LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

LA TURCHIA TOGLIE IL VETO: AL VIA IL SOUTHSTREAM

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 29, 2011

L’assenso di Ankara decisivo per l’avvio della costruzione del Gasdotto Ortodosso che, rifornendo direttamente l’Europa Occidentale di gas russo, divide l’UE e rende il Vecchio Continente sempre più dipendente da Mosca. Chiave di svolta, lo sconto sulla bolletta del gas venduto ai turchi

I percorsi di Nabucco e Southstream

Un sorriso grande un gasdotto affossa l’interesse generale europeo. Questa volta, autore della smorfia non è il tandem Parigi-Berlino divertito dai problemi del Belpaese, ma quello Mosca-San Donato Milanese: un asse da tempo collaudato, che, con la politica del gas e dei gasdotti, sta picconando ogni tentativo di autonomia energetica europea.

Nella giornata di mercoledì, 28 Dicembre, la Russia ha ottenuto il via libera dalla Turchia per la costruzione del Southstream: gasdotto progettato sul fondale del Mar Nero per rifornire direttamente l’Europa Occidentale di gas russo, bypassando Paesi – anche UE – politicamente invisi al Cremlino come Polonia, Stati Baltici, Romania, Ucraina, e Moldova.

Un assenso fondamentale quello di Ankara, dal momento in cui il transito per le acque territoriali anatoliche è imprescindibile per la realizzazione dell’infrastruttura sottomarina. Da questo si evince il perché del sorriso del Primo Ministro russo, Vladimir Putin: soddisfatto dopo avere ricevuto l’imprimatur dal suo collega turco, Tajip Erdogan, per mezzo di una lettera consegnatagli a Mosca direttamente dal Ministro dell’Energia di Ankara, Taner Yildiz.

Chapeau alla Russia, abile nel muovere le pedine al punto tale da costringere uno dei due oppositori al Southstream alla resa. Dopo avere minacciato l’Ucraina con la costruzione del gasdotto sottomarino – qualora Kyiv non avesse ceduto il proprio sistema infrastrutturale energetico al monopolista russo, Gazprom – Mosca si è rifatta su Ankara, e, come rilevato da molti esperti, è riuscita ad abbattere il veto turco – posto in seguito alla Guerra in Libia – con un sostanziale sconto sul prezzo del gas. Il giorno precedente, nella tarda serata, Yildiz ed il Capo di Gazprom, Aleksej Miller, hanno raggiunto un accordo per il rinnovo delle forniture energetiche alla Turchia.

“Ringrazio la parte turca per il fondamentale permesso alla costruzione sui propri fondali – ha dichiarato Putin – vedrete come il progetto del Southstream cambierà la vita dell’Europa”.

Una dichiarazione che sa di minaccia. Con la portata di 63 Miliardi di metri cubi annui, il Gasdotto ortodosso – come è stato ribattezzato il Southstream – de facto divide l’Europa: garantisce forniture dirette ai Paesi dell’Occidente dell’UE, e costringe gli Stati della parte centrale del Vecchio Continente ad importare oro blu russo da ovest. Un assurdo della geografia dimostrato dal percorso della conduttura, che, dopo un tratto sul fondale del Mar Nero, tra Russia e Bulgaria, si dividerà in due tronchi: a Sud, verso Grecia ed Italia meridionale, a Nord, invece, lungo i Balcani fino ad Austria e Pianura Padana.

Contro l’indipendenza energetica di Bruxelles

Ma non è tutto, poiché la realizzazione del Gasdotto Ortodosso – prevista per il 2015 – rende vana la costruzione del Nabucco: infrastruttura parallela progettata per importare gas centro asiatico in Europa evitando il territorio russo – e la conseguente dipendenza dai diktat energetici di Mosca. Il progetto di verdiana denominazione, indispensabile per l’indipendenza energetica UE, è sostenuto da Unione Europea, consorzio AGRI – Azerbajdzhan, Georgia, Romania, Ungheria – e, paradossalmente, Turchia.

Malgrado i cospicui sforzi profusi sopratutto dalla Commissione Barroso a sostegno del Nabucco, la corazzata di interessi energetici e politici che sta dietro al Southstream si è rilevata più forte persino di Bruxelles. Il Gasdotto Ortodosso è compartecipato per il 50% da Gazprom, per il 20% dal colosso italiano ENI, e per il restante 30% a metà tra le compagnie francese EDF e tedesca Wintershall.

Matteo Cazzulani

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