli arrestati, giornalisti, blogger, attivisti politici ed il Leader dell’Altra Russia, Eduard Limonov. L’esponente del movimento di opposizione liberal-progressista, candidato alle prossime Elezioni Presidenziali di Marzo in concorrenza all’attuale Premier, Vladimir Putin, non ha fatto in tempo nemmeno a scendere dalla propria auto: subito, una manciata di poliziotti lo ha prelevato e caricato su una camionetta diretta al primo commissariato.

Simili manifestazioni anche a San Pietroburgo, dove gli arrestati sono stati “solo” dieci. La cifra è stata riportata da Radio Liberty, e confermata poco dopo dalla direzione regionale della polizia della Oblast’ di Leningrado – così si chiama ancora la regione di Pietroburgo.

Janukovych impara dal Cremlino

Medesima atmosfera anche in Ucraina, dove le manifestazioni sono state quelle dei sostenitori della Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko: accampati a Kharkiv presso la colonia penale femminile Kachanivs’kyj in sostegno dell’ex-Primo Ministro. La Lady di Ferro ucraina è stata deportata dal carcere di Kyiv nella mattinata del giorno precedente, nonostante le precarie condizioni di salute che le impediscono la deambulazione per la propria cella.

La Tymoshenko deve scontare sette anni di detenzione per abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin: una sentenza politica, maturata dopo un processo farsa in cui la difesa è stata sistematicamente privata dei propri diritti, e le imputazioni montate ad hoc per incastrare l’ex-Primo Ministro.

Inoltre, alla Leader dell’Opposizione Democratica è stato inflitto un secondo arresto cautelativo perché ritenuta soggetto potenzialmente pericoloso per il prosieguo del procedimento in cui la Lady di Ferro ucraina è imputata per evasione fiscale durante la presidenza della JEESU – il colosso energetico guidato dalla Tymoshenko prima della discesa in campo del 1998.

Per questa ragione, la detenuta doc non ha potuto né giovare del menù speciale concesso ai detenuti per Capodanno, né distrarsi con la partecipazione al concerto organizzato dalle Autorità carcerarie: la Tymoshenko è stata costretta ad attendere la mezzanotte sola, in compagnia di un brodo tiepido e di un silenzio gelido.

Ovviamente, della Tymoshenko non si è ricordato il Presidente, Viktor Janukovych, che, altresì, ha sfruttato il tradizionale messaggio di fine anno per annichilire ulteriormente ogni simbolo di indipendenza nazionale ucraina. Dopo avere elogiato il raggiungimento della stabilità, la costruzione di infrastrutture, l’ottenimento degli europei di calcio, e il miglioramento dell’immagine di Kyiv nel Mondo, il Capo di Stato ha concluso gli Auguri con un semplice saluto: senza il tradizionale inno nazionale.

Janukovych si sta rilevando un Presidente autoritario, capace di spazzare ogni conquista democratica, anche simbolica, ottenuta dall’Ucraina degli ultimi anni. Di recente – dopo avere indebolito il Parlamento, falsato le Elezioni Amministrative dell’Ottobre 2010, e concesso il prolungamento dell’esercito russo in Crimea – il Capo di Stato ha abolito con un decreto urgente il Giorno della Libertà – la festa in ricordo della Rivoluzione Arancione – e cancellato altre ricorrenze patriottiche istituite dal suo predecessore, Viktor Jushchenko.

Il 19 Dicembre, l’Unione Europea ha congelato la Firma dell’Accordo di Associazione: storico documento con cui Kyiv avebbe ottenuto lo status di partner privilegiato di Bruxelles, oggi goduto da Norvegia, Islanda, e Svizzera. I Presidenti di Commissione Europea e Consiglio Europeo, José Manuel Barroso e Herman Van Rompuy, non hanno potuto ratificare tale passo dinnanzi al regresso democratico in Ucraina che, oltre alla Tymoshenko, ha portato tra carcere, prigione ed esilio una decina di esponenti dell’Opposizione Democratica.

Tra essi, l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko – in detenzione preventiva, ancor prima che una sentenza lo abbia condannato per abuso d’ufficio – e l’ex-Titolare dell’Economia, Bohdan Danylyshyn – in asilo politico in Repubblica Ceca.

Matteo Cazzulani

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