LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

RUSSIA-UE: LO SCONTRO PASSA SUL PIANO MILITARE

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on October 23, 2011

Aerei dell’esercito russo hanno sorvolato il confine con l’Unione Europea sul Baltico, mettendo in allerta caccia NATO e Diplomazie di Lettonia, Estonia, e Finlandia. Preoccupazione dinnanzi al recente riarmo di Mosca nell’area. Si riaccende lo scontro sul gas

Il primo ministro russo, Vladimir Putin

Dopo i gasdotti gli aerei militari, e pensare che ce lo saremmo dovuti aspettare. Nella giornata di martedì, 18 Ottobre – ma l’autorevole Radio Liberty ne ha dato notizia solo pochi giorni più tardi – velivoli dell’esercito russo hanno sorvolato il tratto neutrale del Mar Baltico al confine con Lettonia ed Estonia, avvicinandosi di molto allo spazio aereo dell’Unione Europea.

Nulla di male nella forma, ma non nella sostanza, dal momento in cui nel codice militare certe manovre sono una chiara dimostrazione di forza, che non solo ha allertato i caccia NATO – pronti ad alzarsi in volo e a scortare i velivoli russi – ma ha preoccupato non poco i Paesi confinanti con la Federazione Russa: da tempo inquieti dinnanzi al riarmo militare di una Russia che, come dichiarato dallo stesso Primo Ministro – e prossimo presidente – Vladimir Putin – è pronta a ripristinare una politica di forza nei confronti del Vecchio Continente

“E una chiara dimostrazione di forza, che ha le sue radici nella Guerra Fredda – ha dichiarato il Ministro della Difesa lettone, Andris Pabriks – è da un anno che la Russia ha ripreso a pattugliare il Baltico, dove di oggetti sensibili non ce ne sono. Per questo – ha continuato – siamo convinti che è solo una maniera di dimostrare come i veri rapporti di forza si misurino sulla forza militare”.

Una situazione davvero critica, poiché, come illustrato dal Capo delle Forze Armate estoni, Ants Laaneot, l’UE nel suo complesso taglia i budget alla difesa, mentre la Russia aumenta le dotazioni militari, e dispiega interi reparti ai confini orientali dell’Unione Europea. Lo sa bene anche la Finlandia che, con un rapporto dettagliato, di recente ha informato Bruxelles circa la fusione dei distretti militari di Mosca e Pietroburgo: de facto spostando il centro delle operazioni nella Oblast’ di Leningrado – così si chiama ancora la Regione di Pietroburgo – a pochi chilometri dal Paese scandinavo.

Si riaccende lo scontro anche sul gas

La Russia ha giustificato le manovre come parte fondamentale di una risistemazione delle proprie Forze Armate, ma non è stata in grado di spiegare il perché del sorvolo a pochi metri dall’UE, adoperato con velivoli attrezzati per la distruzione di obiettivi industriali e civili. Una dimostrazione di forza che non può non passare inosservata, sopratutto se collegata con l’altrettanto spregiudicata politica energetica, approntata da Mosca nei confronti di un’Europa che, malgrado le croniche divisioni, sembra avere trovato un minimo di coesione attorno al piano di diminuzione della dipendenza dal gas russo, fortemente supportato dalla Commissione Barroso e dalla Presidenza di turno polacca.

“Siamo totalmente contrari al Terzo Pacchetto Energetico – ha dichiarato il Ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, commentando a Radio Ekho Moskvy il documento con cui Bruxelles ha impedito la gestione in regime di monopolio dei propri gasdotti da parti di compagnie non-UE – così come contestiamo ogni posizione dell’Unione Europea sul gas presa senza il nostro parere. Siamo pronti a ricorrere al Tribunale Internazionale, anche se questa è una risoluzione che non preferiamo”.

Con tutta probabilità, Lavrov si è riferito implicitamente alla decisione del Turkmenistan di ignorare la Russia, e trovare un accordo con Azerbajdzhan e Kazakhstan per la costruzione del gasdotto Transcaspico: una conduttura, fondamentale per il trasporto nel Vecchio Continente di gas centro asiatico, per cui contratti sono già stati firmati dalla Commissione Barroso.

Bruxelles intende importare oro blu senza transitare per il territorio russo, attraverso una rete di gasdotti sul fondale del Mediterraneo, battezzato Corridoio Meridionale. Una pronta risposta alle simili iniziative sottomarine Nordstream e Southstream: condutture volute dal monopolista russo, Gazprom, e dalle singole compagnie energetiche di Germania, Francia, Olanda, ed Italia, per bypassare Paesi invisi al Cremlino come Polonia, Stati Baltici, Ucraina, Moldova, e Romania, e mantenere il Vecchio Continente dipendente dal Cremlino per mezzo della politica del divide et impera.

Matteo Cazzulani

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