LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

GUERRA DEL GAS: SPUNTA UN NUOVO GASDOTTO PER LA SICUREZZA ENERGETICA EUROPEA

Posted in Guerra del gas by matteocazzulani on December 28, 2011

Il Gasdotto Europeo del Sud-Est – SEEP – punta al trasporto dell’oro blu centro asiatico in Europa in alternativa al Nabucco, sfruttando le condutture già esistenti. Sostenuto dalle compagnie energetiche azera e turca, con la compartecipazione di Shell e British Petroleum, potrebbe diventare l’infrastruttura principale del Corridoio Meridionale: progetto dell’Unione Europea per diminuire la dipendenza dalla Russia

Il percorso del Gasdotto Europeo Sud-Est

Utilizzare quello che si ha è meglio che costruire ex-novo: è tutto più economico, ecologico, e facile da realizzare, resta solo la volontà politica. Questa la scommessa lanciata dalle compagnie energetiche azera e turca, SOCAR e BOTAS, che, coadiuvate dall’olandese Shell e dall’inglese British Petroleum, hanno progettato un nuovo gasdotto per rifornire l’Europa di gas centro asiatico.

Il Gasdotto Europeo del Sud-Est – SEEP – è un progetto che mira al trasporto dell’oro blu dal giacimento azero Shakh Deniz all’Austria, sfruttando il più possibile le infrastrutture già esistenti. Una vera e propria alternativa che, se realizzata, neutralizzerebbe il Nabucco: gasdotto concepito sul fondale del Mediterraneo per rifornire di gas centro asiatico l’Europa evitando il transito in Russia – ed il ricatto politico di Mosca – su cui la Commissione Europea ha puntato tutto per diversificare le forniture di oro blu di un Vecchio Continente oggi dipendente quasi in toto dal gas del Cremlino.

Come sottolineato dal consorzio SEEP, il nuovo progetto sarebbe più conveniente del gasdotto di verdiana denominazione, dal momento in cui il tratto balcanico-europeo – ancora da realizzare – includerebbe anche la Croazia: nuovo membro dell’Unione Europea in cui il Nabucco non prevede di passare. L’unico interrogativo resta la portata: basandosi sui gasdotti già realizzati, il SEEP non supererebbe i 10 miliardi di metri cubi annui, contro i 31 preventivati per il Nabucco.

Al via il Gasdotto Transanatolico

Ciò nonostante, i lavori per la realizzazione del nuovo progetto sono già iniziati. Nella giornata di martedì, 27 Dicembre, Azerbajdzhan e Turchia si sono accordati definitivamente per la costruzione del Gasdotto Transanatolico: trasporterà gas dal Shakh-Deniz ai Balcani lungo la penisola turca. Come dichiarato a corredo della firma del contratto, l’infrastruttura punta a diventare uno dei gasdotti-cardine del Corridoio Meridionale: progetto di unificazione dei gasdotti del Mediterraneo, di cui, oltre al Nabucco – SEEP permettendo – faranno parte anche l’Interconnettore Turchia-Grecia-Italia – ITGI – ed il Gasdotto Transadriatico – TAP.

Lecito ricordare che tale politica dei gasdotti è resa necessaria non solo dall’egemonia energetica della Russia, ma anche da un progetto, simile al Nabucco, concepito dal monopolista russo, Gazprom, per rifornire direttamente l’Europa Occidentale di proprio oro blu, bypassando Paesi – anche appartenenti all’Unione Europea – politicamente invisi al Cremlino, come Romania, Polonia, Stati Baltici, Ucraina, e Moldova.

Battezzata Southstream, la conduttura russa, nonostante contrasti l’interesse generale europeo, è compartecipata dal colosso italiano ENI, dalle compagnie tedesche Wintershall ed E.On, dalla francese EDF, dalla greca DEPA, e da quelle nazionali di Macedonia e Serbia.

Matteo Cazzulani

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