LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

NUOVO GOVERNO IN POLONIA: MOLTA EUROPA E NOVITA’ CON LA SOLITA FORMULA

Posted in Polonia by matteocazzulani on October 16, 2011

Il Primo Ministro, Donald Tusk, presenta un esecutivo in continuità con il precedente, ma con importanti innovazioni, come la prima nomina di una donna a Maresciallo del Sejm, e particolare attenzione a tematiche di ambito Europeo. Regolamenti di conti interni alla maggioranza dinnanzi ad un’opposizione divisa sul Crocifisso nei luoghi pubblici

Il premier polacco, Donald Tusk

Una Vecchia Europa sbadata, veterocomunista, e, spesso, in malafede, ce li ha presentati come i più conservatori del continente, attaccati alla difesa del proprio interesse nazionale, delle radici cristiane nel preambolo della Costituzione Europea, fortemente maschilisti e sessisti, arretrati e chiusi ad ogni apertura di carattere etico ed infrastrutturale: menzogne nei confronti di un Paese del cuore dell’Europa ora con un nuovo Parlamento che, una volta per tutte, si spera metta a tacere le malelingue, e convinca gli occidentali ad apprezzare un popolo che molto ha dato, e darà, per il bene dell’Europa.

Nella giornata di giovedì, 13 Ottobre, il Primo Ministro polacco, Donald Tusk, ha annunciato la formazione di un nuovo governo in seguito alla vittoria nelle Elezioni Parlamentari di Domenica, 9 Ottobre, ed alle seguenti consultazioni del Presidente, il suo collega di Partito, Bronislaw Komorowski, con i capolista delle forze politiche che hanno superato la soglia del 5%. Nulla cambia per quanto riguarda la sostanza della coalizione, formata ancora dalla liberale Piattaforma Civica – PO, in cui militano Tusk e Komorowski – e dal partito contadino PSL che, stando agli accordi, dovrebbe mantenere i tre Ministeri finora amministrati: Agricoltura, Lavoro ed Energia.

Tuttavia, proprio da questo ultimo Tusk ha ventilato l’ipotesi di estrapolare alcune competenze di peso come Energia e Politica Ambientale, da affidare ad un nuovo Ministero a guida PO. Una scelta che, ovviamente, non piace ai partner minori di coalizione, che Tusk ha giustificato con l’importanza strategica che essi ricoprono in ambito UE: oggi presieduta proprio dalla Polonia.

A creare malumori all’interno della coalizione è anche la nomina a Maresciallo del Sejm – Presidente della Camera Bassa – di Ewa Kopacz: già Ministro della Sanità, prima donna posta alla Seconda Carica dello Stato nella storia della Polonia. A non gradire la storica decisione è sopratutto il dimissionato Grzegorz Schetyna, Capo della corrente interna alla PO avversaria di Tusk e Komorowski, con cui spesso è entrato in polemica, anche pubblicamente. Tuttavia, per lui sarebbe già pronto un Ministero di peso o, addirittura, il vicepremierato.

Ad applaudire ai cambiamenti minimi che lasciano nei Ministeri chiave gli stessi uomini – “premiati dal voto dei polacchi che hanno scelto per la continuità”, come ha illustrato Tusk – il principale Partito di opposizione, il conservatore Diritto e Giustizia – PiS – attento nel comprendere l’importanza di una continuità di governo nel mentre di una delicata presidenza di turno dell’Unione Europea. Difatti, è vivo il ricordo di quando, nel 2009, la Repubblica Ceca ha vissuto una crisi di governo proprio durante la sua Presidenza di turno, ponendo problemi all’amministrazione dell’Unione.

Tuttavia, se la forza politica di Jaroslaw Kaczynski – fratello gemello di Lech: l’ex-Capo di Stato scomparso nell’incidente aereo di Smolensk del 10 Aprile 2010 – ha rimandato il confronto con il governo, non ha lesinato critiche di merito alla nomina della Kopacz – attaccata in quanto pessimo Ministro di un settore, la Sanita, su cui PiS ha insistito molto in Campagna Elettorale -e, sopratutto, ai radicali del Movimento di Palikot: vera e propria sorpresa delle urne con un 10% ottenuto dal nulla con un programma che prevede aperture alle coppie di fatto, fecondazione assistita, legalizzazione delle droghe leggere, ed eliminazione dei simboli religiosi dagli edifici pubblici.

La battaglia del Crocifisso e le emergenze UE

Proprio sul Crocifisso nell’aula del Parlamento si è scatenato un aspro dibattito, con il dandy della politica polacca – ex-PO – deciso nel richiederne la sostituzione con il simbolo statale, ed i Deputati di Diritto e Giustizia pronti alla battaglia per la sua difesa già nelle prime sedute di un Sejm in cui, sempre grazie a Palikot, comparirà per la prima volta anche un transessuale.

 

Dal canto suo, Tusk ha illustrato di non intendere stingere alleanze di alcun tipo con l’ex-collega di partito, apostrofato come l’alleato più pericoloso che si possa accettare in una squadra di governo, e, nel corso della conferenza stampa di presentazione, dichiarato come il nuovo-vecchio esecutivo continuerà a lavorare senza alcuna sosta per raggiungere gli obiettivi promessi non solo agli elettori, ma al resto dell’Unione Europea.

In primis, la lotta alla crisi per mezzo di privatizzazioni ed interventi in linea con le direttive comunitarie, seguita dal rafforzamento dell’integrazione europea con il varo di una comune politica energetica, e dall’allargamento ad Est dell’UE per la sicurezza di tutto il Continente, con la sigla dell’Accodo di Associazione con una seppur autoritaria Ucraina, e l’avvio di simili percorsi con Stati maggiormente maturi come Moldova e Georgia: europei per storia e tradizione, ma non ancora membri dell’Unione Europea per via di una politica del gas fino ad oggi gestita dai singoli Paesi – pronti a negoziare migliori condizioni con la Russia – e non, con una voce sola, da Bruxelles.

Matteo Cazzulani

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