LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

SCUDO SPAZIALE: LA RUSSIA MINACCIA L’OCCIDENTE

Posted in Russia by matteocazzulani on November 25, 2011

Il Presidente russo, Dmitrij Medvedev, propone il dislocamento di un sistema missilistico ai confini dell’Unione Europea in risposta a quello della NATO, e l’uscita di Mosca dal trattato di non-proliferazione con gli USA. Esperti concordi nel valutare la reale pericolosità di proclami che riaprono la Guerra Fredda, tuttavia con un Mondo Libero oggi più debole rispetto al passato

Il presidente USA, Barack Obama

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sull’efficacia della politica dell’appeasement obamiano, ora ha di che riflettere per trarre dovute conclusioni. Nella giornata di mercoledì, 23 Novembre, il Presidente russo, Dmitrij Medvedev, ha minacciato il dislocamento di un sistema di difesa missilistico ai confini con l’UE qualora i piani di costruzione dello scudo spaziale NATO in territorio europeo dovessero continuare.

Nello specifico, l’inquilino del Cremlino ha fatto espresso riferimento ad una postazione radar in Bielorussia, e ad una batteria di intercettori Iskander nell’enclave di Kaliningrad: tra la Polonia e la Lituania. Inoltre, Medvedev ha minacciato gli Stati Uniti di stracciare l’Accordo di non Proliferazione, con cui, nell’Aprile 2010, Mosca e Washington si sono impegnate alla riduzione reciproca degli armamenti nucleari.

“Se le rassicurazioni saranno poche, la Russia dislocherà un proprio sistema missilistico per difendersi da quello Occidentale – ha dichiarato il Capo di Stato russo in un video-messaggio, diffuso dai principali network nazionali e mondiali – se ai partner viene chiesto di collaborare, allora si può instaurare il dialogo – ha continuato – ma non se si impone di agire contro i propri interessi. La Russia osserverà lo sviluppo concreto della questione – ha concluso – e si riserva il diritto di uscire da ogni accordo sul riarmo e sul controllo della proliferazione”.

Parole forti, che avrebbero un senso se davvero per la Russia esistesse una minaccia. Peccato che il contestato scudo spaziale NATO non sia che una versionerimaneggiata a salve di quello USA in Europa Centrale, precedentemente preventivato dall’amministrazione di George W. Bush: allora, era il 2008 – giusto in seguito all’aggressione russa in Georgia – Washington firmò accordi per l’installazione di una postazione radar in Repubblica Ceca, ed il dislocamento di intercettori Patriot in Polonia.

Tutto è cambiato con la salita al potere di Barack Obama che, alla ricerca del dialogo con qualsiasi dittatore del pianeta, ha teso la mano anche a Mosca, a cui ha proposto una politica del restart fatta di accordi bilaterali, pacche sulle spalle, e rinuncia al progetto missilistico del predecessore repubblicano. Contestualizzato nell’ambito della NATO – e non più solo degli USA – il nuovo scudo spaziale ha previsto il dislocamento di postazioni radar in Turchia e Romania, ed intercettori mobili, privi di capacità aggressiva, a rotazione tra Polonia, Romania, ed Ucraina. Il tutto previo imprimatur della Russia, invitato permanente ad ogni vertice in materia dell’Alleanza Atlantica.

L’Europa si deve destare

Dunque resta da capire il perché di tale presa di posizione da parte del Cremlino, che ha riportato i lanci delle maggiori agenzie di Europa ed Asia a titoli da Guerra Fredda. Di certo, Mosca può contare sulla debolezza di un Occidente visto come principale rivale, da eliminare al più presto per riprendersi un impero ed uno status di superpotenza mondiale. Del resto, oggi a Washington a contrastare l’orso russo c’è un aquilotto obamiano sempre più sedato da un volemose bene cosmico: la brutta copia dell’airone che, ai tempi di Reagan e Carter, è riuscito a contenere, e sovrastare, i russi.

Se Washington piange, Bruxelles non ride, poiché in Europa il galletto francese – tradizionalmente filorusso – ed il suo alleato tedesco stanno favorendo la politica del divide et impera di Mosca, con il supporto delle politiche energetiche del Cremlino, la strenua opposizione ad ogni allargamento della platea decisionale UE a Gran Bretagna e Paesi dell’Europa Centrale, e la netta contrarietà ad ogni forma di integrazione dei Paesi dell’Europa Orientale – Ucraina, Georgia, Moldova, e Bielorussia – senza la quale, come sosteneva anche Zbigniew Brzezinski, la Russia non potrà mai ritornare un Impero.

