LA VOCE ARANCIONE. Il Blog di Matteo Cazzulani

CONDANNA A JULIJA TYMOSHENKO: L’EUROPA FORSE TROVA UNA POSIZIONE COMUNE

Posted in Unione Europea by matteocazzulani on October 14, 2011

L’Alto Rappresentante della Politica Estera UE, Cathrine Ashton, per la firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina solo quando Kyiv rispetterà la democrazia. Condivisa la condanna, seppur con sfumature differenti, da parte dei Parlamentari Europei di ogni provenienza e schieramento

La Leader dell'Opposizione Democratica, Julija Tymoshenko, durante una seduta del processo farsa

Il documento va siglato per il popolo ucraino, ma solo dopo che a Kyiv si rispetta la democrazia. Questa la posizione dell’Unione Europea in merito alla firma dell’Accordo di Associazione UE-Ucraina, dinnanzi alla condanna di Julija Tymoshenko.

La Leader dell’Opposizione Democratica, ex-Primo Ministro, è stata condannata a sette anni di carcere più tre di interdizione alla vita politica dopo un processo farsa, in cui persino i testimoni hanno negato le imputazioni a suo carico – gestione fraudolenta del bilancio statale ed abuso d’ufficio nel corso delle trattative per il gas del Gennaio 2009 con l’allora suo collega russo, Vladimir Putin – costruite su materiali sommari, imprecisi, persino datati il 31 Aprile.

“Ce lo ha chiesto la stessa Tymoshenko: le porte all’Ucraina non saranno chiuse – ha dichiarato l’Alto Rappresentante della Politica Estera UE, Cathrine Ashton, nel corso del dibattito straordinario del Parlamento Europeo – ma Kyiv non può non attenersi a principi fondamentali per la collaborazione con Bruxelles”.

Concordi, seppur a tinte differenti, gli europarlamentari di diversa provenienza geografica ed appartenenza partitica. Il polacco Jacek Sariusz-Wolski del Partito Popolare Europeo – a cui appartiene anche Bat’kivshchyna, la forza politica della Tymoshenko – ha giudicato non conforme agli standard europei il processo farsa, ma ha invitato l’UE a concludere i negoziati per la sigla di un Accordo di Associazione, che, qualora la situazione sulle Rive del Dnipro non migliorasse, può essere respinto dal voto del Parlamento Europeo.

“E’ importante che proprio ora l’Europa lanci un forte segnale verso il popolo ucraino – ha evidenziato Sariusz-Wolski – non ai suoi governanti. L’Ucraina deve capire che può perdere l’UE”.

Più dura la linea di un altro Parlamentare PPE, il tedesco Michael Galer, che ha invitato la Ashton ed il Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, a revocare la visita a Bruxelles del Presidente ucraino, Viktor Janukovych, come segnale di disapprovazione per il verdetto politico ai danni della Tymoshenko.

“E’ un comportamento simile a quello di Lukashenka in Bielorussia – gli ha fatto eco il polacco Krzysztof Lisek, anch’egli PPE – Janukovych, così come il dittatore bielorusso, può essere inserito nella lista nera dell’Unione Europea”.

Contraria la risposta del suo connazionale Marek Siwec dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici Europei – che collabora con il Partija Rehioniv: la forza politica, egemone in Ucraina, a cui appartengono il Presidente, il Premier, Mykola Azarov, e quasi tutti i membri del Consiglio dei Ministri – che ha invitato le Autorità ad accogliere il Capo di Stato ucraino per spiegargli di persona dove sta sbagliando.

“Se l’Accordo di Associazione non sarà firmato – ha dichiarato Siwec – a perdere sarà sia l’Ucraina che l’Unione Europea, ed il vero vincitore sarà la Russia, contrario da sempre ad ogni forma di integrazione tra Kyiv e Bruxelles”.

L’Europa discute, la Russia vince

Simile posizione è stata espressa anche dai Deputati del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei, il cui Leader, il polacco Pawel Kowal, ha da sempre sottolineato l’importanza di mantenere la porta aperta ad un’Ucraina che, seppur autoritaria, non può essere abbandonata alle braccia di Mosca.

Maggiormente pragmatica la posizione dell’Alleanza dei Liberali e dei Democratici Europei che, per voce dell’olandese Johannes Kornelis Van Baal, ha richiesto la pubblica discussione dei punti che Ashton e Barroso tratteranno con Janukovych.

Critici con Janukovych anche alcuni Parlamentari indipendenti. “Il Presidente ucraino può avere eliminato un concorrente politico – ha illustrato l’austriaco Anreas Molzer – ma ha compiuto un autogol, a cui è difficile ora porre rimedio.

Matteo Cazzulani

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