LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

ANCHE IL GRUPPO DI VYSEHRAD SCARICA JANUKOVYCH: UCRAINA SEMPRE PIU VICINA ALLA RUSSIA DI PUTIN

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on October 17, 2011

I Paesi dell’Europa Centrale criticano la condanna della Leder dell’Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, al punto da chiudere ogni prospettiva di Accordo di Associazione UE-Ucraina. Il Presidente ucraino nomina una Commissione per l’integrazione nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka, de facto condannando il Paese alla sottomissione a Mosca, come accaduto in Bielorussia

Il presidente ucraino, Viktor Janukovych

L’isterico ripiego alle radici sovietiche dopo la bacchettata sulle mani e la cacciata dalla compagnia. Questa la situazione con cui le Autorità ucraine hanno reagito alla rottura del Gruppo di Vysehrad – Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia ed Ungheria: una vera e propria notizia, dal momento in cui proprio i Paesi dell’Europa Centrale hanno supportato fino all’ultimo le ambizioni europee dell’Ucraina, cercando di convincere i riluttanti membri occidentali della necessità, per la sicurezza europea, di tenere la porta aperta ad un regime, seppur sempre più simile alla Bielorussia di Lukashenka.

“Siamo giunti alla conclusione di continuare a supportare le ambizioni occidentali dell’Ucraina, ma non a queste condizioni – ha dichiarato il Primo Ministro ceco, Petr Necas, padrone di casa del summit dei quattro Stati del cuore dell’Europa – non fino a quando Julija Tymoshenko starà in carcere, e non potrà partecipare ad elezioni libere e regolari”.

Una posizione forte, condivisa anche dal primo Ministro polacco, Donald Tusk, nonostante sia stata proprio la Polonia a cercare a tutti i costi di mantenere in vita le prospettive di integrazione di Kyiv con Bruxelles, riuscendo, con un ottimo ruolo diplomatico, a convincere lo scettico asse franco-tedesco nel corso del summit del Partenariato Orientale UE.

Ora, anche per Varsavia la misura è colma, sopratutto dopo che la Leader dell’Opposizione Democratica ucraina, ex-Primo Ministro, è stata condannata a sette anni di carcere, più tre di interdizione alla vita politica, per gestione fraudolenta del bilancio statale, ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin: accuse costruite su documentazioni falsate, imprecise, addirittura datate il 31 Aprile, e negate persino dalla maggior parte dei testimoni chiamati alla comparsa in un processo farsa in perfetto stile sovietico.

“I negoziati per la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina sono a buon punto, ma non per questo siamo disposti ad accettarne la sigla dinnanzi a quanto avviene a Kyiv – ha illustrato Tusk – ci sono certi valori che vanno rispettati: regole a cui nell’Unione Europea tutti, membri ed associati, devono attenersi”.

Lo scenario bielorusso, con Mosca pronta a vincere

Una vera doccia fredda per il popolo ucraino – secondo un recente sondaggio, favorevole al partenariato con l’UE, anche solo sul piano economico – ma non per il Presidente ucraino, Viktor Janukovych, che non ha perso tempo, e nominato una commissione di lavoro per la preparazione dell’integrazione nell’Unione Doganale russo-bielorusso-kazaka: una tentazione, quella di Mosca, da dove Putin, non ha mai nascosto il desiderio di prendere l’Ucraina sotto la propria sfera d’influenza per dare linfa alle ambizioni imperiali con cui la Russia punta a tornare superpotenza mondiale a spese dei vicini, ergo dell’Europa.

A testimoniare la reale convinzione di Janukovych, la nomina a capo della Commissione di colui che fino ad oggi ha trattenuto i rapporti con l’UE in preparazione della firma dell’Accordo di Associazione: il Ministro degli Esteri, Kostjantyn Hryshchenko. Un segnale chiaro di rinuncia all’Europa che, tuttavia, diversi esperti leggono anche in chiave isolazionista: la Commissione non sarebbe altro che uno spauracchio per convincere Mosca a concedere condizioni favorevoli a Kyiv, tra cui un partnership separata, che lasci all’Ucraina una maggiore autonomia.

Infatti, non sono pochi tra gli esperti a rilevare nella condotta di Janukovych una similitudine con quella del dittatore bielorusso, Aljaksandar Lukashenka: dopo avere tentato di negoziare con la Russia alla pari, il Bat’ka – com’è nominato Lukashenka in Patria – ha dovuto arrendersi, e, sempre più isolato dall’Unione Europea per via delle continue repressioni ai danni dell’opposizione, cedere al Cremlino autonomia economica, politica ed energetica. Da ultimo, l’intero pacchetto azionario che controlla i gasdotti di Minsk.

 

Matteo Cazzulani

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