Come rilevato da diversi esperti, quelle di Medvedev sono parole vane, non confermate da nessun fatto documentato. Tuttavia, resta la gravità di una posizione presa in un momento particolarmente delicato per Europa e Stati Uniti, in cui l’intero Occidente vede in discussione la propria leadership mondiale: sempre più in mano alle tigri asiatiche ed ai puma brasiliani. Un messaggio chiaro secondo i codici della geopolitica, che Washington e Bruxelles è bene comprendano al più presto.

Dal canto suo, Mosca non ha perso tempo. Dopo avere ottenuto l’ingresso nel WTO – altro “successo” della politica estera di Obama – di recente, ha varato un’Unione Eurasiatica che, sul modello dell’UE, ha come obiettivo l’integrazione di tutti i Paesi ex-URSS sotto l’egida del Cremlino: difficile escludere che la nuova Unione Sovietica oltre al piano economico e politico riguardi anche quello militare, laddove un’Europa cronicamente divisa non è mai riuscita.

Matteo Cazzulani

2 Responses

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  1. Gabriele Felice Mascherpa said, on November 26, 2011 at 22:53

    Minaccia? La Russia sta agendo come un qualunque attore razionale reagirebbe a una sfida lanciata alla propria sicurezza. Parlo di reazione perché di questo si tratta, dopo l’allargamento strumentale (all’interesse degli Usa nella fase unipolare) della NATO a est l’apparato militare statunitense è arrivato a ridosso dei confini russi. Se la portata “scudo spaziale” promosso da Obama è uno strumento più contenuto di quello previsto da Bush è per una questione prevalentemente economica (costa troppo).

    Quello di qui dovremmo stupirci è che l’Europa è l’oggetto dei progetti di difesa americani e russi e non è essa stessa soggetto della propria difesa. Noi Europei non siamo padroni della nostra sicurezza, perché i nostri Stati insistono nel perseguire separatamente le politiche di difesa, politiche alquanto velleitarie se ricordiamo che già nel ’48 il presidente Einaudi scriveva che “gli Stati europei sono polvere senza sostanza perché il costo della loro difesa è insostenibile”.

    Il comportamento dei governi dell’Europa orientale non aiuta di certo a cambiare questa situazione, delegando la propria difesa a Washington.
    inoltre, è opinabile che i Russi vedano “l’occidente” come un rivale da eliminare.
    Io rovescerei la questione, guardando alla classica teoria realista: se la Russia ha problemi di autoritarismo e accentramento del potere è una conseguenza della situazione di instabilità e frammentazione regionale che noi Europei “occidentali” rimanendo divisi non stiamo risolvendo.

    • matteocazzulani said, on November 27, 2011 at 09:09

      Io partirei dall’analizzare la questione non dagli occhi di Roma, e nemmeno da quelli di Mosca. I Paesi dell’Europa Centrale – quelli orientali sono Ucraina, Georgia, Bielorussia, e Moldova – hanno avuto un comportamento estremamente coerente con la propria necessità di difesa: usciti dal giogo sovietico – che non è il paradiso terrestre che la vulgata di casa nostra vuole presentare nelle scuole – hanno visto l’Europa come garanzia di progresso e di difesa da un aggressore moscovita da cui – dopo secoli di dominazione zarista e comunista – legittimamente hanno cercato riparo. Non essendo capace di gestire nemmeno la propria politica energetica comune – non parliamo di quella economica! – l’Europa ha perso di credibilità, al punto da portare l’Europa Centrale a guardare alla NATO. Non a caso l’accordo con Bush per lo scudo Repubblica Ceca e Polonia lo hanno firmato in seguito all’aggressione russa in Georgia. Che siano in giuoco interessi USA non lo escludo, ma, per cortesia, basta con questo antiamericanismo a priori: se l’Europa è libera è per merito loro – i russi in Italia non si sono mai fatti vivi a combattere i nazisti, anzi, hanno sotenuto chi in Jugoslavia infoibava nostri connazionali – . Per questo saluto con favore l’ombrello americano.


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