LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

L’UNIONE EUROPEA NON CEDE ALLA RUSSIA: TERMINATE LE TRATTATIVE PER LA ZONA DI LIBERO SCAMBIO UE-UCRAINA

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on October 22, 2011

Il Commissario Europeo al Commercio, Karel De Gucht, ed il Vice Premier ucraino, Andrij Kljujev, hanno chiuso le trattative per la sigla di un’Accordo di Associazione tra Bruxelles e Kyiv che, secondo esperti ed europarlamentari, è necessario tenere in vita per non consegnare il Paese alla Russia, e porre così a rischio la sicurezza ed il rafforzamento dell’Unione su scala mondiale e regionale. Le contromosse di Mosca e la difficile strada del documento presso i Parlamenti Europeo e nazionali

La leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante il processo

“La palla passa al Presidente ucraino, Viktor Janukovych: vero responsabile delle sorti del suo Paese”. Così il Commissario Europeo al Commercio, il belga Karel De Gucht, ha commentato il notevole progresso dei negoziati per l’Accordo di Associazione UE-Ucraina: un progetto che, pur senza una vera e propria integrazione politica, mira al pieno coinvolgimento di Kyiv nelle strutture economiche, commerciali e sociali di Bruxelles. Nello specifico, le parti hanno concluso le trattative per il varo di una Zona di Libero Scambio UE-Ucraina: la parte più importante, fatta di dettagli tecnici – come il nome dei prodotti – ed altre questioni strettamente specifiche, necessarie da discutere per uniformare le strutture di Kyiv agli standard europei.

Come rilevato da diversi esperti, la continuazione delle trattative è un segnale importante lanciato dall’Unione Europea ad un’Ucraina sempre più lontana, sopratutto in seguito all’avvicinamento alla Russia di Putin – con la firma del trattato di costituzione della Zona di Libero Scambio CSI: un progetto politico del Primo Ministro russo per riprendere il controllo dell’area ex-URSS, firmato, oltre che dall’Ucraina, anche da Bielorussia, Moldova, Tadzhikistan, Armenia, e Kazakhstan – ed alla condanna a sette anni di carcere per la Leader dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko: sentenza incresciosa, maturata in seguito ad un processo farsa dalle chiare connotazioni politiche, che esclude Kyiv dal rispetto degli standard democratici richiesti ad ogni Paese candidato alla collaborazione con l’UE.

Proprio la questione Tymoshenko è una patata bollente che, ora, Janukovych deve risolvere per dimostrare di volere un avvicinamento all’Occidente iniziato, nel 2008, proprio dal governo della carismatica guida del campo arancione appena fatta arrestare. Se, come si vocifera a Kyiv, l’articolo 365 sarà decriminalizzato per via parlamentare, e l’ex-Primo Ministro liberata, l’Accordo di Associazione avrebbe serie possibilità di essere ratificato dapprima dal Parlamento Europeo e, successivamente, da quello dei singoli Paesi membri. Altrimenti, l’assenza di progressi in campo democratico da parte delle Autorità ucraine segnerebbe la chiusura della via europea, e l’inevitabile avvicinamento alla Russia che, dopo il colpo della Zona di Libero Scambio CSI, si prepara ad inglobare l’Ucraina anche dell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka – a cui, martedì, 18 Ottobre, ha aderito anche il Kyrgystan.

La discussione al Parlamento Europeo

Uno scenario che va evitato a tutti i costi, poiché la consegna di Kyiv a Mosca significherebbe una sconfitta per l’UE, per cui l’indipendenza e l’europeicità dei Paesi dell’Europa Orientale – oltre all’Ucraina, Moldova, Georgia e, possibilmente, Bielorussia – è condizione necessaria per la sicurezza ed il progresso di Bruxelles.

“Rompere le trattative sarebbe stato come vincere una staffetta senza il testimone – ha commentato, sempre restando sullo sportivo, il Vice-Presidente del Parlamento Europeo, Pawel Zalewski – un vantaggio considerevole sui concorrenti mandato in fumo”.

Concordi con Zalewski – appartenente al Partito Popolare Europeo – anche altri Parlamentari di differente schieramento, come il conservatore Pawel Kowal, secondo cui la chiusura delle trattative per il varo della Zona di Libero Scambio UE-Ucraina è stato l’unico segnale possibile da inviare alle autorità di Kyiv per mantenere la porta aperta, pur senza tralasciare il problema del deficit di democrazia sulle Rive del Dnipro.

“Occorre chiudere l’accordo al più presto – ha dichiarato il Capo-Delegazione dei Rapporti UE-Ucraina – poiché una presidenza a Bruxelles così favorevole alle aspirazioni occidentali di Kyiv come quella polacca difficilmente si ripresenterà. E un’occasione da non sprecare – ha continuato il polacco, intervistato dalla Deutsche Welle – se davvero si vuole il benessere ed il progresso per il popolo ucraino”

Ad applaudire alla chiusura delle trattative è anche il suo connazionale dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei, Marek Siwec, che ha illustrato quale possa essere la vera conseguenza della rottura delle relazioni con l’Ucraina, altresì fortemente voluto dall’asse franco-tedesco.

“La Russia sta giocando un ruolo attivo – ha dichiarato alla versione ucraina della BBC – e tenta di continuo l’Ucraina con la carta dell’Unione Doganale. Per il Cremlino, il fallimento delle trattative per l’Accordo di Associazione UE-Ucraina sarebbe un’occasione da non perdere per strappare una volta per tutte Kyiv nella propria sfera di dominio economico, commerciale, e politico”.

Matteo Cazzulani

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