LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

JULIJA TYMOSHENKO RICORRE IN APPELLO. LE AUTORITA’ APRONO NUOVI PROCEDIMENTI

Posted in Ukraina by matteocazzulani on October 26, 2011

Il documento degli avvocati della Leader dell’Opposizione Democratica contrastato da nuove imputazioni da Parte della Procura Generale. La protesta dell’Unione Europea dinnanzi al regresso democratico di Kyiv ignorata dal Presidente ucraino, Viktor Janukovych, che a Bruxelles preferisce l’Avana, Brasilia e Mosca.

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

Un mare di accuse contro un singolo appello, e l’Ucraina è sempre più lontana dall’Europa e vicina a Cuba e Russia. Nella giornata di lunedì, 24 Ottobre, gli avvocati della Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, Julija Tymoshenko, hanno presentato il ricorso in Appello per la condanna a sette anni di carcere, più tre di interdizione dalla vita politica, con cui l’ex-Primo Ministro è stata reclusa in definitiva nel carcere di assima sicurezza Luk’janivs’kyj con l’accusa – “appurata” dopo un processo farsa, in cui la difesa è stata privata di ogni diritto – di gestione fraudolenta del bilancio statale, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin.

A dare l’annuncio è stato l’avvocato, Serhij Vlasenko, ma ad attirare l’attenzione dei legali della Tymoshenko è stata la quasi concomitante dichiarazione della Procura Generale dell’apertura di 4 nuovi procedimenti a carico della Leader dell’Opposizione Democratica, inerenti l’acquisto irregolare di vaccini ed ambulanze, la gestione dei fondi percepiti per rispettare il protocollo di Kyoto, e l’accollo al bilancio statale dei debiti della compagnia JEESU, presieduta dall’ex-Primo Ministro prima della sua discesa in politica.

Proprio in merito all’ultima imputazione, le Autorità non hanno perso tempo, rigettando in Cassazione la sentenza con cui la Tymoshenko è già stata assolta nel 2005, richiedendo un’indagine interna sull’operato del PM di allora, ed aprendo un fascicolo per abuso d’ufficio a carico del magistrato Mykola Zamkovenko, responsabile della scarcerazione della Leader dell’Opposizione Democratica dalla prima sua detenzione – sempre nel carcere di massima sicurezza Luk’janivs’kyj – nel 2001 per insufficienza di prove.

Un’escalation di provvedimenti che ha ulteriormente allarmato l’Europa, ferma nel condannare un’accanimento giudiziario contro la carismatica guida del campo arancione – secondo indiscrezioni sempre più gravi condizioni di salute – capitolo di un regresso democratico che rende impossibile la firma dell’Accordo di Associazione con cui l’Ucraina avrebbe potuto avvicinarsi all’integrazione con l’Unione Europea.

“Julija Tymoshenko è stata condannata per decisioni politiche, questo è inaccettabile in UE – ha dichiarato il Presidente del Partito Popolare Europeo, Wilfred Martens – è come se Tony Blair fosse portato in Tribunale per l’entrata in guerra contro l’Irak, o la Merkel, una volta terminato il periodo alla guida della Germania, chiamata dinnanzi ai giudici per gli aiuti finanziari alla Grecia. Le scelte di un Capo di Governo – ha continuato il Leader del maggiore soggetto politico dell’Europarlamento – devono essere valutate in sede parlamentare ed elettorale. Ogni intromissione della magistratura è una chiara violazione della divisione dei poteri”.

Una posizione forte, così come quella ufficiale dell’Unione Europea, che, nella seduta del Consiglio Europeo di Domenica, 23 Ottobre, ha ribadito come il rispetto della democrazia sia condizione imprescindibile per il progresso dei negoziati con i Paesi dell’Europa Orientale, senza il quale alcuna iniziativa del Partenariato Orientale UE – come gli accordi di associazione e le Zone di Libero Scambio, in merito ai quali Bruxelles sta negoziando con Ucraina, Moldova e Georgia – può essere realizzata.

“Il percorso e l’approfondimento dell’integrazione politica ed economica con l’Unione dipende dal rispetto nel paese candidato dello Stato di Diritto e dei principi democratici – riporta una nota UE a chiusura del summit – principi fondamentali su cui Bruxelles basa le sue partnership”.

Mosca dietro al raffreddamento diplomatico tra Kyiv e Bruxelles

Tuttavia, l’ennesimo campanello d’allarme non sembra preoccupare il Presidente, Viktor Janukovych: dopo avere rifiutato la decriminalizzazione dell’articolo del Codice Penale con cui Julija Tymoshenko è stata condannata – il 365 – ha rafforzato i rapporti con la Russia con l’ingresso di Kyiv nella Zona di Libero Scambio CSI – un progetto politico di Putin per ristabilire l’egemonia di Mosca sull’ex-URSS, a spese della sicurezza e competitività futura dell’UE – e un nuovo round di negoziati per il rinnovo dei contratti per il gas che, secondo esperti, si annunciano particolarmente gravosi per l’Ucraina.

Successivamente, ha risposto alla cancellazione della visita a Bruxelles con il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso – programmata per discutere lo stato dei negoziati per l’Accordo di Associazione e, con esso, della democrazia in Ucraina – rimpiazzandola con una tournée in Brasile e Cuba, durante la quale ha ottenuto l’abbattimento del regime dei visti con Brasilia, e si è felicitato per la calorosa accoglienza riservatagli dal dittatore comunista, Fidel Castro.

Lecito ricordare che l’Ucraina ha concluso le trattative per un Accordo di Associazione con l’UE che difficilmente sarà ratificato dal Parlamento Europeo a causa della condanna a Julija Tymoshenko e dei procedimenti a carico di una decina di altri esponenti dell’Opposizione Democratica – tra cui l’ex-Ministro degli Interni, Jurij Lucenko: dallo scorso 26 Dicembre anch’egli detenuto in isolamento prima che una sentenza ne abbia certificato la condanna – che escludono Kyiv dal rispetto dei parametri democratici.

In molti tra gli esperti hanno evidenziato come la repressione politica in Ucraina giochi a favore della Russia: pronta ad approfittare dell’impasse diplomatica tra Kyiv e Bruxelles per estendere il proprio dominio economico e politico su un Paese europeo per storia, cultura, e tradizioni, la cui indipendenza da Mosca ed europeicità sono condicio sine qua non per la sicurezza e la prosperità di un’Unione Europea che, in un periodo di crisi dei mercati, necessita un pronto ritorno a livelli di competitività su scala mondiale.

Matteo Cazzulani

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