LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’UNIONE EUROPEA SI E ESPRESSA SU JULIJA TYMOSHENKO

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on October 29, 2011

Il Parlamento Europeo condanna il mancato rispetto di democrazia e stato di diritto in Ucraina, ma invita alla continuazione dei negoziati per la firma dell’Accordo di Associazione e la creazione della Zona di Libero Scambio tra Kyiv e Bruxelles. L’errata percezione da parte delle forze politiche ucraine, e le spiegazioni dell’importanza della risoluzione per gli assetti geopolitici dell’UE

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

Un’acrobazia diplomatica per tutelare i diritti fondamentali e tenere viva la speranza di un futuro più sicuro per la comunità europea tirata per i capelli dal destinatario. Questa la sintesi politica della risoluzione del Parlamento Europeo che, giovedì, 26 Ottobre, ha approvato un documento di condanna dell’Ucraina per aperte violazioni della democrazia e dello stato di diritto che, nel contempo, lascia la porta aperta per la firma di un Accordo di Associazione con cui Kyiv può avvicinarsi all’integrazione con Bruxelles.

Nello specifico, la mozione – frutto di un compromesso tra tutte le forze politiche, compatte a favore, senza distinzioni – richiede processi d’Appello secondo gli standard occidentali, e la partecipazione alla vita politica per la Leader dell’Opposizione Democratica, l’ex-Primo Ministro, Julija Tymoshenko, e l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: lei condannata a sette anni di carcere per gestione fraudolenta del bilancio statale ed abuso d’ufficio nel corso dei negoziati per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin – dopo un processo farsa in cui la difesa è stata privata di ogni diritto – lui, invece, recluso in isolamento dallo scorso 26 Dicembre, prima ancora che una sentenza ne abbia accertato la colpevolezza – sempre per abuso d’ufficio.

Nel contempo, l’Europarlamento ha ribadito il diritto alla partnership UE per l’Ucraina in quanto Paese europeo – con preciso riferimento all’articolo 49 dell’Atto Fondativo dell’Unione – ed ha invitato la Commissione ad indire una nuova riunione per la continuazione delle trattative ad alto livello in merito all’Accordo di Associazione con il Presidente, Viktor Janukovych. La precedente, fissata per lo scorso 20 Ottobre, è stata cancellata in seguito al verdetto nel processo Tymoshenko, ed alla svolta filo russa del Capo di Stato di Kyiv, che ha firmato con Mosca il varo della Zona di Libero Scambio CSI: un preciso progetto politico di Putin per ristabilire l’egemonia della Russia nel Mondo ex-URSS.

Soddisfatto della risoluzione il Vice-Capo di Bat’kivshchyna – il Partito di Julija Tymoshenko – e responsabile dei rapporti internazionali, Hryhorij Nemyrja, che ha evidenziato come essa rappresenti l’ultima chiamata per un regime, quello di Janukovych, reo di avere infranto il rispetto di democrazia e diritti umani: valori imprenscindibili se si vuole l’integrazione con l’Unione Europea.

“La mozione è stata appoggiata da tutte le forze politiche, dunque è il parere all’unanimità di Bruxelles – ha dichiarato Nemyrja – auspico che sia osservato dalle Autorità di Kyiv, e che le repressioni politiche a carico di diversi esponenti dei governi precedenti siano interrotte quanto prima”.

Reazione positiva anche dal Partija Rehioniv – la forza politica, egemone nel Paese, a cui appartengono Janukovych, il premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – che ha sottolineato come il documento lasci in vigore la chiusura della trattative per l’Accordo di Associazione ed il varo della Zona di Libero Scambio UE-Ucraina.

“E’ un successo della diplomazia ucraina – ha illustrato addirittura il Deputato Vasyl’ Kysel’ov – in quanto il processo di integrazione di Kyiv non è stato interrotto, e Bruxelles si è limitata a raccomandare riforme strutturali della nostra [ucraina, n.d.a.] giustizia. Per Julija Tymoshenko la questione non è ancora chiusa – ha continuato, intervistato dal canale TVi – ci sono ancora Appello e Cassazione”.

Peccato che l’esponente del Patito del Potere abbia dimenticato l’apertura di nuovi fascicoli a carico della Leader dell’Opposizione Democratica – che, oltre ad escludere definitivamente la carismatica guida del campo arancione, conferma il regresso della democrazia ucraina sanzionato dalla risoluzione – così come il fatto che ogni Forza politica abbia presentato come un proprio successo internazionale una mozione necessaria per il futuro dell’UE e dell’Ucraina.

La rilevanza geopolitica della risoluzione

A spiegarne la ratio, l’eurodeputato bulgaro del Partito Popolare Europeo, Andrej Kovachev, il quale ha sottolineato come il popolo ucraino non debba pagare per i propri governanti, e vedersi negare un Accordo di Associazione che, prevedendo anche l’abbattimento del Regime dei Visti Schengen, è destinato a migliorarne la condizione di vita.

“Le porte sono aperte, ma Kyiv deve garantire il rispetto dello stato di diritto nei processi a carico di Julija Tymoshenko ed altri esponenti dell’Opposizione Democratica – ha dichiarato il Deputato a nome di tutti i gruppi del Parlamento Europeo – i rapporti tra UE ed Ucraina sono difficili, occorre che non lo diventino ancora di più, e che gli accordi in fase di negoziazione vengano firmati al più presto”.

Lecito aggiungere che l’Unione Europea si trova in una situazione internazionale molto delicata, non solo per la crisi dell’Euro, ma anche dinnanzi al rinato imperialismo di una Russia che, sotto la guida di Putin – alla sua terza presidenza certa – ambisce a progetti eurasistici orientati in primis contro Bruxelles. L’integrazione ed il rafforzamento della partnership con Paesi dell’Europa Orientale – Ucraina, Moldova, Georgia e Bielorussia – ed il mantenimento della loro Indipendenza da Mosca sono le uniche carte che l’UE può giocare per contrastare un processo che, se attuato, non solo vedrà la Russia politicamente egemone su popoli europei per storia, cultura, e tradizione, ma condannerà il Vecchio Continente, in un Mondo sempre più globalizzato, ad una posizione subalterna in campo economico ed energetico.

Matteo Cazzulani

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